Onstage
zucchero-venezia-san-marco-2018

I 30 anni di Oro, incenso e birra di Zucchero

Il 13 giugno 1989 veniva pubblicato Oro, incenso e birra, album di Zucchero che segnò una delle estati italiane più significative e indimenticabili. 30 anni fa usciva il disco che innalzò la proposta popolare del nostro Paese nell’Olimpo dei grandi della musica internazionale. Irriverenza ed energia pura. “Voglio vederti ballare, senza tabù…”

30 ANNI FA…
Ne è passato di tempo. I miei primi ricordi musicali risiedono proprio a quegli anni. Ho una foto sbiadita da qualche parte che mi ritrae bambino con un cappello rosso con la scritta a caratteri cubitali ESATTO!, che cita il tormentone di Francesco Salvi che spopolò quell’anno. La magica estate del Campionato Mondiale di calcio passato alla storia come “Le notti magiche italiane” sarebbe arrivata dodici mesi dopo, nel ’90, ma quell’ultimo sussulto dell’incredibile decade degli anni ’80 aveva molto da dire.

Permaneva uno spirito che oggi rimpiangiamo e riproponiamo spasmodicamente con infinita malinconia, quello degli Ottanta: leggerezza e una sorta di irrefrenabilità. Tutto era da vivere intensamente e senza remore, senza o quasi autocensure. Un bambino cresciuto in quegli anni cantava con Salvi di spostare una macchina da qua e metterla là, con Raf imparava il romanticismo fine a se stesso (Ti Pretendo), strani personaggi filtravano dall’altra parte di un oceano che nemmeno riuscivamo ad immaginare e avevano i nomi di Prince, Madonna e Roxette. I dj di ogni discoteca della penisola facevano incubi terribili, che avevano come colonna sonora la iper richiesta Lambada. Ricordate il video che imperversava con quei due strani bimbi che danzavano come adulti?

In questo marasma che già proponeva una qualità nel pop che avremmo rivisto in futuro ben poche volte, Adelmo Fornaciari, conosciuto come Zucchero, si cimenta nell’impresa di bissare il successo straripante del suo album Blues (1987). E ci riesce alla grande. Non solo. Oro, incenso e birra è quell’album che fa gridare al miracolo, quale che sia l’opinione sul personaggio che l’ha scritto. Perché se c’è una cosa che non si può negare di Zucchero è che sia un soggetto che divide, uno di quelli che si ama o si odia. Per questo ha molti detrattori quanti sono i suoi fan, e la sua genuinità e amore per la musica lo ha avvicinato a giganti del rock ammaliati dalla sua personalità straripante.

Così Zucchero è presto diventato un personaggio unico, irripetibile, che al tempo stesso è profondamente italiano e profondamente straniero, un mix vincente che ha attirato l’attenzione del mondo al nostro Paese e non per cose negative: un primato che da solo merita tutto il rispetto di cui siamo capaci. Ma Oro, incenso e birra è più di questo. Questa è la superficie. Poi arriva la musica, ed è lì che iniziano le meraviglie.

IL DISCO
Un disco italiano che inizia con un gospel. L’intro di Oro, incenso e birra, parte con parole inglesi che provengono da una chiesa di un altro mondo, un tuffo nella cultura nera dove è nata la passione principale di Zucchero: il blues. La canzone che si innalza da questa intro extra culturale è Overdose (d’amore). La registrazione e i suoni sono qualcosa che in Italia e soprattutto nel pop nazionale non si conosceva. C’è una batteria secca, decisa, che non si può ignorare e non si può relegare nel sottofondo di un ascolto superficiale. E’ protagonista e ti dice di muoverti, di svegliarti, di non essere passivo. Così come il basso, un basso funky che ti porta in mezzo al rullante e ti fa scivolare sotto la grancassa in un roboante giro da montagne russe.

La dinamicità è la parola d’ordine dell’impianto musicale di questo album impreziosito dal timbro già familiare e riconoscibile di Sugar, così simile al Joe Cocker reso immortale da quell’esibizione di Woodstock ’69 (non solo la voce, anche la gestualità e lo stile estetico). I testi, o per meglio dire l’insieme della parole usate, hanno una pertinenza con la musica che ha del geniale. Sono nonsense, a volte però hanno senso eccome, come la grottesca boutade di Nice (Nietzsche) che dice, che racconta del rapporto burrascoso del cantante con la ex moglie che tirava in ballo aforismi del filosofo ad ogni discussione.

Così Zucchero ci riporta al costante dualismo tra schiettezza e immediatezza, ancorato in maniera indissolubile alla ricerca della qualità assoluta. L’insegnamento è chiaro, mai lasciarsi ingannare dall’apparente superficialità di ciò che dice e che fa Zucchero. Lo han capito anche personaggi come Eric Clapton, James Taylor, Francesco De Gregori. Seguiranno tra gli altri anche Brian May, Luciano Pavarotti e Miles Davis.

Oro, incenso e birra suona come un album internazionale dalle primissime note. Merito del produttore Corrado Rustici, che suona le fantastiche chitarre funky che rendono canzoni come Il Mare (Impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle…) irresistibili e potenti, tribali e profondamente rock, portando questa musica inusuale nella top ten italiana.

L’epicità di Madre dolcissima, una ballad blues che inquadra in maniera cruda e magnifica uno spaccato di storia, immortalato dagli spezzoni iniziali dei tg di allora (che riportano a eventi passati di storia internazionale), che si immergono poi nel testo tipico di Sugar che mischia quotidiano, sacro e profano, con un ritornello urlato, graffiante e potente. Wonderful World è un’altra cornice dissacrante sulla situazione mondiale impreziosita dall’assolo di Eric Clapton. Mr. Slowhand che frequentava l’Italia per il suo tragico matrimonio con Lory Del Santo (questo la dice lunga sull’assurdità degli anni ’80, ndr) conosce casualmente Zucchero e come molti ne rimane ammaliato, incastrato nel fascino di questo personaggio dedito totalmente alla musica che lo innalza al pari dei più grandi. James Taylor suona l’Hammond nell’album, Ennio Morricone regala la musica di Libera l’amore. Ecco che torna il gospel per introdurre Diavolo in me, uno dei tormentoni dell’estate 1989. Così il blues dei neri arriva a incendiare le estati italiane. Oggi Zucchero è forse ricordato anche per canzoni come Diamante, una delle più belle tracce italiane di sempre. Nata dalla collaborazione con Francesco De Gregori, è l’esempio perfetto di quel che dicevamo a proposito della perfezione di incastro tra parole e musica. Le parole del cantautore romano si sposano con la musica in una maniera indescrivibile, un connubio inevitabile di bellezza, di sospensione, una di quelle canzoni che ti legano ad un momento particolare della tua vita, ad un profumo, ad una persona.

…E OGGI
Oro, incenso e birra, già dal titolo, etichetta di sacro e profano la musica di Zucchero. Non solo, propone una lettura quanto mai accurata e geniale della società italiana, nel momento esatto in cui si stava formando e cambiando la generazione del futuro. Questo album ci ricorda la genuinità, la forza e l’energia che avevamo prima degli anni bui delle autobombe, della depressione, dell’avvento “tecnologicizzante” che ci ha tagliato le gambe, smollato i nervi, che ci ha allontanato da quegli eccessi primordiali che tanto caratterizzano la cultura italiana nel mondo.

Questo album è calore, è anche spudoratezza, sfrontatezza a costo di risultare a tratti cafone, fuori luogo. Ha un nervo vibrante di sessualità che esplode dietro ogni angolo, che da sempre nella cultura italiana viene coltivato nel sottobosco, represso, che eccita proprio perché proibito, ultra regolato e biasimato da millenni di dogmi cattolici. E Sugar Fornaciari ci sguazza, gioca con le generazioni offendendo quelle vecchie e divertendo quelle nuove, che ora siamo noi. E ricordiamo con malinconia quel momento in cui la musica italiana ha giocato al tavolo dei grandi, che si è meritata per la prima volta dai tempi dei grandi crooner italoamericani il rispetto di chi quella musica l’ha inventata.

Da questo album in poi Zucchero diventa un artista internazionale, sfornando decine di hit senza mai rinunciare al suo amore per le radici del blues, che in questo album sono omaggiate come mai è successo nel pop italiano.

Daniele Corradi

Foto di Francesco Prandoni

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI