Onstage
30 Seconds To Mars Roma 2018 foto scaletta concerto 16 marzo

I 30 Seconds To Mars a Roma continuano il loro spettacolo

Capita sempre più di rado di andare ad un concerto e trovarsi di fronte ad un one man show di proporzioni hollywoodiane. Con i 30 Seconds To Mars nella data al Palalottomatica di Roma, addì venerdì di metà marzo nella Capitale, è stato profondamente così. Un po’ perché Jared Leto, attore molto noto e instancabile leader/volto/incarnazione della band, domina il palco in barba (da hipster) ai suoi quasi 47 anni di età, che ti fa venire voglia di dire “prendo quello che ha preso lui” mentre saltella qua e là sul palco; un po’ perché l’impianto scenico, per quanto scarno e ridotto al minimalismo base di un live, è paradossalmente più efficace così che non con la gigante e non montata scenografia originale.

Il Monolith Tour che anticipa il ritorno dei 30STM con il nuovo album in arrivo il 6 aprile, a Roma si fregia dell’essenziale: un maxischermo, il palco completamente arretrato verso il lato nord del palazzetto, luci calcolate con effetti led molto belli e in mezzo Jared Leto, in completo dorato sfavillante con maglietta nera, capelli sciolti, energia da vendere a palate. Il concerto comincia alle 21.20 con una lunga intro di base e batteria, piazzata al centro della pedana leggermente rialzata del palco. La band ha perso da poche ore un elemento, Tomo Milicevic, e ha riarrangiato l’intero set con basi e musicisti dietro le quinte, all’ingresso del palco, non si notano ma si sentono (sempre compatibilmente con l’acustica impastata del Palalottomatica). All’ingresso di Jared Leto il boato del pubblico, già bollente in partenza, diventa un rombo di tuono altissimo. La partecipazione è totale e totalizzante, nel parterre sventolano numerose bandiere della band e non è raro vedere fan che corrono da una parte all’altra, abbracciandosi felici come amici da una vita, protesi ad osannare il Dio Jared che anche nell’aspetto fisico evoca un messia molto glam.

La scaletta è di quelle fatte apposta per gasare i fan, che sono probabilmente il pubblico più caldo e partecipe di questi primi mesi di tour 2018. Quando si dice che la fanbase è fondamentale per il successo e sopratutto per mantenerlo, bisognerebbe guardare la partecipazione potentissima dei fan dei 30 Seconds To Mars, tanto che persino i membri della band e lo stesso Jared Leto, che alle folle oceaniche è abituato, sembrano stupirsi del calore dei fan accorsi alla loro prima data italiana (si replica a Bologna e Milano, tripletta classica). Nella primissima parte di concerto si sgancia la bombetta dell’ospite a sorpresa: durante Dangerous Nights, per gli ultimi 30 secondi del brano, entra Elisa a duettare con Jared Leto sul ritornello. I fan restano spiazzati dall’inattesa guest star ma non le fanno mancare un calore pazzesco di applausi e approvazione, specialmente durante il sincero abbraccio tra Elisa e il frontman dei 30 Seconds To Mars. Che fa sperare in un duetto in futuro.

Il medley strategicamente posizionato prima della parte acustica è un’idea vincente e fortissima, che spoglia i 30 Seconds To Mars della dimensione mitica per restituirceli fan a loro volta. Un omaggio montato sulla base di Purple Rain di Prince con Heroes di David Bowie, Imagine di John Lennon, Freedom di George Michael, Crawling dei Linkin Park per Chester Bennington e il gran finale sussurrato di Black Hole Sun dei Soundgarden per ricordare Chris Cornell, cui Jared Leto dedica un sospiro appena accennato nel microfono al termine dell’ultima sillaba. È il momento più toccante, che resta nell’aria per qualche secondo mentre sugli spalti viene esposta la scenografia dei fan. Una bandiera tricolore sul cui campo bianco troneggia il simbolo dei 30 seconds to Mars, fatta così bene che lo stesso Jared si ferma a fotografarla prima di iniziare a suonare da solo Hurricane alla chitarra, nel coro infinito del pubblico che spesso resta da solo a cantare. Jared non risparmia lo spettacolo, coinvolgendo varie ragazze emozionatissime sul palco per farle cantare, ballare, abbracciarle e farsi avvolgere dai “ti amo” tremolanti delle fanciulle. “Voglio dedicare questa canzone a tutte le persone che hanno creduto a noi meglio ultimi 15-20 anni” dice Jared attaccando The Kill, di cui il pubblico si impadronisce rendendolo uno dei ritornelli più sentiti di tutta la serata per celebrare il ventennale della band. La chiusura arriva dopo una sequenza serrata di brani molto amati, affidata naturalmente a Closer To The Edge con esplosione di coriandoli. I 30 Seconds To Mars, (ri)diventati duo, hanno superato la loro prova più difficile con sana onestà. Strano a dirsi, per uno show hollywoodiano.

Scaletta 30 Seconds To Mars Roma 2018

Monolith Intro
Up In The Air
Kings And Queens
Search And Destroy
This Is War”
Dangerous Night
(Elisa guest star sul finale)
Do Or Die
Stay
(Rihanna cover)
Tribute Medley: Purple Rain / Imagine / Heroes / Freedom! / Crawling / Black Hole Sun
Hurricane (acoustic version)
The Kill (Bury Me) (acoustic version)
City Of Angels
Night Of The Hunter
Conquistador
Rider

Walk On Water
Closer To The Edge

Altri articoli su questo concerto

Arianna Galati

Foto di Giusy Chiumenti

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI