Onstage
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La Morte del Cigno: la sublimazione delle visioni di Achille Lauro e Boss Doms

Che La morte del cigno sarebbe stata qualcosa di fuori dagli schemi, di non convenzionale, Achille Lauro l’aveva abbondantemente preannunciato. Quello che forse non ci si poteva aspettare era il fatto di trovarsi nel bel mezzo di un rituale.

Sono quasi le 22:00 quando sul palco dell’Alcatraz di Milano le silhouette di alcune ballerine danno il via al primo dei due appuntamenti con questo show, con il secondo che si terrà a Roma il 10 novembre. Via il sipario ed ecco Achille Lauro e Boss Doms prendere possesso del palco, pronti a dare il via a quello che, probabilmente, è il loro spettacolo più importante di sempre. L’apertura è affidata a Midnight Carnival, seguono quindi una serie di pezzi tratti da Ragazzi Madre, da Teatro & Cinema fino a Ulalala, con Gemitaiz che irrompe sul palco per quest’ultima.

Achille, già dopo le prime battute ha subito qualcosa da mettere in chiaro, per questo elenca alcune piccole regole che avrebbe voluto che il pubblico seguisse: via tutti gli smartphone e via i vestiti, sono inutili. E così sia, il parterre dell’Alcatraz obbedisce e dà il via allo striptease generale, con tanto di lancio di magliette. Dal palco, Achille e Boss fanno lo stesso.

Ecco Achille Lauro e Boss Doms prendere possesso del palco, pronti a dare il via a quello che, probabilmente, è il loro spettacolo più importante di sempre.

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Prese queste piccole, ma importantissime precauzioni, si prosegue con quello che, probabilmente, è il pezzo più devastante della serata: il remix di Thoiry. L’effetto è più o meno quello di un terremoto, che non risparmia nemmeno i più restii al movimento. Gemitaiz fa il suo ritorno nel backstage e nel giro di poco arriva Cosmo, secondo ospite di serata, che propone per la prima volta dal vivo Angelo Blu. Da qui in poi l’andirivieni di ospiti sarà continuo, con il palco che diventa teatro di prime volte per tanti dei pezzi proposti.

A provare a scalfire la compattezza dello show ci pensa un idiota nelle prime file, che armato di spray al peperoncino provoca l’interruzione del concerto per una decina di minuti. Una volta rientrato l’allarme, ed individuato il subumano, tutto torna alla normalità. OG Eastbull, sul palco al momento del ‘fattaccio’, riprende da dove aveva interrotto e il Ballo del blocco porta la giusta energia per ricominciare. Né Achille né Boss Doms sembrano turbati da quanto accaduto e riescono a ricreare esattamente la stessa atmosfera che aveva caratterizzato la prima parte dell’esibizione. Rocco Hunt e Clementino raggiungono i due per intonare Ammo’, seguiti da Fred De Palma.

Spazio ai giovani, questo ripete Achille più volte e lascia spazio anche all’esibizione dei suoi protetti della No Face R.Y.C.H, la schiera di talenti che ha deciso di far crescere sotto la sua egida. E se i ‘pischelletti’ hanno deciso di intraprendere questo percorso è sicuramente anche merito di quello che, dopo di loro, prenderà possesso di quel palco: Noyz Narcos. Doppia N e Achille duettano sulle note di R.I.P., tratto dall’ultimo album del king dell’underground, Enemy.

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Gemitaiz torna sul palco per Purple Rain ed arriva la volta di Emis Killa con il remix della sua Linda. L’hype è però tutto per Anna Tatangelo e per la possibilità (troppo ghiotta per non essere sfruttata) di poter ascoltare Ragazza di periferia RMX: e allora chi se ne frega della regola imposta da Achille, i telefonini saltano fuori di nuovo ed è un mix di flash per la prima di questa nuova collaborazione. Eseguito il brano, che uscirà venerdì 9, Anna si ferma sul palco e con Achille intona, con ottimi risultati, uno dei pezzi più belli di quest’ultimo: La bella e la bestia. A chiudere la setlist è Penelope, gioiellino di Pour l’Amour.

Achille Lauro e Boss Doms sono due visionari, che però non si limitano a saper guardare oltre, ma fanno di tutto per far sì che ciò che vedono possano vederlo anche gli altri.

La morte del cigno non è un concerto, questo è assodato. Per capirlo sono bastati due pezzi, quelli necessari per far sì che la serata prendesse le sembianze del rituale di cui sopra: Achille e Boss vivono la dimensione live con una serietà che quasi sorprende, un cerimoniale che viene onorato dall’inizio alla fine, una ritualità che si accosta perfettamente all’immagine che Lauro, col tempo, è riuscito a costruirsi. Dimenticate il famoso video in cui Achille sbrocca, con tanto di autotune, ad un ragazzo del pubblico, reo di averlo insultato, oggi è tutt’altra persona e lo dimostra la delusione negli occhi di tutti coloro che, al ritorno sul palco dopo la storia del peperoncino, erano pronti a filmare una possibile sfuriata, ma che si sono trovati di fronte un artista cresciuto, che ha saputo imparare dai suoi errori.

La morte del cigno è poi eleganza esagerata, è lustrini, è cura maniacale del dettaglio. Non importa la voce, l’intonazione, chi se ne frega, mettiamola da parte per una volta. Achille Lauro e Boss Doms sono due visionari, che però non si limitano a saper guardare oltre, ma fanno di tutto per far sì che ciò che vedono possano vederlo anche gli altri. Ecco, ci siamo arrivati, La morte del cigno è il sogno di Achille e Boss che prende forma, la loro sublimazione.

La scaletta del concerto
Maharaja
Teatro & cinema
CCL
Wow
Cenerentola
Ulalala
ft. Gemitaiz
Thoiry RMX ft. Gemitaiz
Occhiali da donna
In paradiso/Disneyland
El ninho
Angelo blu
ft. Cosmo
BVLGARI
Ballo del blocco
ft OG Eastbull
Mamacita
Ammo’
ft. Clementino & Rocco Hunt
Amore & grammi ft. Fred De Palma
Lager ft. No Face R.Y.C.H
R.I.P. ft. Noyz Narcos
Purple Rain ft. Gemitaiz
Linda RMX ft. Emis Killa
Ragazza di periferia RMX ft. Anna Tatangelo
La bella e la bestia ft. Anna Tatangelo
Penelope

Le foto del concerto

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