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Afterhours a Milano: una serata di emozioni e sorprese per dire grazie ai fan

Gli Afterhours sono partiti trent’anni fa guidati dalla curiosità e dal genio di Manuel Agnelli, hanno segnato marcatamente il rock indipendente italiano, sono passati attraverso centinaia di concerti, hanno influenzato migliaia di giovani e meno giovani sul modo di fare musica. Con i loro testi hanno fatto riflettere, piangere, combattere, cadere, rialzare ed entusiasmare chiunque si fosse avvicinato al loro mondo, costruito su melodie deformi, espliciti dissensi, chitarre distorte e intimiste ribellioni.

Il 10 aprile 2018 tutto questo è stato consacrato e celebrato con un’unica data, un concerto pensato per festeggiare, emozionarsi e ringraziare tutti coloro che in tre decenni, sopra e sotto il palco, hanno contribuito a realizzare una delle band più rivoluzionarie di sempre. Sono corsi in 11000 al Forum di Milano per ripercorre gran parte del loro percorso musicale ed ascoltare molti dei pezzi che hanno fatto la storia della band. Il primo in scaletta è uno dei preferiti di sempre, Dentro Marylin, che fa “esplodere” da subito cuore e testa dei presenti. Manuel si presenta come se stesse per suonare in uno dei piccoli centri sociali da cui sono partiti tre decenni fa, davanti a qualche decina di spettatori. “Ciao a tutti, noi siamo gli Afterhours” dice poi prima di far partire Strategie, una delle canzoni più ispirate: seguono Germi, Ossigeno e Il sangue di Giuda.

La setlist ripercorre tutte le grandi composizioni del passato – la band nelle settimane precedenti aveva anche fatto un sondaggio tramite i social per comporla – muovendosi a piacere avanti e indietro nel tempo. Agnelli comunica come sempre a suo modo, visibilmente felice ed emozionato, dispensando gesti, sorrisi e brevi riflessioni: “Questa canzone parla di una persona che ha a lungo combattuto per conquistare qualcosa, fino a dimenticarsi il motivo della sua lotta” e attacca Padania con a tracolla la sua chitarra acustica.

Molti gli ospiti presenti: il primo ed il più acclamato è Giorgio Prette, indimenticato batterista che ha abbandonato la formazione qualche hanno fa. Manuel lo chiama, lui sale sul palco indossando una maglietta dei Ritmo Tribale, altra delle importanti band storiche del panorama alternativo milanese ed italiano, e lo invita ad aggiungersi al gruppo. Palco e scenografie sono minimali: un grande schermo centrale e due laterali colgono i visi e le gesta dei musicisti, un enorme fascio di luci cade sul pubblico festante.

Fra tutti gli album, molto spazio viene giustamente dato a Hai paura del buio?, forse il loro migliore in assoluto. Manuel canta una struggente versione di Pelle al pianoforte, mentre la band originale che ha composto il lavoro (con Viti al basso e Ciffo al violino) suona Rapace, Male di miele, 1996, facendo infine letteralmente tuonare il Forum con delle potentissime versioni di Lasciami leccare l’adrenalina e Dea, prima di chiudere con Voglio una pelle splendida, tra le altre, a luci accese.

Ma siamo soltanto a metà del concerto e ci attendono ancora molti momenti suggestivi. Agnelli torna sul palco con i capelli raccolti e un basco in testa, circondato dalla band degli esordi, suona con loro alcuni pezzi in inglese di inizio carriera e rende omaggio ai musicisti che hanno condiviso con lui la genesi di tutto. La sorpresa più bella arriva però dopo una lunga pausa: i musicisti fanno la comparsa fra il pubblico nell’anello più alto del palazzetto, dalla parte opposta del palco, inevitabilmente circondati dalla folla.

“Volevamo vedere gli After al Forum, e questo è il modo migliore per farlo” scherza Manuel. In mezzo al pubblico incredulo, suonano in acustico Bianca e Non è per sempre: tutti cantano, tutti applaudono, tutti si commuovono. Il gran finale è ancora elettrico: gli Afterhours tornano on stage per concludere tre ore di musica con Le verità che ricordavo e Bye Bye Bombay. Manuel chiede di accendere tutte le luci e si siede al piano per concludere con Ci sono molti modi, guardando negli occhi i suoi musicisti e, idealmente, ognuno dei presenti. Quello di ieri sera al Forum di Milano è stato un concerto toccante e appassionante, ha celebrato in modo splendente il cammino di una band vera, controcorrente, ispirata e sincera. E l’abbraccio del pubblico finale è il tributo più bello che Manuel e compagni potessero ricevere. Grazie After, per molto tempo penseremo a questa serata e continueremo ad emozionarci.

Afterhours Milano 2018, la scaletta del concerto

Dentro Marilyn
Strategie
Germi
Ossigeno
Il sangue di Giuda
Padania
Non voglio ritrovare il tuo nome
Cetuximab
Grande
Folfiri o Folfox
Ballata per la mia piccola iena
La sottile linea bianca
San Miguel
Il mio popolo si fa
Pelle
La vedova bianca
Riprendere Berlino
Quello che non c’è
Terrorswing
Male di miele
Rapace
1.9.9.6.
Lasciami leccare l’adrenalina
Dea
Voglio una pelle splendida
My Bit Boy
Love on Saturday Night
How We Divide Our Soul
Inside Marilyn Three Times
Bianca
Non è per sempre
La verità che ricordavo
Bye Bye Bombay
Ci sono molti modi

Afterhours Milano 2018, le foto del concerto

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Claudio Morsenchio

Foto di Francesco Prandoni

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