Onstage
Foto-concerto-alanis-morrisette-milano-25-luglio-2018

Alanis Morissette a Milano: cosa è rimasto della ribelle del rock?

Alanis Morissette ha visitato l’Italia per tre date e, dopo Roma e Pistoia, eccola approdare al Milano Summer Festival localizzato in un Ippodromo letteralmente cocente, che accoglie i boccheggianti fan della cantante canadese.

Senza band di apertura, senza preamboli, i presenti alla serata vedono il sole scendere dietro il palco come un rosso d’uovo fritto e ,inebriati dai fumi degli spray antizanzara, si fanno investire dalle prime note del primo di una lunga serie di cavalli di battaglia provenienti dal passato. Sono le nove spaccate e Alanis Morissette irrompe a passo spedito sul palco appena dopo lo stuolo dei musicisti che compongono la sua dignitosissima band, armata di armonica a bocca e di un sorriso aperto e solare che rimarrà per distacco la cosa più bella della serata. Con un unico e semplice concetto si può riassumere la forza e il difetto di un concerto e di una carriera intera.

Il primo album di successo di Alanis (terzo in discografia) Jagged Little Pill è stato omaggiaato con ben dieci pezzi sui dodici complessivi presenti nella tracklist del lavoro datato 1995. Successo clamoroso, anche se non immediato all’epoca, ma trainato poi dai singoli che uscirono (ben sei), accompagnati da alcuni tra i videoclip più famosi della storia. Era il tempo in cui la musica si conosceva principalmente grazie alle immagini provenienti da quei piccoli capolavori di arte moderna. Insomma, a chi non viene in mente l’immagine di Alanis seduta in macchina, con indosso il suo cappello di lana rossa, che percorrendo le strade di un inverno americano, intona Ironic?

L’armonica introduce il primo degli estratti, All I Really Want, accompagnato in questa retrospettiva da Forgiven, You Learn, Mary Jane, Right Through You, Hand In My Pocket, Head Over Feet, Ironic, You Oughta Know, Wake Up. Un numero impressionante di canzoni da uno stesso album per un concerto che non celebra nessuna ricorrenza, di una cantante che conta otto LP di studio nella sua carriera, e che alla luce dell’evidenza siamo costretti a dire che vive di luce riflessa di un successo mai più pareggiato.

Vedere un live di Alanis Morissette nel 2018 è un po’ come ritrovare una vecchia amica che non si vede da tanto, e non avendo condiviso più niente negli ultimi anni, si arranca nella conversazione rispolverando gli stessi identici discorsi di un tempo, risultando inevitabilmente scoloriti, anacronistici. Perché le persone cambiano, il tempo passa, e rimettersi gli stessi vestiti di un tempo può ingannare qualche occhio distaccato e lontano, ma da vicino si vede che le cuciture faticano, non reggono. Le canzoni sono quelle, ma la furia da leonessa che nella metà degli anni ’90 l’ha promossa a paladina del girl power dell’hard rock, in un’industria e in un mondo prevalentemente retto dagli uomini, è svanita e rimasta lontana nel tempo.

Tutto di Jagged Little Pill a Milano è suonato svuotato, come se i vecchi pezzi incendiari fossero stati reinterpretati in un modo molto più calmo, votato alla rassegnazione del tempo che passa inesorabile. Per questo motivo hanno reso molto meglio i singoli che sporadicamente hanno tenuto a galla Alanis agli inizi degli anni 2000, come Everything, Guardian, Hands Clean.

Dopo un breve encore, Alanis saluta con Uninvited, il gigantesco pezzo uscito dalla colonna sonora di City Of Angels, attestando il fatto che spesso le colonne sonore sono superiori ai film che accompagnano (in quella stessa ricordiamo la presenza di una certa Iris dei Goo Goo Dolls, band che proprio grazie a quella soundtrack esplose sulle scene) e con la chiusura perfetta, Thank You, la bellissima ballata che allora spazzò via l’immagine di ribelle scapestrata del rock e che ci donò questa che ancora permane oggi.

Una Alanis pacifica, che non si è risparmiata e ha camminato avanti indietro per il palco per tutto il concerto, che canta i cavalli di battaglia di un tempo con una naturalezza tale da far quasi sospettare il playback, non fosse per l’inevitabile fiatone dovuto ai chilometri che ha percorso sul palco.
Alanis ci ha fatto cantare e ci ha regalato uno dei più bei sorrisi di questa estate 2018. Non c’è più grinta nelle sue note, nelle sue movenze e nella sua voce, ma tanta serenità e consapevolezza, e anche questi sono regali preziosi che ci siamo comunque portati a casa.

Alanis Morissette Milano 2018, la scaletta

All I Really Want
21 Things I Want in a Lover
Forgiven
Woman Down
You Learn
Mary Jane
Guardian
Right Through You
Hand in My Pocket
Everything
Sister Blister
Head Over Feet
Hands Clean
Ironic
You Oughta Know
Wake Up
Uninvited
Thank U

Alanis Morissette Milano 2018, le foto

Altri articoli su questo concerto

Daniele Corradi

Foto di Francesco Prandoni

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI