Onstage
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Il racconto del concerto di Anderson .Paak & The Free Nationals a Milano

Al Carroponte di Milano non c’è repellente che tenga: le zanzare un modo per pungerti lo trovano sempre. E come tutti sanno le punture di zanzara creano, nel maggiore dei casi, fastidio e disagio. Per alleviare il dolore c’è chi consiglia di pulire subito la pelle con alcol denaturato, chi con una pomata antisettica oppure semplice acqua. Ma questi sono solo dei palliativi. Il prurito è sempre lì, e non resta altro che grattare la zona interessata. Nessuno mi aveva parlato però dell’esistenza di un nuovo ed efficace rimedio naturale alle punture di zanzara. Si chiama Anderson .Paak, e in un’ora e trenta ti fa dimenticare tutto il resto. Insieme ai suoi The Free Nationals è capace di risolvere qualsiasi problema di corpo e mente.

Lo show dell’artista americano è iniziato alle 22.00 spaccate. Ad attenderlo una buona cornice di pubblico. Un risultato assai positivo che, considerati i pochissimi – per non dire nulli – passaggi radio e la limitata pubblicità avuta sul suolo italiano, è andato oltre le più rosee aspettative. Almeno quelle del sottoscritto.
Anderson Paak è un fiume in piena. Balla, canta e reppa da dio con un flow che in pochi possono permettersi. Durante il concerto poi, Paak si è messo a suonare la batteria senza mai smettere di cantare, concludendo ogni pezzo con un assolo. Chi si aspettava la solita esibizione piatta da sei politico in pagella sarà sicuramente rimasto a bocca aperta per tutta la durata del live.

Apro una parentesi. Siccome nella stragrande maggioranza dei concerti urban che seguo, la batteria spesso nemmeno c’è. La cosa mi ha colpito. Posso capire che chi segue un concerto rock non si sia mosso dalla sedia dopo aver letto questo particolare, ma non ci posso fare niente. Chiusa parentesi.

La scaletta dello show ha pescato moltissimo dall’ultimo album Malibu, ma anche Venice non è stato affatto dimenticato. Tuttavia i brani eseguiti sono stati letteralmente stravolti complice la presenza della band. Il pubblico ha decisamente gradito il lavoro svolto in sala prove, cantando, ballando e muovendo le mani a tempo dall’inizio alla fine. Sentiamo spesso parlare di genio. Lo attribuiamo a tutti. Quasi sempre abusiamo di questo termine, dispensandolo con generosità. Ma ad Anderson Paak gli si addice senza dubbio. Lui e i suoi The Free Nationals hanno confezionato uno show di assoluto livello, da vedere almeno una volta nella vita. 

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