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Il racconto del concerto di Annalisa a Milano

Dopo l’anteprima romana all’Atlantico il 10 maggio, Annalisa approda all’Alcatraz di Milano per presentare dal vivo il suo ultimo lavoro, Bye Bye, uscito il 16 febbraio per Warner Music Italy. Due date importanti per far ascoltare al suo pubblico le nuove sonorità a cui la cantante ha deciso di dedicarsi: da un punto di vista puramente artistico, si potrebbe difatti sostenere che Annalisa abbia dato vita a un nuovo capitolo del proprio percorso. Come lei stessa ha affermato, Bye Bye rappresenta un po’ «il racconto di un cambiamento» che hanno reso l’artista più consapevole e più autentica. La “nuova” Annalisa è, a ben vedere, più contemporanea, un po’ più sfrontata (come si evince chiaramente dalla cover dell’album) e un po’ più dance e meno da ballad, il che – parlando di show dal vivo – in realtà non va che a beneficio dello spettacolo stesso, che ci guadagna in velocità e vivacità.

Per questa nuova storia da raccontare, Annalisa sceglie una scenografia minimal ma d’effetto: alle sue spalle campeggia il suo nome illuminato ad hoc (l’effetto non è comunque ingombrante, grazie alle variazioni di luce), mentre sul palco spuntano piante e foglie a circondare la band. Una lunga intro anticipa l’arrivo di Annalisa, che parte subito con Bye Bye, l’ultimo singolo. La scaletta – per il discorso di cui sopra – predilige i brani dell’ultimo lavoro, pescando qua e là anche da quanto fatto in passato da Annalisa, che si guarda bene tuttavia dall’inserire le canzoni più sperimentali e più introspettive della sua carriera (qualche ballad, comunque, come la bellissima Una finestra tra le stelle, c’è). In totale, ad ogni modo, sulla carta Annalisa esegue più di 20 brani con una voce sempre impeccabile (e che voce ha questa ragazza!) e un ritmo forsennato. C’è Used To You (il duetto con Dua Lipa), Bianco nero e grigio, Superare, Vincerò, Sento solo il presente: soprattutto, però, c’è Un domani con Mr. Rain, che sale sul palco prima per accompagnare Annalisa e poi per eseguire il proprio singolo Ipernova. Spazio in seguito anche a Benji & Fede che si esibiscono prima in Tutto per una ragione e poi in Moscow Mule.

Non sono, comunque, le uniche sorprese della serata. Su Noi siamo un’isola, l’artista inserisce il ritornello di La Isla Bonita di Madonna, mentre l’encore è da incorniciare: le ultime tre canzoni della serata sono infatti Diamante lei e luce lui (che risale addirittura al 2011), una cover molto energica di Perfect Illusion di Lady Gaga e Bye Bye, che chiude il live dopo averlo aperto, in un simbolico cerchio che termina proprio con il saluto di Annalisa ai suoi fan.

Annalisa nel 2018 è a ben vedere una donna più consapevole e un’artista più matura: a Sanremo aveva già dato modo di mostrarlo con Il mondo prima di te, che in realtà fungeva un po’ da ponte a tracciare un trait d’union tra l’artista di ieri e quella di oggi. Annalisa, oggi, sembra prediligere un sound che resta pop ma che si è svestito di tante sfumature che a tratti lo rendevano volutamente vintage per gettarsi a capofitto in un mondo più dance e dalle produzioni più uptempo. Nali, di fatto, potrebbe cantare qualunque cosa ma sta a lei decidere cosa cantare e che tipo di brani regalare al proprio pubblico: con Bye Bye, l’artista dimostra indubbiamente di voler dar vita a live divertenti ma anche straordinariamente contemporanei, in cui non ci sia tempo per perdere le energie e riprendere fiato. È un sentiero forse ancora tutto da esplorare, che sembra però calzare addosso alla perfezione alla cantante ligure, che ha già dimostrato del resto ampiamente di poter fare veramente qualunque cosa. Cosa essere domani sarà lei a deciderlo.

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Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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