Onstage

Tanto talento e nessuna paura, Ariana Grande trionfa a Roma

La stavamo aspettando tutti Ariana Grande, diventata suo malgrado un involontario simbolo dell’attentato di Manchester. Dopo la tragedia, la popstar americana ha parzialmente sospeso il suo Dangerous Woman Tour per poi ricominciare ad esibirsi. Quell’evento che l’ha distrutta, l’ha anche fortificata.

La dimostrazione della dolorosa vicenda che Ariana si è ritrovata a vivere, è l’omaggio in lacrime che riserva (quasi a fine show), silenziosa e commossa, proprio ai fan morti a Manchester. È un attimo. La star dai lunghi capelli smette i panni da diva torna ad essere solo se stessa, una ragazza che ha vissuto indirettamente la morte di 22 persone. Su Over The Rainbow, con la band che per prima la applaude per incitarla, la cantante è travolta dalle emozioni. I brividi fanno tremare il Palalottomatica, la voce quasi non ce la fa ma Ariana Grande non perde l’intonazione perfetta.

È un flash momentaneo in un concerto che è stato una consacrazione per la popstar nata in tv con il programma Sam & Cat. Ariana Grande si fa annunciare da un countdown video: Be Alright è il suo inizio, dove riprende visibilmente le mosse di Madonna dei tempi di Human Nature. A scortarla dieci ballerini che sono il motore mobile dello spettacolo sul gigantesco palco, munito di passerella per arrivare in mezzo del pubblico.

Il primo cambio d’abito arriva su Knew Better: si passa dal nero al bianco quasi totale. I boati del pubblico sono una costante per tutto il concerto: gli Arianators, così si definiscono i suoi fan, sono una massa compatta di amore travolgente che va dalle bambine con le orecchie da coniglio in testa fino alle mamme, accorse ad accompagnare i figli (sì, anche molti maschi) e a godersi una serata diversa dalle altre, anche se non scevra di preoccupazioni. Su One Last Time le urla superano il muro del suono, tanto che persino la voce della cantante si perde nel soffitto del palazzetto.

La Grande sa quali sono le dure leggi dello spettacolo. A pochi giorni dai suoi 24 anni si avverte quanto stia in bilico: lo si nota da alcune espressioni che il maxischermo contribuisce a sottolineare, anche se Ariana le maschera dietro smorfiette civettuole. Ha gli occhi persi in una concentrazione troppo seria. Nonostante la sua impeccabile professionalità nel portare a termine uno show con cinque cambi d’abito, e non una sbavatura di note che sia una, è come se si capisse che abbia il freno a mano tirato sulle emozioni. Vocalmente una macchina perfetta, anche sui pezzi più impegnativi come Let Me Lonely o Moonlight, dove la voce di Ariana si dispiega senza mezzi termini, in ginocchio in mezzo alla T del palco.

Quando finalmente si rivela la band (fino a metà concerto tenuta dietro un tendone), la cantante comincia a sciogliersi: Side To Side la canta seduta su una cyclette e quando su Bang Bang, originariamente incisa con Jessie J e Nicki Minaj, partono i laser che illuminano il pubblico, il trionfo è totale.

Ariana Grande è un talento pazzesco e innegabile, una voce cresciuta a pane e Mariah Carey (la prima che venga in mente ascoltandola), e ha il garbo di non ammiccare in continuazione con i richiami al sesso, anche se nelle sue canzoni se ne parla spesso. Non è certo la musica la parte principale del suo show, anche se qualche brano fa intuire quanto lei stessa abbia bisogno di lasciar fluire più emozioni in quello strepitoso range vocale che sa già dosare. Nel novero delle popstar planetarie, Ariana Grande occupa un posto importante e meritatissimo.

Ariana Grande Roma 2017, la scaletta del concerto

Be Alright
Everyday
Bad Decisions
Let Me Love You
Intro – Knew Better
Forever Boy
One Last Time
Touch It
Leave Me Lonely
Side To Side
Bang Bang
Greedy
Focus
I Don’t Care
Moonlight
Love Me Harder
Break Free
Sometimes
Thinking About You

Problem
Over The Rainbow (cover per Manchester)
Into You
Dangerous Woman

Altri articoli su questo concerto

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI