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On The Run II Tour_Milano

Beyoncé e Jay-Z: a San Siro eccellenza pura

Non deve essere semplicissimo essere Beyoncé o Jay-Z. Fidanzati da una vita e sposati dal 2008, la regina del pop e il rapper più influente della scena internazionale hanno creato spesso mormorio alle loro spalle: sia perché la coppia è quasi fiabesca (sono soprannominati la Regina e il Gangster non per nulla) sia perché – come ogni fiaba che si rispetti – arriva sempre qualcosa ad incrinare l’apparente perfezione del momento. La storia di tradimenti, rancore e perdono della coppia più celebre dello showbiz la trovate scritta nei loro ultimi album. Bey ne ha quasi fatto un manifesto femminista, tra l’altro, ben rappresentato dal Formation World Tour del 2016. L’On The Run Tour II è, in un certo senso, l’appendice musicale di questa storia d’amore tribolata ma solida, finita spesso sulle copertine di tutto il mondo, ma ancora più spesso nella discografia dei due diretti interessati. Ci tengono a dirlo, sin dai primi secondi del live, quando sull’enorme schermo protagonista del palco appare – prima di ogni altra cosa – la scritta This is real lifeQuesta è vita vera. Didascalia confermata dalle immagini dei due artisti, immortalati in scene di semplice quotidianità, insieme o in compagnia dei tre bellissimi figli. Su questo giustificato esibizionismo andrebbe forse fatto un ulteriore ragionamento, perché alla fine viene anche da chiedersi quanto ci sia di effettivamente vero e quanto di patinato o di “conveniente”. Ma facciamo i bravi, e parliamo di musica.

Beyoncé e Jay-Z a San Siro

Ecco, l’On The Run Tour II – quali che siano le ragioni celate o manifeste di Beyoncé o Jay-Z – porta semplicemente sul palco due fuoriclasse: i numeri uno al mondo nel loro genere, una spanna sopra tutti gli altri senza sé e senza ma. I due si alternano sul palco, condividendolo poco e solo per i brani che hanno rilasciato insieme: l’ultimo album, Everything Is Love, è di fatto assente, quindi sono canzoni come Drunk in LoveCrazy in Love o Bonnie & Clyde a portarli insieme sul palco, nei momenti decisamente meno efficaci del live. San Siro esplode, infatti, quando Bey è libera di dare sfogo alla propria vocalità e Jay-Z di sporcare le due passerelle che attraversano lo stadio con i suoi brani purissimi e politicamente scorretti, non mediati dalle venature pop della moglie.

Lo show è lungo e i momenti da incorniciare si moltiplicano con lo snocciolarsi della scaletta, divisa in atti introdotti da video e interludi musicali: ogni atto un pezzo di vita, una fase d’amore, uno spezzone della carriera discografica dei due, che – di fatto – non potrebbero essere musicalmente più distanti. Ad unirli è proprio il racconto che si cela dietro la loro musica, un fil rouge invisibile che testimonia come e quanto – tra vita e carriera – the Queen and the Gangster abbiano finito anche un po’ per influenzarsi e sporcarsi a vicenda, dando vita a una commistione musicalmente unica che non ha però bisogno di featuring per farsi capire: Bey – quando vuole – sa vestire i panni del gangster e Jay-Z ha imparato ad addolcire un po’ le sue rime, creando pezzi quasi unici nel loro genere (bellissimo il momento in cui il rapper ha intonato 4:44 tra le luci spontanee del pubblico).

Sarà superfluo dire che show del genere, tra l’altro, da queste parti se ne vedono pochi: questo live è in tutto e per tutto una rappresentazione e, come tale, richiede una scenografia che sostenga il racconto. Al di là del visual, a cui è affidato gran parte del dovere didascalico, sono gli strepitosi giochi di luce, gli abiti, le botole capaci di fagocitare gli artisti e risputarli fuori dove meno te li aspetti a lasciare a bocca aperta. Per non parlare della passerella mobile che fa viaggiare Bey e Jay-Z su tutta San Siro, tra gli sguardi sorpresi del pubblico del parterre.

Livelli altissimi, come è giusto che sia, ma qui non stiamo parlando di “signori” a cui manca la materia.

Beyoncé appare in un abito drappeggiato, presenta Resentment, dice a tutti di cantare insieme a lei, se se la sentono: forse è una battuta, perché nel momento in cui parte la prima nota San Siro tace, vive di pelle d’oca, si commuove. Quando esce Jay-Z e ha modo di muoversi nel suo, viene giù lo stadio, persino i più scettici non riescono a non stare in piedi. Il finale è di nuovo insieme ed è un lieto fine: i due cantano Young Forever e Perfect Duet (curiosa la scelta di celebrare il proprio amore con due cover, tra l’altro) e il live assume un senso narrativo quasi da romanzo. Insomma, Bey e Jay-Z nonostante le difficoltà e le differenze ce l’hanno fatta, si amano ancora. Di fatto, però, non è nella loro unione che trovano la loro forza artistica e questo va sottolineato: che stiano insieme o meno, la Regina e il Gangster sono due mostri sacri. Pura eccellenza da numeri uno. Agli altri non resta che guardare e, volendo, imparare qualcosa.

Beyoncè e Jay Z, la scaletta del tour 2018

Holy Grail (JAY-Z cover)
Part II (On the Run) (JAY-Z cover)
’03 Bonnie & Clyde (JAY-Z cover)
Drunk In Love (Beyoncé cover)
Diva/Clique
Dirt Off Your Shoulder
(JAY-Z cover)
On To The Next One (JAY-Z cover)
Fuckwithmeyouknowigotit (JAY-Z cover)
***Flawless/Feeling Myself
Naughty Girl (Beyoncé cover)
Big Pimpin’ (JAY-Z cover)
Run This Town (JAY-Z cover)
Baby Boy (Beyoncé cover)
Mi Gente/You Don’t Love Me (No, No, No)
Bam (JAY-Z cover)
Hold Up / Countdown (Beyoncé cover)
Sorry (Beyoncé cover)
99 Problems (JAY-Z cover)
Ring The Alarm (Beyoncé cover)
Don’t Hurt Yourself (Beyoncé cover)
I Care/4:44
Song Cry (JAY-Z cover)
Resentment (Beyoncé cover)
Family Feud (JAY-Z cover)
Upgrade U (Beyoncé cover)
Niggas In Paris (JAY Z & Kanye West cover)
Beach Is Better (JAY-Z cover)
Formation (Beyoncé cover)
Run the World (Girls) (Beyoncé cover)
Public Service Announcement (JAY-Z cover)
The Story Of O.J. (JAY-Z cover)
Déjà Vu (Beyoncé cover)
Show Me What You Got/Crazy In Love
Freedom (Beyoncé cover)
U Don’t Know (JAY-Z cover)
Perfect Duet (Ed Sheeran & Beyoncé cover)
Young Forever (JAY-Z cover)

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