Onstage
foto-concerto-biffy-clyro-firenze-20-ottobre-2016-

Anche a Firenze i Biffy Clyro si riconfermano una delle migliori rock band del nostro tempo

Firenze, Obihall, 20 ottobre 2016. In Italia siamo arrivati a contare la terza apparizione dei Biffy Clyro in poco più di quattro mesi. Per i fan della band scozzese è un sogno ad occhi aperti che sembra non dover finire, dal momento che già da tempo sono già state annunciate altre tre date per febbraio 2017. Quella di Firenze però è il primo vero e proprio concerto made in Biffy a cui siamo abituati. A luglio li abbiamo visti in uno strano ruolo da co-headliner per uno slot tutt’altro che longevo, a settembre per uno showcase acustico che si è impresso indelebile nella memoria di chi ha avuto la fortuna di assistervi. Ma il bisogno di uno show dei Biffy Fuckin’ Clyro, senza limiti di durata o format, non veniva soddisfatto ormai dal lontano 2013 e stava diventando ormai impellente. Per questo, e per tanti altri motivi, l’aria che si respira all’Obihall poco prima dell’arrivo dei Nostri è elettrica.

Uno di quei tanti altri motivi risponde al nome Arcane Roots. Il power trio inglese è infatti l’opening act della tappa fiorentina e per quella fetta di pubblico che non li conosce si rivelano subito una manata in pieno volto. Gli Arcane sono una band stellare, potentissima. Sanno essere violenti come una band metalcore, virtuosi come una progressive metal e melodicamente ipnotici come da tradizione alt-rock made in UK. Partono con un brano inedito: The Curtains, che sarà il primo singolo del loro prossimo album, in uscita ad inizio 2017. Il resto della scaletta è una serie di letali colpi a ripetizioni, tra cui spiccano tre brani estratti dall’ultimo EP: Leaving, Slow Dance e If Nothing Breaks Nothing Moves. La platea è stregata dall’incredibile impatto frontale della formazione inglese, ma è solo il frastornante inizio di una serata memorabile.

I Biffy Clyro cominciano con Wolves Of Winter e il pubblico di Firenze fin dalle prime battute si dimostra degno degli elogi che la band elargisce continuamente, sia sul palco che nelle interviste. Che il pubblico tricolore sia uno dei più calorosi al mondo è risaputo, ma ogni show dei Biffy è il momento giusto per dimostrare che non si tratta solo di un luogo comune. I tantissimi pezzi estratti da Ellipsis, settimo album in studio che da luglio ormai traina il ritorno di Simon Neil e soci, sono ormai entrati nel cuore dei fan. E nonostante qualche dissapore con la controversa Small Wishes (una delle poche escluse) e un’incomprensione iniziale con Re-Arrange, ormai anche Ellipsis sembra essersi conquistato il suo posto in una discografia praticamente ineccepibile, che rende quasi criminosa la scelta dei brani da proporre dal vivo.

Il grande regalo è il ritorno di Wave Upon Wave Upon Wave, eclettico brano che risale ai tempi di Infiniy Land, il disco più sperimentale del trio scozzese che raramente trova spazio nei live degli ultimi tour. Only Revolutions e Opposites, rispettivamente quinto e sesto capitolo discografico, vanno invece a comporre praticamente metà della scaletta. Tra l’irruenza di That Golden Rule e Sounds Like Balloons, e la dolcezza delle ballate Many Of Horror e Black Chandelier, assistere allo show è come andare sulle montagne russe. In tutto questo Simon  Neil e James Johnston si divorano il palco, percorrendo chilometri in pochi metri quadrati di spazio, mentre Ben spreme fino all’ultima goccia di sudore martellando come un dannato dietro alle pelli.

Dopo circa due ore di meraviglia, i Biffy salutano il pubblico dell’Obihall con la solita riverenza e sulle esplosive note di Stingin’ Belle promettono di regalare ancora tante emozioni a febbraio, quando torneranno per altre tre date: Milano, Padova e Roma. Altre tre occasioni di vedere esibirsi quella che è a tutti gli effetti una delle migliori rock band del nostro tempo.

Le foto del concerto

Altri articoli su questo concerto

Umberto Scaramozzino

Foto di Mathias Marchioni

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI