Onstage
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Il concerto di Bruno Mars è un’eccezionale festa pop per tutte le età

Quando vai a vedere il live dell’artista considerato l’erede di Michael Jackson, hai già in mente un certo tipo di spettacolo: luci, colori, corpi che si muovono a tempo senza fermarsi un momento, atmosfera che si accende durante i brani più funky e si addolcisce durante le ballate. Lo show che Bruno Mars ha messo in piedi ieri sera, al Forum di Assago, riesce a superare qualsiasi aspettativa e a coinvolgere fin da subito, perché coreografico, colorato, pirotecnico.

La serata si apre con Anderson .Paak, cantante rapper americano, e la sua band, the Free Nationals: il Forum, sempre più stracolmo, si anima poco a poco, con i suoni hip-pop della loro musica, piena di anima. Il parterre si riempie in niente, così come le tribune, e alla fine della loro esibizione la platea è già calda – e non c’entrano le temperature sahariane di questi giorni.

Alle 21:20 circa Bruno Mars e i suoi The Hooligans sono sul palco. La scaletta è identica a quella di Bologna: si parte con Finesse, tratta dall’ultimo album 24k Magic, che dà anche il nome al tour mondiale di 86 tappe che ha portato l’artista in Italia. Gli ingredienti magici ci sono tutti, in effetti: Bruno Mars indossa una maglia rossa con la scritta Bulls – la cambierà ben due volte – tuta nera con riga bianca laterale e scarpe da tennis, bianche. The Hooligans lo seguono con la loro “divisa da show”: magliette da giocatore di basket, tutte di colori diversi e sgargianti, e catenoni al collo.

Quello a cui fai caso, però, non è tanto ciò che indossano, ma come si muovono. Ti trascinano in un vortice ipnotico che scatena subito la voglia di ballare. Bruno Mars è padrone assoluto della scena. Sembra esserci nato su quel palco. Ogni passo, ogni movimento di gomito o di anca, è a tempo di musica. E a tempo, si accendono anche le infinite luci, che si combinano in giochi di forme e colori per tutto lo spettacolo. Si muove da solo o in sincrono con gli altrettanto snodabili membri della band. È swag allo stato puro.

Ai brani più funky, si alternano le ballate: Versace on The Floor, dedicata a una Donatella Versace in prima fila dietro la transenna come una persona qualunque, vede l’artista da solo sul palco all’inizio, poi di nuovo con la sua band. Bruno Mars è un incredibile e instancabile performer, non riesci a capire come da un solo uomo possa venir fuori tutta quella energia: canta, balla, suona la chitarra. Parla con il pubblico. Lo fa emozionare con When I Was Your Man e Just the Way You Are, quando i cellulari sembrano accendini e ondeggiano a tempo. Alla fine, si asciuga il sudore e sorride. Più volte. E sa benissimo che quel sorriso farà sciogliere la metà delle ragazze presenti lì, per lui.

Per essere uno che viene da un altro pianeta – la scelta di chiamarsi Mars non è frutto del caso – gli esseri umani li conosce fin troppo bene. Fin dall’inizio invita il pubblico a ballare e sudare insieme a lui, come fosse possibile rimanere fermi di fronte a uno spettacolo del genere. Il palco è un camaleonte che cambia sfumatura col susseguirsi delle canzoni: luci psichedeliche, colori accesi, a volte anche un po’ troppo abbaglianti. Un enorme XXIV lampeggiante viene calato giù sul palco durante 24K Magic, lingue di fuoco si innalzano dal pavimento più e più volte durante le performance, sparate con effetti sonori che ricordano lo scoppio di qualcos’altro – e per questo a ogni botto il cuore sobbalza un po’.

Il bis è quello che il pubblico si aspetta e pretende: Locked Out of Heaven è una folle festa di coriandoli, mentre il brano finale, la super hit Uptown Funk, è la chiusura perfetta per una serata in cui ritmo, colori, allegria sono le parole d’ordine. Il Forum salta e balla senza tregua, ancora una volta. Ballano le liceali. Ballano gli uomini, senza alcuna vergogna. Balla la coppia di cinquantenni accanto a me, che conosce ogni verso delle 16 canzoni in scaletta e non si lascia scappare questo magico momento di euforia.

E alla fine, quando le luci si spengono accompagnate da un ultimo grido di gioia, hai la piena consapevolezza che quello che hai appena visto non è uno show come tanti. È lo spettacolo superlativo di uno dei migliori artisti pop dei nostri tempi. Che, a 31 anni e con già 3 album in studio, è destinato a fare tante altre magie su quel palco. Perlomeno, 24mila.

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