Onstage

Che bella sorpresa, Brunori Sas all’aperto è anche meglio

La verità è che Dario Brunori in arte Brunori Sas è uno dei personaggi dell’anno musicale 2017, senza stare a girarci troppo attorno. Un disco, A casa tutto bene, che ha conquistato classifiche e critica; singoloni in airplay continuo nelle radio, come l’ultimo Lamezia-Milano; il primo assaggio di consacrazione con lo slot da headliner del Primo Maggio di Roma e una serie di concerti pieni quasi ovunque. Ad aprire la serata c’è Lucio Corsi, cantautore toscano che scherza col pubblico mentre presenta i suoi pezzi: una spalla che funziona molto bene, con una scrittura stralunata e poetica che riascolteremo sicuramente in futuro.

Alle 22.15 Dario sale sul palco, affiancato da sei colleghi e introdotto da un lungo tappeto musicale. Il palco è bellissimo, così come gli effetti di luce nei led alle spalle dei musicisti, con un’inusuale posizione laterale della batteria. Il passaggio all’aperto dopo i concerti indoor non ha scalfito le certezze di Brunori Sas: con una scaletta che non perde di energia sotto il cielo stellato – nonostante lo smog – della Capitale, è chiaro che ci troviamo di fronte ad uno spettacolo solido, collaudato.

“Popolo romano, benvenuti dalla Brunori Sas! Stiamo un po’ esagerando… Siamo al Postpeay Sound Rock in Roma in un cartellone che prevede Red Hot Chili Peppers e Marilyn Manson, ci deve essere della schizofrenia nell’aria” scherza Dario nei suoi tipici siparietti tra un brano e l’altro. “Vogliamo fare una grande festa di rimembranza e di nostalgia” anticipa, introducendo un brano cui è particolarmente legato, Come stai, direttamente dal suo primo album. Ovazione di applausi e cori meritati da un pubblico davvero abbondante e caldissimo. “Grazie mille, ragazzi, davvero” dice Brunori, pronunciando poi quella che diventerà una delle frasi simbolo del cantautore calabrese: “Fuori è INPS, dentro è rock’n’roll” dice, scherzando sulla sua forma fisica non molto smagliante. Il rock in completino da commercialista lo tira fuori anche nella cover di Back In Black degli AC/DC, accennata quel tanto che basta per lasciare basito chi del cantautore conosce solo la tradizione acustica.

In effetti lo spazio all’aperto sembra aumentare il tasso rock di Brunori, non tanto come genere ma come approccio: pezzi come Lamezia Milano o Pornoromanzo acquistano maggiore spessore, e le storie si liberano nell’aria con ben altra carica. Il nuovo arrangiamento lieve di Lei, lui, Firenze valorizza ancora di più uno dei brani più amati del cantautore calabrese. È una sorpresa, perché di solito certe proposte musicali funzionano meglio con un tetto sopra la testa che crea intimità.

Anche lo stesso Brunori sembra godersela di più all’aperto, tanto che osa anche un pezzo delicatissimo e difficile come Diego e io, tratto al suo ultimo lavoro, alla quale aggancia Kurt Cobain in un piccolo intermezzo al pianoforte dove gli archi diventano decisivi. L’unico appunto riguarda un brano incendiario come Rosa, penalizzato ancora una volta da un arrangiamento che elimina la potenza folk, snaturandolo completamente.

Nei racconti complessi e intrisi di proletariato del Guccini anni Settanta un’intera generazione trovava se stessa, e le difficoltà dell’operaio che voleva il figlio dottore, come cantava Paolo Pietrangeli, venivano descritte da chi divideva i banchi dell’università proprio con quei figli. Dario Brunori si ispira chiaramente a quella scuola, ma ne depotenzia la retorica per aggiungere ironia, speranza e disincanto. Parla d’amore con semplicità, come in Colpo di pistola che descrive come “un inverno in ogni primavera”, la difficoltà di tenere in piedi una relazione. Racconta ciò che vede, parla di sé stesso e dell’immagine che gli rimanda lo specchio: “E io, io che pensavo che fosse tutto una passeggiata, che bastasse cantare canzoni per dare al mondo una sistemata, ma scopro che non è così”. Beh no, le canzoni non possono cambiare il mondo come vorremmo tutti, ma una serata eccome se la cambiano. Quindi, con un sorriso da “fa niente, in fondo”, meglio suonare e provare a divertirsi lo stesso.

Brunori Sas Roma 2017, la scaletta del concerto del 4 luglio

La verità
L’uomo nero
Come stai
La vita liquida
Lamezia Milano
Colpo di pistola
Le quattro volte
Italian dandy
Pornoromanzo
Lei, lui, Firenze
Diego e io
Kurt cobain
Il costume da torero
Back in black
(cover AC/DC)
Sabato bestiale
Don Abbondio
Rosa
Arrivederci tristezza

La verità (piano version)
Guardia 82
Canzone contro la paura
Secondo me

Brunori Sas Roma 2017, le foto del concerto del 4 luglio

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Foto di Roberto Panucci

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