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Il racconto del concerto dei Calibro 35 a Milano

Sono trascorsi più di dieci anni dall’inizio di un progetto scanzonato, quello dei Calibro 35, partito dall’amore per le colonne sonore anni Sessanta e Settanta, in virtù del quale alcuni super musicisti iniziano a registrare e suonare in ogni dove le musiche a loro più care, spesso colonne sonore di film polizieschi, omaggiando grandi autori del genere, reinterpretando, ideando e creando con maestria e sapienza.

Decade, il nuovo dei Calibro 35, rende ancor viva e concreta questa bellissima storia, attestando definitivamente la band nel solco di un suono trasversale, che si trasforma in mille atmosfere, tra orchestrazioni scomposte e ritmi indiavolati. La data di Milano del tour a supporto del nuovo album, vede la presenza di tutti i musicisti che hanno contribuito al lavoro: percussioni, violino, violoncello, sax, trombone e tromba, un ensamble formidabile che rivedremo solo a Roma il prossimo 23 febbraio.

La band parte forte ed esegue senza sosta tutto il nuovo disco, in una sorta di viaggio musicale fra funk, jazz, ritmi sincopati, dissonanze, assoli, rarefatti rallentamenti e corpose ri-partenze. Il deus ex machina sul palco è come al solito il geniale Gabrielli, che detta i tempi, dirige, parla e suona, a volte anche contemporaneamente, tastiere sax e flauto traverso. La sua creatività è l’anima da sempre dei Calibro ed il pubblico lo riconosce con calore e grande rispetto. Il concerto è travolgente e senza pause, quello che risalta è la credibilità live dei musicisti: il grande divertimento che traspare e l’assoluta originalità di molti nuovi pezzi, sono i principali ingredienti dello show, fra tecnica individuale e sghembe idee compositive.

Nonostante la musica sia esclusivamente strumentale, il coinvolgimento emotivo è incredibile: i suoni perfetti e la miscela di generi, riferimenti e scrittura musicale lasciano il segno in ogni pezzo. Fra i molti brani in scaletta piacciono tra gli altri Super Studio, Pragma ed una spettacolare versione di Modo: gli estremi opposti del nuovo lavoro eseguiti dal vivo, si completano e si integrano in un nuovo passo avanti della band alla ricerca di spazi edulcorati ed impervi percorsi musicali.

Nella presentazione dei musicisti, Gabrielli non dimentica Tommaso Colliva cofondatore della band fin dagli inizi, a cui si deve la magia della produzione musicale, mentre l’ovazione più grande va al grande Fabio Rondanini alla batteria. Fra i molteplici bis e riferimenti al passato, sono perfette Giulia Mon Amour tratta da Traditori di tutti ed il funk dissacrante di Notte in Bovisa. Una serata di grande coinvolgimento quindi, con una delle band più originali della scena italiana ed internazionale. Se siete alla ricerca di un riferimento musicale che vada al di là della mode, degli stili, dei generi e delle parole, correte ad un concerto di Calibro 35, troverete tutto quello che state cercando.

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