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Caparezza chiude alla grande Home Festival 2018

Si è conclusa domenica 2 settembre 2018 la nona edizione di Home Festival, una cinque giorni capace di coinvolgere un gran numero di persone diverse tra loro, arrivate a Treviso anche dall’estero, ma accumunate dalla stessa, forte, passione per la musica live. Soddisfatto il founder Amedeo Lombardi che, durante la conferenza stampa finale di sabato, si è detto sorpreso ed estasiato dalla risposta del pubblico che nonostante il forte maltempo, che ha caratterizzato le giornate di venerdì e sabato, ha continuato a seguire i live anche sotto la pioggia insistente.

La giornata di ieri, dedicata alle famiglie, ha visto in apertura alcuni dei volti più freschi della musica femminile italiana. Joan Thiele, Maria Antonietta e Francesca Michielin hanno dato sfoggio delle proprie qualità.
La prima ha proposto dal vivo i brani del suo nuovo album Tango, uscito a giugno, caratterizzato da canzoni con forti influenze sudamericane e testi toccanti. L’artista è riuscita a trasmettere in chiave live i dolori e le gioie delle sue storie di vita recente, realizzando un concerto davvero sentito.
Maria Antonietta nell’ultimo anno, grazie al suo progetto discografico intitolato Deluderti, è riuscita a ritagliarsi un posto importante all’interno del rinnovato panorama pop nazionale. L’attesa di vederla dal vivo era quindi tanta e la cantautrice, durante il suo set a Home, ha confermato di non essere una meteora, ma di avere basi solide e soprattutto le idee ben chiare su come tenere in piedi uno spettacolo.
Infine Francesca Michielin, protagonista sul main stage, ha dimostrato di aver fatto passi da gigante rispetto alla data zero di Parma di metà marzo. Francesca, arrivata all’ultimo concerto del suo tour, ha convinto dall’inizio alla fine mostrando i muscoli e una grinta sul palco che fa ben sperare per il futuro. I brani del resto gli ha sempre avuti.

La chiusura di giornata, invece, è stata affidata a Lo Stato Sociale e Caparezza che hanno offerto due grandi prove.
Il gruppo bolognese capitanato da Lodo Guenzi, diventato a tutti gli effetti nazional popolare dopo l’esibizione all’ultimo Festival di Sanremo, grazie alla solita carica di energia è riuscito a infiammare il pubblico fin dai primi secondi. La maggior parte dei presenti non era lì solo per il singolo sanremese Una vita in vacanza, ma conosceva e cantava tutti i pezzi proposti in scaletta. Un bel segnale per una band che è riuscita a gestire in modo magistrale e senza alcuna sbavatura il salto nel mondo mainstream.
Riguardo allo spettacolo di Caparezza c’è ben poco da dire. Michele Salvemini è un artista formidabile. Concerti curati nei minimi dettagli come il suo in Italia, oggi, se ne vedono ben pochi. Il sequel del Prisoner 709 live tour è una macchina vincente e senza sbavature. Pulizia del suono, coreografie, e flow di Capa a livelli altissimi. Il live proposto a Home Festival seduce l’ascoltatore, e lo porta sulla Luna per due ore. Caparezza e la sua band di supporto non hanno sbagliato un colpo e nemmeno l’immancabile pioggia, arrivata sul finale, ha potuto scalfire uno show del genere. Modo migliore per terminare la rassegna non c’era.

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