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Cesare Cremonini, la stella più luminosa del pop italiano

Con Cesare Cremonini ci eravamo lasciati allo Stadio San Siro di Milano, lo scorso 20 giugno, il suo primo stadio. E ci siamo ritrovati il 9 novembre, al Mediolanum Forum, per la prima delle tre sere nel palazzetto meneghino. Il caldo, l’entusiasmo e l’emozione palpabile della prima volta (per lui e per il suo pubblico), l’estate alle porte e l’immancabile buonumore euforico che si porta dietro, allora. Ieri, un entusiasmo galvanizzato dai precedenti a San Siro (e all’Olimpico di Roma e al Dall’Ara di Bologna) e la curiosità di vedere in che modo ci avrebbe ancora stupiti.

E non appena attacca le prime note, si fa chiara e netta la sensazione che l’espressione che caratterizzerà il live sarà “di più“. Sembra impossibile quando si tratta di mettere in parallelo una data in uno stadio con una in un palazzetto, oltretutto parte dello stesso tour, solo a qualche mese di distanza. La scenografia è, adattata alla dimensione indoor, quella degli show estivi e anche i colori e gli effetti speciali – i visual, i coriandoli, le vampate infuocate, le scarpe glitterate. Cesare sale sul palco con quel sorriso contagioso e la grinta di sempre, si destreggia col pubblico con l’agio del padrone di casa, ma si capisce che dietro stavolta c’è una consapevolezza diversa, quella di chi può tirare un sospiro di sollievo perchè si è messo alle spalle e dentro il cuore la soddisfazione di un’altra sfida brillantemente superata.

Tutto è, quindi, grandioso come a giugno, solo che allora il bello era sapere che tutta quell’energia sprigionata dal palco e da chi gli stava sotto e attorno non aveva limiti, poteva puntare dritto alla Luna. Ma stavolta, in un palazzetto, ha trovato un tetto e delle mura a contenerla. Ma non pensate che questo sia limitante. A differenza della versione indoor di altri show pensati in origine per le location all’aperto, non si ha la sensazione che tutto sia stato ingabbiato o circostretto. L’effetto è più quello di una scatola a molla che è stata chiusa e quindi caricata, è pronta ad esplodere in tutta la sua forza. Cesare e il suo pubblico sembrano dire “vorrà dire che canteremo e suoneremo ancora più forte, se non possiamo arrivare fino al cielo stavolta”. Non è per niente scontato che il trasferimento da uno stadio ad un palazzetto riesca a creare la stessa alchimia, senza far sembrare tutto posticcio.

È tutto un crescendo rapido e veloce fino alla fine, all’insegna della continuità con lo spettacolo estivo. Di tempo per tirare il fiato, fisicamente ed emotivamente, non ce n’è e il passo cambia solo quando Cesare propone i due nuovi inserimenti in scaletta, due canzoni che live si sono sentite raramente, se non mai. La prima è Momento silenzioso, eseguita solo piano e voce. “Questo tour è per noi la possibilità di venire a casa vostra, nelle città in cui non siamo stati in estate. È la versione casalinga degli stadi” dice Cesare, spiegando che è in particolar modo dedicata alle tante persone che lo seguono ormai da 20 anni a questa parte (è tratta da Maggese del 2005). L’altra è la più recente Al tuo matrimonio, cantata solo con l’accompagnamento della chitarra. Questa gli dà l’occasione per parlare con il pubblico, ironizzando sui suoi 38 anni di età e il tempo “agli sgoccioli” per convolare a nozze. C’è una ragione prettamente artistica, spiega con humor: “Se devi scrivere, devi essere perdente sotto qualche aspetto. Altrimenti di cosa canti? Devi vincere con le canzoni”.

Le oltre due ore di concerto scivolano via, trascinate dalla carrellata finale con le immancabili 50 Special e Un giorno migliore e si esce realizzando che Cremonini è l’ultimo, ma solo in ordine di tempo, ad essersi aggiunto al firmamento di stelle italiane che riempiono gli stadi – accanto a veterani come Vasco, Jovanotti, Laura Pausini, Tiziano Ferro – e per questo è la stella più luminosa. Ma siamo certi che sarà così ancora per un bel po’, e non solo perchè è l’ultimo arrivato. Sarà sempre brillante, schietto, un po’ sfrontato se vogliamo, come le scarpe glitterate e le giacche tempestate di lustrini che ama indossare.

La scaletta del concerto
Cercando Camilla (intro)
Possibili Scenari
Kashmir-Kashmir
PadreMadre
Il comico (sai che risate)
La nuova stella di Broadway
Latin Lover
Lost in the weekend
Un uomo nuovo
Buon viaggio (Share the Love)

Momento silenzioso
Una come te
Vieni a vedere perché
Le sei e ventisei
Mondo
Logico #1
GreyGoose

Dev’essere così
Al tuo matrimonio
Il Pagliaccio
50 Special
Marmellata #25
Poetica
Nessuno vuole essere Robin
Un giorno migliore

Le foto

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Francesca Vuotto

Foto di Francesco Prandoni

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