Onstage
Coez Palalottomatica Roma 2018 foto concerto 3 febbraio

La grande festa meritata di Coez ha illuminato Roma

“Adesso è l’inizio di un verso percorso artistico. L’obiettivo sarà lo stadio. Lo diciamo con cautela. Un conto è camminare e basta, un conto è camminare in una direzione precisa”. Game, set, match. Sono le parole di Coez nel video introduttivo alla prima delle due date al Palalottomatica di Roma, sold out da mesi. Il punto di arrivo di un percorso lento e costante, il punto di partenza che farà da spartiacque. C’è un prima e dopo nella carriera di Coez e il rapper-non-rapper, o il cantautore-rap (queste due sono le definizioni più citate per descriverlo), ha deciso di festeggiare facendo le cose in grande, anche se la sua ambizione sana non si ferma decisamente tra le mura del palazzetto strapieno.

Si comincia alle 21.10 con il suddetto filmato, strategicamente costruito per creare il climax perfetto all’ingresso di Coez. “Ho smesso di fumare, di bere alcol.. è na vita tristissima rega’” ride nel video. “Prima me porto a casa il tour e poi comincio a pensa’ a Roma” prosegue poco più avanti, facendo capire che la posta in gioco nella prima serata romana è altissima, non ha rivali in tutte le altre 26 date finora tenute. È le grand final. Roma è la sua città di adozione, quella dove ha cominciato a crescere artisticamente, ed è palese che Silvano Albanese in arte Coez ci tenga alla conclusione degnissima di un anno stratosferico. Dopo il filmato giustamente celebrativo si apre ufficialmente il live con Siamo morti insieme in un Palalottomatica caldissimo. Un pubblico superlativo, presente e partecipe, vera felicità di ogni musicista che voglia festeggiare bene un’annata speciale. Nessuno tace, sono migliaia di voci continuamente al cielo. Non c’è da stupirsi: nel giro di tredici mesi Coez è passato dai piccoli club al Palalottomatica, il suo pubblico è quintiplicato, ma l’affetto estremo che gli dimostrano è sempre lo stesso. La band sul palco è la fidatissima di Coez, che sa muoversi tra le pieghe dei suoi pezzi con l’entusiasmo che non gli passa mai. Ed è il suo modo scialla di stare sul palco, senza pretendere di fare la superstar come capita a molti ubriacati dal successo gigante, che lo rendono così vero e sincero, amatissimo: su Yo mamma, nel Palazzetto screziato da migliaia di luci, Coez confessa che da qualche parte dentro il Palalottomatica c’è pure sua madre, accorsa in incognito a festeggiare il figlio. Inutile dire che scatta la caccia alla mamma, forse qualcuno se l’è trovata vicina e l’ha vista commossa dalla dedica.

“Facciamo uno dei miei preferiti” annuncia Coez su Delusa da me seguito da “Uno dei vostri pezzi preferiti” che è Lontana da me. Ed è vero, perché i fan se la cantano tutta dall’inizio dalla fine, tanto che Coez li lascia liberi di inserirsi al posto suo. Non c’è un calo di tensione che sia uno, nonostante la lunga scaletta del concerto preveda due dozzine di pezzi onnicomprensivi. Coez non lesina sul contatto con i fan, usa le parole per ricostruire gli ultimi mesi. “L’anno scorso ho fatto un disco che si chiama Faccio un casino che ha spaccato tutto, possiamo dirlo a gran voce” dice con orgoglio nel microfono, aggiungendo: “Sono al mio quarto album da solista, non è che sia proprio arrivato ieri” e attacca Non erano fiori, direttamente dal suo passato artistico, e subito seguito dal medley di Vorrei portarti via/Le parole più grandi, che evocano Lucio Battisti nella progressione al pianoforte. Il coro di luci e voci è un’onda caldissima che si riversa sul palco travolgendo tutti per intensità. “Questo è il pezzo più importante della serata” dice scivolando in Costole rotte, che devia dal discorso dall’amore per parlare di qualcosa di ben diverso dai sentimenti ma sempre col cuore in mano, à la Coez.

Si torna in territorio coro del pubblico con Barceloneta, con ospiti Carl Brave e Franco 126 che vengono accolti da un boato e danno inizio ufficialmente alla seconda parte del concerto. Scivolano Ali sporche, Jet, Taciturnal con Gemello, Occhiali scuri con Gemitaiz e Un sorso d’IPA con Lucci, accorsi a celebrare l’amico Coez cantando gli stessi brani pubblicati originaiamente sul disco del grande successo. Le loro presenze affezionate rendono il concerto ancora più festa tra amici e i quattro ospiti indugiano nel backstage, non rinunciando a selfie, per ribadire la loro partecipazione. “Lui lo sa sono tanti anni che gli dico che prima o poi si prendeva tutto” è la frase di Gemitaiz per salutare dal palco, chiamando l’applauso, quello che suona come la celebrazione definitiva. Ma non è ancora finita, mancano le due canzoni che hanno fatto schizzare Coez in cima a classifiche e cuori, il viatico ai festeggiamenti. L’attesissima Faccio un casino è strategicamente piazzata sul finale, per far ripartire i cori esagerati del pubblico ancora non sazio. La band la suona tutta ma Coez vuole di più. “Questa roba resterà incisa nella mia storia. Ci piacerebbe fare questo pezzo solo con le vostre voci… qua chiedo il c*lo a mani basse, che dobbiamo fa’ Milano, Firenze, Molfetta… a Brescia.. li vogliamo seppellire? Roma deve vince su tutti. Dovete battere tutte le città d’Italia” li sfida Coez rilanciando la canzone da zero e affidandola ai fan. Cellulari sguainati al cielo tra canti e balli, e finalmente arriva La musica non c’è. Il Palalottomatica si illumina di punti luce, sembra gonfiarsi di voci e sentimenti. C’è da restare a bocca aperta di fronte ad un tale spettacolo. Quello che fa più piacere osservare, senza riuscire a smettere di sorridere per le buone vibrazioni che emergono, è che davvero calore e presenze sono state meritate, sudate, raccattate una ad una. Coez ha vinto con credibilità e sincerità la sfida più difficile, adesso si penserà a portarla avanti. Ma prima, giustamente, ci si gode la festa.

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Scaletta Coez Palalottomatica Roma 2018, le canzoni del concerto del 3 febbraio

Siamo morti insieme
Forever alone
Le luci della città
Parquet
E yo mamma
Hangover
Delusa da me
Lontana da me
Non erano fiori

Medley: Vorrei portarti via/Le parole più grandi
Costole rotte
Barceloneta
(con Carl Brave e Franco 126)
Ali sporche
Jet
Taciturnal
(con Gemello)
Occhiali scuri (con Gemitaiz)
Mille fogli
Un sorso d’ipa
(con Lucci)
Faccio un casino (suonata 2 volte)
La musica non c’è
Ciao
La strada è mia

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Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

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