Onstage
Consoli Silvestri Gazzè Roma 2017 foto concerto 27 dicembre

Quello del trio Consoli-Silvestri-Gazzè è un progetto bello e riuscito

Sulla carta il primo dei quattro concerti di Daniele Silvestri, Max Gazzè e Carmen Consoli sarebbe dovuto cominciare alle 21.00. Sarebbe, perché la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma all’orario pattuito è ancora semivuota e va riempiendosi con lentezza, sarà l’atmosfera festiva. Alle 21.30 puntuali le luci si spengono ma ci vogliono ancora tre-quattro applausi di incoraggiamento per far spuntare sul palco i paladini di Collisioni a Roma, dal nome del festival dove il primo esperimento del nuovo trio ha preso forma e suono. A Silvestri è affidata la scenetta di apertura: seduto su uno sgabello alto ad una scrivania nella parte più profonda del palco, finge una chiamata con Gazzè (a mangiare i bucatini) e lo invita a sbrigarsi. Carmen Consoli tiene la parte e finge di dormire sul divano a centro palco.

Si comincia con un brano a testa prima di intonare in trio un bell’arrangiamento mediterraneo in stile tarantella leggera di Fiori d’arancio di Carmen Consoli, impreziosita da un assolo di bassotuba del polistrumentista eccelso che con il flicorno introduce appena dopo il riff di Strade di Francia, regalata col ritornello a tre voci. Il lavoro compiuto dal trio sugli arrangiamenti è di livello notevole: le canzoni hanno davvero un vestito nuovo, si sentono chiaramente le singole ricerche intrecciate a cercare l’eccellenza, la volontà di spogliare i brani di ogni orpello per ricostruirli in modo diverso. Le percussioni di Arnaldo Vacca e i fiati degli arrangiamenti acustici sono una gemma perfetta per pezzi come Parole di burro, cantata in coro da tutta la sala sul beat soffuso dato dal cajon, e nella successiva Le cose in comune che ha fatto da legame all’idea di questi live. Meno bella è la resa de L’autostrada, che, troppo velocizzata, perde buona parte della sua delicatezza. I botta e risposta di repertorio tra Carmen Consoli e Daniele Silvestri continuano fino a L’amore pensato che riporta all’attenzione di tutti anche Max Gazzè, che in questo particolare trio si occupa naturalmente di suonare il basso.

La Consoli è principalmente alle chitarre, Silvestri si destreggia tra chitarra e piano elettrico, che si rivelerà un problema già dall’inizio del concerto: il pedale del piano si spezza definitivamente prima di Mandaci una cartolina, come comunica a metà tra lo sconsolato e l’irritato il cantautore, un imprevisto inaspettato di fronte al quale si vede il mestiere. In scaletta scorrono tutti i migliori pezzi di repertorio dei tre, col pubblico che partecipa agli sketch improvvisati e alle canzoni con cori (su tutte Il timido ubriaco e Vento d’estate) e risate. Il concerto è un equilibrato e riuscito esercizio di stile per nulla fine a se stesso, perché i tre cantautori non si tolgono meramente lo sfizio di risuonare i brani propri e altrui. Cara Valentina, uno dei pezzi più amati del repertorio di Max Gazzè, ne è l’esempio perfetto: emergono il divertimento, la classe e il coinvolgimento diretto del pubblico. Questo concerto è un progetto bello e riuscito. Tre pezzi da novanta, tre cantautori nati e cresciuti artisticamente in parallelo che finalmente mettono insieme i pezzi di vent’anni di carriera.

Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

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