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Dua Lipa incendia Sziget: carisma e fascino da vendere

È una giornata strana quella del 12 agosto a Sziget, almeno a giudicare dalla line-up. Due nomi circolano sulle bocche dei presenti e sono quelli di due britannici: Liam Gallagher e Dua Lipa. A guardare bene il cartellone l’headliner non è tuttavia l’irriverente cantautore di Manchester, ma la sua bellissima connazionale londinese, classe 1995. La prima notizia è che Liam non la prende bene, o almeno così sembra dal modo il cui gestisce il suo live sul Main Stage: suona poco più di un’ora, chiude mezz’ora prima del previsto, biascica parolacce e ci mette veramente troppa poca passione.

Non a caso, siamo qui per parlare della sua collega, una delle regine indiscusse negli ultimi anni della dance pop. Fa un po’ strano, perché da un lato c’è chi ha scritto in parte la storia della musica e dall’altra una giovane ragazza, ex modella, che ha mosso i primi passi nel mondo della discografia appena tre anni fa. Eppure, sulla carta, la giovane e irriverente popstar batte uno degli esponenti massimi del britpop, per quanto le cose non siano paragonabili.

Se proprio, tuttavia, il paragone dovesse scapparci, va detto che l’arena del Main Stage comincia a riempirsi solo quando le luci si accendono e sullo schermo appaiono le prime immagini che fanno presagire l’arrivo di Dua Lipa. È un segnale forte, soprattutto in un Festival importante come Sziget: contano i numeri – ovvio – ma ai numeri corrispondono poi anche le reazioni del pubblico. E la folla del Festival ungherese è accorsa in massa per assistere al concerto della giovanissima (appena 23 anni) popstar.

Dua Lipa ha all’attivo un Ep e un album, che però hanno una risonanza attualissima, un valore nell’hic et nunc che va mantenuto nel tempo: nel frattempo, la cantante si gode il palco, che affronta con tantissima umiltà e consapevolezza. L’atteggiamento è quello di chi quasi non crede di trovarsi davanti a così tante persone, quasi intimidito dall’importanza dell’evento. Ma guai a pensare che la giusta cognizione del contesto abbia contenuto l’esplosivo show e l’inesauribile carisma di Dua Lipa, che – al contrario – ha dato realmente il meglio di sé, sfoderando la voce e soprattutto la sua immancabile tendenza ai balletti “passionali”, che hanno letteralmente incendiato il pubblico di Sziget.

Dua Lipa ha portato i visual più curati e lo show probabilmente più contemporaneo del Festival: tutto nella norma, considerando che appartiene di fatto alla generazione delle nuove leve del pop, che girano il mondo con dei veri e propri spettacoli più che con dei live show opportunamente coreografati. Dua Lipa, tuttavia, non ha strafatto: la scenografia era minuziosa ma minimal. La padrona del palco – l’unica – era proprio lei, accompagnata da qualche ballerina e dai fidati musicisti, che hanno riempito i vuoti sonori, evitando note troppo piatte e facendo tremare la sabbia dell’isola di Obudai.

Al centro di tutto solo la giovane popstar: talvolta molto umana, altre volte irraggiungibile. Parla molto Dua Lipa, descrive i suoi brani, le sue sensazioni, ma più di ogni altra cosa coinvolge il pubblico, lo invita a cantare insieme a lei, improvvisa persino coreografie di gruppo. Imitarla, però, è impossibile: Dua Lipa viaggia sul confine tra pop sensualmente accettabile e l’esplicito. Lo ammette lei stessa nel video che introduce l’encore: insomma, non stupitevi se ogni altro valica la linea che hanno tracciato le sue colleghe prima di lei, anche perché le viene estremamente naturale e – cosa ancora più importante – non è mai volgare.

La setlist è, per forza di cose, deboluccia, ma le hit ci sono (il pubblico impazzisce con New Rules) e sulle ballad la ragazza dimostra anche di avere una voce piena e unica nel suo genere, al limite del sorprendente. Insomma, a fine live ci si innamora un po’ di Dua Lipa, del suo carisma, della sua energia, ma soprattutto della sua voglia di percorrere una strada propria in un genere spesso troppo affollato e troppo ripetitivo. Non è solo il suo inesauribile sex appeal, che c’è, ma che da solo non basta di certo a reggere un live e un palco: è un insieme di componenti infinitesimali che la rendono incredibilmente contemporanea, trascinante e irresistibile. Chiamatelo come vi pare: stile, fascino, magnetismo. È una dote naturale e, per un artista, quasi un ingrediente fondamentale. Dua Lipa avrà anche messo piede sul palco di Sziget umanamente intimidita, ma poi – a poco a poco – se l’è, come si suol dire, mangiato.

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Grazia Cicciotti

Foto di Rockstar Photographers

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