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Eddie Vedder e i 50.000 di Firenze Rocks: una serata indimenticabile

Erano in 50.000 (o forse più) questa sera alla Visarno Arena di Firenze per Eddie Vedder. Come ha detto l’artista stesso, visibilmente felice (vedi il video qui sotto), è stata una serata storica per lui: l’affluenza registrata per questo concerto è stata infatti la più alta di sempre nella carriera solista di Eddie. Vedder ha ringraziato il pubblico suonando molti pezzi dei Pearl Jam (ha aperto con Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town e proposto anche Immortality, Sometimes, Porch e Black giusto per fare qualche esempio), coinvolgendo l’audience in un sing along che è durato quasi tutto il concerto.

“Questo paese è speciale per me, rimarrò sempre legato a questa terra” ha detto Eddie mentre ricordava l’incontro con l’attuale compagna e madre delle sue due figlie. Non è stato questo a dire il vero il momento più toccante della serata, e non me ne vogliano ovviamente i familiari del cantante.

Difficile scegliere il picco emotivo della serata, ma vanno citati almeno tre momenti: una serie di stelle cadenti che passano sopra il palco poco dopo la conclusione di Imagine; il brindisi al patrono di Firenze San Giovanni su I Am Mine: «Oggi brindiamo a San Giovanni. Stavo pensando che SG sono anche le iniziali di Soundgarden» (parole che hanno fatto venire la pelle d’oca a chi si aspettava prima o poi un riferimento al compianto Chris Cornell); il soffertissimo finale di Black, con Eddie sfigurato dalla commozione mentre interpreta la parte conclusiva del pezzo (qualcuno in quei “come back” ripetuti e aggiunti in una sorta di extended version del brano, ci ha letto un altro messaggio rivolto a Cornell).

Vedder ha portato in scena uno spettacolo pensato per i teatri in una location popolata da 50.000 persone. La scenografia spoglia ed essenziale, le poche luci di scena e l’assenza di qualsiasi altro elemento di “distrazione”, hanno creato un clima a tratti surreale. Impressionante il silenzio che calava mentre Eddie parlava tra i vari pezzi, altrettanto stupefacente il boato della folla non appena riconosceva i classici dei Pearl Jam. La partecipazione del pubblico ha davvero toccato Eddie, al punto che la sensazione che si avvertiva era che il cantante avrebbe potuto continuare ancora molto a lungo, in una modalità di show cara a Bruce Springsteen.

Ciò non è potuto accadere, a causa del coprifuoco fissato per mezzanotte e mezza. Tuttavia siamo sicuri che non ci vorranno molti anni per rivedere Vedder (con i Pearl Jam questa volta possibilmente) nel nostro Paese. Questa serata sarà ricordata a lungo sia da lui, sia dalle migliaia di fan che ancora una volta hanno risposto all’appello di un musicista straordinario. Gli americani le chiamano “A night to remember”, noi li chiamiamo eventi indimenticabili.

Eddie Vedder Firenze 2017, la scaletta

Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town (Pearl Jam song)
Wishlist (Pearl Jam song)
Immortality (Pearl Jam song)
Trouble (Cat Stevens cover)
Brain Damage (Pink Floyd cover)
Sometimes (Pearl Jam song)
I Am Mine (Pearl Jam song)
Can’t Keep (Pearl Jam song)
Sleeping by Myself
Far Behind
Setting Forth
Guaranteed
Rise
The Needle and the Damage Done
(Neil Young cover)
Unthought Known (Pearl Jam song)
Black (Pearl Jam song)
Lukin (Pearl Jam song)
Porch (Pearl Jam song)
Comfortably Numb (Pink Floyd cover)
Imagine (John Lennon cover)
Better Man (Pearl Jam song)
Last Kiss (Wayne Cochran cover)
Untitled / MFC (Pearl Jam song)
Falling Slowly (The Swell Season cover)
Song of Good Hope (Glen Hansard cover)
Society (Jerry Hannan cover)
Smile (Pearl Jam song)
Rockin’ in the Free World (Neil Young cover)
Hard Sun (Indio cover)

Eddie Vedder Firenze 2017, le foto

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Jacopo Casati

Foto di Elena Di Vincenzo, Francesco Prandoni

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