Onstage
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Father John Misty a Milano, il fascino della precisione maniacale

Piacevolmente intrattenuti dal progressive pop revival del gruppo Weyes Blood capitanati dalla bella e brava Natalie Mering, i presenti del Fabrique si apprestano ad accogliere Father John Misty, al secolo Josh Tillman.

Il talentuoso musicista, già batterista del gruppo Fleet Foxes e al terzo album sotto il nome di Father John Misty, ha suscitato in noi grande interesse dopo la controversa opera Pure Commedy. Ed è proprio presentando senza mezzi termini la sua ultima fatica che il cantante inizia il suo incredibile show. Dinoccolato e scuro in volto si avvicina il microfono, quel microfono che in fase di allestimento del palco il suo roadie ha installato in maniera metodica e curata, misurando l’altezza da terra del ‘gelato’ con un metro. Questo particolare mi ha suggerito che nulla sarà lasciato al caso e che Father John non ammetterà sbavatura nella rappresentazione della sua opera.

E così si mostra, senza nemmeno un sorriso e pochissime concessioni al contatto con il pubblico limitate a qualche sussurro, a qualche scrollata di falangi in segno di casto saluto. La mimica delle mani sarà molto importante, perché la sinuosità dei movimenti si contrappone ad una rigidità studiata creando un contrasto di grande impatto visivo. Il suo atteggiamento altezzoso e a tratti megalomane gli ha inimicato parte della critica ma il pubblico stasera è totalmente rapito dall’uomo sul palco che indossa un soprabito scuro. I capelli lunghi pettinati all’indietro e la sua barba creano una silhouette riconoscibilissima già stampata sulle magliette in vendita all’entrata del locale.

Pure Commedy è il manifesto di un atteggiamento ironico nei confronti della vita, dell’amore e delle disgrazie. Inizia così il concerto, con la canzone che porta il nome dell’album. I musicisti creano un tappeto musicale perfetto. Father John Misty canta come se stesse conversando con il pubblico, le parole delle canzoni sono accompagnate da una mimica colloquiale. Le dita si appoggiano a volte alle tempie in atteggiamento riflessivo, per poi svolazzare davanti al volto come a scacciare un concetto banale, il tutto in un flusso comunicativo che pare improvvisato e concepito al momento.

Eppure nulla è lasciato al caso. Perché il roadie ha misurato al centimetro l’altezza del microfono, lo abbiamo visto subito, non ci è sfuggito. Father John Misty è esigente, con i suoi collaboratori, musicisti, con se stesso e con il suo pubblico (“Hey chill, calma ragazzi” dice ad un paio di scalmanati della prima fila, inserendo l’esortazione all’interno delle liriche cantate).

Mimo controllato, danzatore timido. La sua voce è stupenda, pulita e precisa. Canta le nuove Total Entertainement Forever e Things It Would Been Helpful To Know Before The Revolution, sfrontate e alternative. La sua etichetta è la Sub Pop, un marchio che richiama altri tipi di suono e di storie, quella Seattle di Kurt Cobain e Chris Cornell, di rabbia e rivoluzione. Qui siamo su altri lidi, altri toni.

Il pop aleggia su ogni nota in questo salotto, fino a strizzare l’occhio a Beck in A Bigger Paper Bag, con il suo timbro che spesso si avvicina a quello del mostro sacro Elthon John. Il pop cede il passo al rock e al folk, come nella bellissima Nothing Good Ever Happens At The Goddamn Thirsty Crow. Non possono mancare i successi I Love You, Honeybear e Real Love Baby in un set corposo e dinamico, uno di quei concerti che ti sollevano dalle sabbie mobili della quotidianità e ti scagliano ad altezze di stile e bellezza incontaminate, in un posto ideale che non lasceresti mai.

Father Johny Misty Milano 2017, la scaletta del concerto

Pure Comedy
Total Entertainment Forever
Things It Would Have Been Helpful to Know Before the Revolution
Ballad of the Dying Man
Nancy From Now On
Chateau Lobby #4 (in C for Two Virgins)
Strange Encounter
Nothing Good Ever Happens at the Goddamn Thirsty Crow
Only Son of the Ladiesman
When the God of Love Returns There’ll Be Hell to Pay
A Bigger Paper Bag
When You’re Smiling and Astride Me
This is Sally Hatchet
The Night Josh Tillman Came to Our Apt.
Bored in the USA
The Memo
True Affection
I’m Writing a Novel
Hollywood Forever Cemetery Sings
I Love You, Honeybear
Real Love Baby
So I’m Growing Old on Magic Mountain
Holy Shit
The Ideal Husband

Father John Misty, le foto del concerto

Daniele Corradi

Foto di Francesco Prandoni

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