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La storia umana e artistica di Francesco Renga prende vita nel nuovo tour

Parte da Milano il tour Scriverò il tuo nome Live di Francesco Renga, che segue l’uscita dell’omonimo album ‘dal vivo’ (il primo del cantautore). Per la prima data, Francesco sceglie dunque Milano, città che più volte nel live elogia e saluta, ammettendo che è un luogo che per lui ha fatto tantissimo.

Il Forum, infatti, è pieno: dalle sedute del parterre agli spalti, il pubblico attende impaziente quello che più che un live sembra essere l’intenso ripasso di un’intera carriera. Da scaletta, i brani sono 37: tantissimi per un unico spettacolo, ma Francesco ha voglia – a quanto pare – di buttarsi a capofitto nella propria storia umana e artistica, condividendola con gli spettatori.

Il cantautore pesca canzoni dal suo repertorio spaziando da Affogo, Baby del 2000 («Il mio primo singolo») ai pezzi sanremesi come La tua bellezza e l’immancabile Angelo. Dicevamo: la setlist è ricchissima, ma la scelta – che poi si rivelerà vincente – di Francesco è quella di variare la lunghezza dei suoi successi, alcuni accennandoli e altri regalandoli interamente agli spettatori (in quest’ultimo caso, parliamo ovviamente dei brani più celebri). Lo show che ne fuoriesce è veloce, dinamico, pieno di variazioni di stile e di cambi di rotta: insomma, difficile annoiarsi mentre Francesco padroneggia il palco, saltando con maestria da un brano all’altro, quasi senza perdere il tempo.

Durante i vari blocchi, Renga ama però parlare e raccontarsi agli ‘avventori’. Parla soprattutto d’amore – il tema portante della sua scrittura e di questo live – o introduce la canzone successiva con un breve commento, che possa aiutare i suoi fan a capirne la natura. «Il motore che ci fa alzare la mattina sono i nostri figli, nostro marito o il nostro lavoro. – commenta ad esempio il cantante prima del secondo blocco di canzoni e prima di intonare Il Bene – Quella forza è, in una parola, l’amore. Ed è ciò che sta legando tutti noi questa sera. Volevo che fosse così, perché l’amore non è semplicemente un sentimento. È molto di più e non è sempre idillio, passione o fuoco. È anche sacrificio e impegno quotidiano. C’è qualcosa però che mi sento di potervi dire: ovunque ci porti questo benedetto amore, lo fa sempre e solo per il nostro bene».

L’intero show è, ad ogni modo, aiutato tantissimo dagli effetti visual e dalla scenografia: tutto è studiato nei minimi dettagli e le luci (come le immagini sullo sfondo) si adattano al testo e alla musica di ciò che Renga canta, aumentandone il fascino e la forza. Per i cambi d’abito, la tecnologia serve anche a ‘sostituire’ le parole e i racconti di Renga con dialoghi immortalati in video, che riempiono il Forum come le parole scritte sullo schermo. Tutto dà l’impressione di essere organizzato al dettaglio per dar vita a un racconto, in cui rientrano anche le ‘sorprese’ che il cantautore ha riservato al pubblico.

La prima – annunciatissima – è la presenza sul palco di Elodie, che ‘si palesa’ per cantare insieme a Renga Così diversa, prima che il cantautore le lasci l’intero Forum per esibirsi in Tutta colpa mia, la canzone sanremese. La seconda è un intero blocco di canzoni su un piccolo palco allestito davanti alla tribuna stampa. Il classico set acustico, che Renga trasforma in qualcosa di più profondo, una sorta di dialogo in musica con la platea. Lo definisce, infatti, «il prototipo di una sala prove» e, mentre intona le 9 canzoni – in versione ‘ridotta’ – previste in scaletta per questa parentesi minimal (Cambio direzione, Senza Vento, La Sorpresa, Stavo seduto, Venerdì, Dove il mondo non c’è più, Raccontami, L’ultima poesia e Per farti tornare) spiega al Forum che le canzoni nascono proprio così – spoglie – e poi si evolvono per diventare altro: una sorta di ‘tutorial’ in cui vecchi brani riprendono vita mostrandosi nella loro forma originale, mentre Renga spiega nel dettaglio come si ‘arricchisce’ una canzone.

Ecco, se c’è una cosa che possiamo dire di Francesco è che non solo ha messo in piedi uno show divertente e capace di intrattenere anche chi non lo segue da sempre (se pensate di assistere a un susseguirsi di ballad, sappiate che lo spettacolo è in realtà suonatissimo e molto uptempo), ma ha anche la capacità di parlare al suo pubblico, spiegando le ragioni non solo di ogni singolo brano, ma di una produzione discografica basata su un tema universale e fortemente ispiratore. «Non è così scontato – spiega il cantautore prima del brano Migliore – c’è gente che non si alza la mattina per amore, ma per odio. Noi invece lo facciamo per quello, perché l’amore alla fine ti rende migliore».

Francesco Renga Milano 2017, foto concerto 5 maggio

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Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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