Onstage
Gianna Nannini Roma 2017 foto scaletta concerto 2 dicembre

A Roma Gianna Nannini dal vivo dimostra perché è unica

La prima data ufficiale dell’Amore Gigante Tour di Gianna Nannini spetta ad un pienissimo e inedito Palalottomatica di Roma. Inedito solo per le sedie in platea, che si riveleranno inutili dopo appena tre secondi dall’ingresso dell’unica rocker italiana degna di questo nome, perché i fan si precipitano giustamente nel sottopalco; e Gianna lo aveva previsto, perché dopo la data zero di Rimini era rimasta quasi stupita dalla veemenza dei suoi fan e al tempo stesso della security che voleva farli sedere. A Roma la situazione è stata simile, ma per fortuna la sicurezza ha desistito subito: impossibile trattenere l’attrazione tra Gianna Nannini e i suoi fan.

Sul palco il magnetismo della rocker si espande come se fosse gigante, come il suo Amore Gigante, dal titolo del suo ultimo disco “che ci ho messo quattro anni a preparare” come ha confessato nell’incontro stampa poco prima di cominciare. Un’intervista a cuore aperto con quattro giornaliste dove Gianna spazia liberamente, seguendo un ipertesto tutto suo di connessioni logiche tra ricordi, preparazione per il live, il ruolo della donna e la difficoltà, ancora oggi, di essere riconosciuta per il lavoro svolto. Fa notare che la musica italiana le piace, alcuni nuovi cantautori e movimenti li trova molto interessanti (Coez e Colapesce), ma di passare lo scettro non se ne parla. Non ha eredi, anche se qualcuna la nomina (Levante, ad esempio) e in passato ci sono state cantanti che sono state accostate a lei. Eppure Gianna è LA rocker per eccellenza, nel nostro paese. Se pensi alla grinta del rock’n’roll, pensi a lei. “Anche se pure io sono molto più pop adesso” riconosce la Nannini, laddove per pop si intendono le nuove melodie del disco, di certo non la sua attitudine. Che rimane sempre e profondamente rockettara, diretta, volendo anche sboccata. Ma è autentica ed è questo che continua a farle trovare fan sempre nuovi, mantenendo inalterati quelli vecchi che affollano le gradinate del palazzetto e spingono per il meet&greet.

Quando entra in scena la sua energia attrae come un magnete: Gianna è in super forma, una camicia rossa (che poi cambierà per un totale di quattro look) in coordinato con le scarpe e una carica incalcolabile. Salta, corre qua e là sul palco, canta rigorosamente dal vivo (alla faccia di chi l’ha accusata di aver fatto ricorso al playback, specialmente in tv). “Romaaaa ciao a tutti!” grida con quel timbro roco che è la sua cifra stilistica, poco prima di regalare una delle sue vecchie perle di carriera, I maschi, cantata in duetto con il palazzetto. E dire che per sostenere le tonalità della Nannini ci vogliono veramente delle discrete corde vocali, oltre ad una gola in perfetta salute.

La scaletta è perfettamente organizzata per i cori del pubblico e per raccontare i numerosi passaggi di vita di Gianna Nannini, senza rispettare la cronologia. Si gioca di istinti. L’apertura è affidata giustamente a Fenomenale, il primo singolo del nuovo album: un ingresso meglio riuscito era difficile da trovare. È come essere presi per mano dalla cantautrice, che si mette davanti a te e ti spiega con le canzoni quello che è stata la sua carriera, “Quando ho iniziato io nel 1978-79, il mi’ babbo mi dava della troia perché cantavo” aveva raccontato all’incontro stampa, e senti ancora quella rabbia per l’ingiustizia di non essere considerata al pari di un uomo musicista, o comunque lavoratore. Il suo racconto in musica è continuamente sostenuto dai fan. L’esplosione con Fotoromanza, e il Palalottomatica che diventa un coro compatto di voci sul ritornello surrealista che ha segnato indelebilmente in positivo la lunga, dura carriera di Gianna. La sensualità di Profumo, l’album inciso in Germania con Conny Plank, ancora inarrivabile oggi, con i brividi che conquistano le migliaia di persone accorse ad ascoltarla. Un boato accoglie la doppietta della struggente Amandoti, che Gianna ha preso in prestito a vita dai CCCP, e Meravigliosa creatura, dove il pubblico si sostituisce direttamente alla cantautrice senese sul ritornello. Sul palco ci sono sei musicisti e tre coriste, nella seconda parte salgono anche sei archi per un totale di sedici persone sul palco: Gianna lo aveva anticipato, non è una cosa da tutti i giorni (o da tutti i tour) e se la gode come non mai. La sua interazione con il pubblico è nei testi delle sue canzoni.

Sul finale, con una fascia in testa e le maniche sventolanti di una camicia bianca, lascia al pubblico la libertà di cantare Bello e impossibile (con un arrangiamento che ne spegne un po’ il groove, unica critica che sentiamo il bisogno di fare) e di coprire praticamente da solo il ritornello di Latin Lover. Gianna sembra entrare in una specie di trance che la accompagna fino all’ultimo soffio di voce. La musica la possiede. A testa alta e spalle dritte ci ricorda ancora una volta qualcosa che per esagerato provincialismo non sottolineiamo mai: Gianna Nannini ha lo spirito rock distaccato e fuori dagli schemi che abbiamo sempre invidiato a Keith Richards, senza accorgerci che ce lo avevamo anche in casa. Lei ce l’ha, per questo sono quattro decadi che ancora sta lì e combatte, litiga, s’incazza, scherza e alla fine sorride. Ci guardiamo intorno ed eredi dirette di Gianna non ne vediamo nemmeno all’orizzonte. Cambiano le epoche, cambiano le mode, cambia la musica: oggi di rock se ne fa meno, lo dice anche la Nannini. La voglia di suonarlo però a lei non passa. Gianna Nannini è uno spiritello che con la vita disegnata in faccia tiene in equilibrio il rock e il pop tra melodie e chitarre. Uno spirito che non è facciata, non è interpretazione, non è “stile” da copiare tipo pagine di moda: o lo sei, o niente. E Gianna Nannini, dall’alto dell’età (che ha il vezzo di non dire mai) e della passione per la musica in studio e dal vivo, non molla lo scettro della rocker. Perché come lei, in giro, non ce ne sono davvero.

Gianna Nannini Roma 2017, tutte le canzoni in scaletta

Fenomenale
Cinema
Piccoli particolari
I maschi
Ragazzo dell’Europa
Fotoromanza
Profumo
Suicidio d’amore
Pensami
Io
Amandoti
Sei nell’anima
Meravigliosa Creatura
California
Sabbie mobili
Tutta mia
L’ultimo latin lover
America
Hey bionda
Bello e impossibile
Latin Lover
Ninna Nanna
Lontano dagli occhi
Notti senza cuore
Amore gigante

Gianna Nannini Roma 2017, le foto del concerto del 2 dicembre

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Foto di Roberto Panucci

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