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Parte da Milano il Gentleman tour di Guè Pequeno

La prima volta che ho sentito Guè Pequeno dal vivo era il 2011. Il Guercio aveva da poco pubblicato il suo primo album solista intitolato Il ragazzo d’oro. Si trattava di un progetto folle per i tempi, di rottura. C’erano le prime trappate, i pezzi con l’autotune e quelli conscious. In pratica tutto quello che ascoltiamo oggi in versione grezza. La bolla del rap italiano stava per esplodere, con lui in tour c’erano due ragazzi allora semi sconosciuti ma che oggi se la passano bene. Uno si faceva chiamare Fedez e l’altro Ghali Foh. I posti in cui suonava non erano molto pettinati, perlopiù circoli marci, discoteche e feste di paese.

Oggi le cose sono cambiate, il rap è il genere numero uno nel mondo e anche in Italia. I rapper italiani firmano per Def Jam, dominano le classifiche di vendita e di streaming e i posti in cui suonano sono un po’ più belli del passato. Venerdì sera Guè Pequeno, al Fabrique di Milano per la prima data del suo Gentleman Tour, ha ricordato tutto questo. L’impressione è che per Guè si sia chiuso un cerchio. Ripartire dopo l’esperienza di Santeria con Marracash non dev’essere stato semplice e pubblicare un disco all’anno non è cosa da tutti. Guè però ogni 365 giorni riesce a tirar fuori qualcosa di nuovo e al passo con i tempi. Non è un caso infatti se l’ultimo album, Gentleman, sia fino a ora il suo progetto più venduto e con più riconoscimenti.

Il locale milanese è sold out da tempo. Intorno alle 21:30 Mimmo flow fa il suo ingresso sul palco seguito a ruota dal fido dj Jay K. Dopo essere stato uno dei primi rapper italiani a portare i musicisti sul palco, ecco la decisione di tornare alla vecchia formula hip hop di dj e mc. Il pubblico è caldissimo e ci mette davvero poco tempo ad alzare le mani e a cantare i pezzi. Non ha bisogno di essere motivato. Quella del Gentleman tour è una scaletta standard che ha puntato sulle hit che bene o male tutti vogliono ascoltare a un live di Guè. Lamborghini, Scarafaggio e Squalo sono solamente alcuni esempi di brani che hanno fatto venir giù il soffitto del locale e che hanno caratterizzato la prima parte dello show. La seconda, più “morbida”, ha visto protagoniste chicche come Ultimi giorni e Rose nere.

Nonostante qualche piccola sbavatura, ammessa anche dallo stesso rapper milanese “Raga scusate se ho perso qualche rima, ma è la prima data anche per me”, si è trattato di un live solido, senza effetti pirotecnici, e con poche pause. Immancabili, inoltre, le comparsate sul palco di Emi Lo Zio, figura storica del rap italiano, e di Don Joe dei Club Dogo. Questo live, quasi sicuramente, non farà cambiare idea a chi non ama il rap italiano e soprattutto a chi non nutre troppe simpatie nei confronti di Guè Pequeno. Ma in un periodo in cui conta più apparire sui social che stare su un palco lunga vita a rapper d’impatto e di rottura come Guè.

Guè Pequeno Milano 2018, le foto del concerto

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Stefano Mazzone

Foto di Fabio Izzo

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