Onstage
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Un concerto degli Hanson è un memorabile tuffo nel passato (che va ben oltre MMMBop)

Qual è la canzone che nel mondo è stata pronunciata – e scritta – sempre nel modo sbagliato? Ma è ovvio, si tratta di MMMBop, il tormentone del 1997 che ha siglato il battesimo nel mondo della musica internazionale di tre fratellini originari di Tulsa, Oklahoma, che all’epoca avevano rispettivamente 17 (Isaac), 14 (Taylor, che ha presentato proprio con le parole che vi abbiamo riportato il celebre pezzo durante il concerto) e soltanto 12 anni (Zac).

Ovvero gli Hanson: la band, che ha fatto tappa il 7 giugno al Fabrique di Milano, è nel pieno di un doppio festeggiamento: da un lato ci sono da celebrare i loro 25 anni di attività – anche se, trattandosi di fratelli, immaginiamo che la storia sia in realtà molto più longeva – e dall’altro i 20 dalla pubblicazione dell’album di debutto, Middle Of Nowhere.

Facciamo per un attimo mente locale: il fenomeno pop rappresentato da MMMBop, che al di là del gioco di parole incomprensibile è suonata fin da subito come una canzoncina facile, frizzante e divertente che oggi avercene, arrivò come un fulmine a ciel sereno in un periodo in cui potevamo vedere ancora Mtv quella americana, che in Italia si riusciva a prendere miracolosamente attraverso giri strani del telecomando. Isaac, Taylor e Zac riuscirono con un solo disco a riempire la voragine nel nostro fragile cuore teenager lasciata dalla fuoriuscita di Robbie Williams dai Take That e dal loro conseguente scioglimento (1995-1996) appena prima dell’esplosione delle altre boy band che arrivarono dopo (leggi Backstreet Boys).

C’è da dire però che ad un certo punto, dopo qualche anno passato ad ascoltare Middle Of Nowhere e il successore (non all’altezza del primo) This Time Around del 2000, oltre al disco di Natale Snowed In, mentre contemporaneamente saccheggiavamo le copertine adesive di Cioè con i loro volti da appiccicare sulle nostre smemorande alte mezzo metro – che tenevamo insieme con l’elastico – bam! è successo l’irreparabile: nel 2002 Taylor, che, diciamolo, era anche il più carino dei tre, si è sposato, ha iniziato a lasciare dietro di sè uno stuolo di figli e degli Hanson un po’ ci siamo dimenticati. Gossip a parte però, questo momento è stato forse più legato alla scelta del terzetto di abbandonare la major che li aveva messi sotto contratto e fatti conoscere in tutto il mondo.

Ma, e questo lo abbiamo capito ieri sera, in realtà ce li siamo dimenticati soltanto noi che nel frattempo abbiamo iniziato ad ascoltare altre cose un po’ meno teen (perdonate le facili etichette ma è per intenderci): infatti se c’è qualcuno che non ha mai smesso di seguire i passi musicali della band sono i loro fan più fedeli, e in Italia ce ne sono ancora parecchi. Quelli che a partire da Underneath (2005) non li hanno più abbandonati, e che hanno cantato a squarciagola ogni singolo pezzo durante il live. La band poi non si è risparmiata, suonando per quasi due ore e intervallando i brani in scaletta con qualche aneddoto, come la storia di With You in Your Dreams, scritta nel cuore della notte da Taylor in un periodo in cui la nonna non stava molto bene.

Il pubblico italiano, che in questi ultimi anni ha avuto modo di vederli dal vivo più di una volta, li adora letteralmente. A ragione, anche perché dal vivo gli Hanson sono tutt’altro che un fenomeno pop: sono dei musicisti impeccabili, precisi e di talento non soltanto sulle canzoni più recenti ma anche e soprattutto su quelle più vecchie come Where’s the Love, Weird, Madeline e If Only, che la band oggi rilegge in un modo completamente nuovo (a volte addirittura migliorandole).

Durante il concerto poi c’è stato spazio anche per un omaggio ad alcuni pezzi che evidentemente hanno segnato la crescita musicale degli Hanson, due grandi classici del rock’n’roll come Rockin’ Robin di Bobby Day e Johnny B Goode dell’immenso Chuck Berry, oltre ad I’m a man, Give me some lovin’ e Long Train Running, dimostrando quindi con queste piccole perle che di musica Zac, Taylor e Isaac ne sanno eccome. Insomma, il live degli Hanson è stata un’ottima occasione non solo per chi li ama da sempre, ma anche per chi li ascoltava all’epoca, che di quel momento nel passato, anche se nel frattempo ha giurato fedeltà ad altri generi musicali, conserva sempre un affettuoso e sincero ricordo.

Hanson Milano 2017 foto concerto

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Arianna Ascione

Foto di Fabio Izzo

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