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Imagine Dragons, pioggia e anima: a Milano un concerto memorabile

«Ciao Milano, questo è un posto sicuro, senza odio né intolleranza». Così Dan Reynolds ha salutato il pubblico, pochi minuti dopo essere salito sul palco del Milano Rocks insieme ai suoi Imagine Dragons. Un po’ in ritardo anche se non di molto, perché sul capoluogo lombardo e su quella che un tempo era l’Area Expo si è abbattuta – a partire dalle 19 – una pioggia torrenziale, che ha costretto i presenti a cercare spesso riparo nelle poche zone coperte. Per gli Imagine Dragons, tuttavia, in molti hanno sfoderato ombrelli e impermeabili rimanendo sotto la pioggia battente in attesa della prima nota.

Ieri sera, radunate sotto palco, c’erano 60mila persone: è un numero incredibile, che testimonia la potenza della musica di questa band, che – alla fine – ha rilasciato il suo primo album in studio, Night Visions, appena nel 2012. Il terzo album – Evolve – a cui si ispira il tour, è uscito a giugno 2017 e ha confermato il dna del gruppo statunitense, la sua firma assolutamente riconoscibile, sia per matrice sonora che per la voce di Dan.

Non è un caso che il live si apra con Radioactive: una dichiarazione d’intenti, perché quel brano è uno dei pezzoni rock degli ultimi anni e ha unito le idee di pubblico (disco di diamante negli Stati Uniti) e critica, tra riconoscimenti e nomination. Radioactive è ormai quasi un inno, l’ingresso dorato nel mondo degli Imagine Dragons e la testimonianza che, se Dan e compagni stanno cantando davanti a 60mila persone, un motivo c’è.

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«Grazie per essere tutti qui con noi sotto la pioggia» precisa Dan dopo poche canzoni. Il frontman è in pantaloncini e attraversa la passerella centrale. Gran parte delle canzoni le canta sotto il temporale, praticamente nudo, mentre la band alle sue spalle non si risparmia e fa tremare le casse dell’area. Su Walking the wire partono i coriandoli (siamo appena alla sesta canzone), dopo un po’ Dan intona invece Every breathe you take dei Police. Prima, però, ha ancora qualcosa da dire alla folla sotto di lui.

«Questo è e resterà uno degli show più speciali mai suonati finora – sentenzia col microfono in mano – il nostro tour è quasi finito, ma questa data non possiamo dimenticarla. Suonare qui, sotto la pioggia, davanti a 60mila persone è speciale. Vi amiamo e non riesco a esprimere a parole cosa rappresenta per noi tutto questo».

Dan è, di fatto, un grande comunicatore. Prima di chiudere il live si concede altri momenti col suo pubblico, tra cui una parentesi molto personale prima di Demons. Reynolds porta sul palco milanese i suoi demoni, parla della sua depressione e delle sue oscurità, per spingere le persone verso il calore di affetti e amici. «Parlatene sempre, non pensate mai che dovete tenervi tutto per voi. – sancisce – Io conosco il buio, ma so anche che la vita vale sempre la pena di essere vissuta».

È proprio l’anima di Dan e della sua band a rendere, alla fine, questo live memorabile: le sonorità sul palco sono potentissime e l’attitudine del frontman è da vero (e sfrontato) rocker, ma l’atmosfera che gli Imagine Dragons riescono a creare è incredibilmente accogliente e umana. Camminando tra le file della folla radunata e coperta, si fa presto ad accorgersi che tutti cantano gli inni di questa band, dalla struggente Next to Me alle più dirompenti Thunder e Believer (che chiude, come da programma, la setlist). C’è chi balla, chi si abbraccia e chi semplicemente sorride ammirando l’incontenibile entusiasmo di Dan: davanti a una vera orda di persone, gli Imagine Dragons hanno confermato di essere una band strepitosa – dal vivo ancora di più – e hanno regalato ai coraggiosissimi 60mila del Milano Rocks un concerto memorabile.

Imagine Dragons Milano Rocks 2018, le foto

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Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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