Onstage
Foto-concerto-jason-derulo-milano-19-ottobre-2018

Jason Derulo, a Milano pop fisico ed esplicito

L’ultimo album di Jason Derulo risale al 2015, quando uscì Everything is 4. Da allora, la popstar statunitense ha offerto al suo pubblico qualche singolo (Swalla con Nicki Minaj e Ty Dolla Sign nel 2017, l’inno dei Mondiali di Calcio del 2018 Colors e Goodbye con David Guetta, Nicki Minaj e Willy William, sempre nel 2018), dando l’impressione – a dire il vero – di essere un po’ statico a livello discografico, soprattutto se paragonato a tanti altri colleghi e colleghe.

Il 2 Sides World Tour arriva addirittura senza un album e con un esordio un po’ confusionario: un cambio di nome in corsa (doveva chiamarsi The 777 Tour, stesso nome di un brevissimo tour di Rihanna del 2012) e vari slittamenti, dovuti sulla carta agli impegni di Jason nel preparare appunto il futuro lavoro discografico. Insomma, Jason arriva in Italia portandosi dietro qualche interrogativo tutto sommato più che lecito, eppure il Forum di Assago la sera del 19 ottobre sembra popolatissimo. Non straripante, certo, ma indubbiamente carico di un palese entusiasmo da parte dei presenti, che hanno atteso Derulo per diversi mesi e hanno finalmente l’occasione di poter assistere al suo show.

La giornata, in realtà, inizia prima del previsto: Jason ha al suo seguito più di un opening act (riprendendo uno schema molto popolare oltreoceano, che trasforma ormai il live di una popstar in una sorta di mini-festival) e, a scaldargli il palco, ha chiamato a raccolta il gruppo inglese LZ7, ma soprattutto Marcus & Martinus, i due giovanissimi gemelli norvegesi che spopolano in Europa tra i teen. Verso le 21 sul palco appare il dj Jae Murphy, che intrattiene il pubblico per una mezz’oretta, prima di sparire. Sullo schermo appare finalmente un lungo countdown e poi un video di Jason nel deserto, con abiti non proprio sobri.

Con le note di Watcha Say (brano del 2010) inizia ufficialmente la data italiana del 2 World Side Tour: l’energia è palpabile ed è una dichiarazione d’intenti, perché il live di Derulo sarà di fatto intensissimo e straordinariamente energico, oltre che curatissimo soprattutto nei visual e nelle coreografie. A livello musicale, il cantautore spazia nella sua discografia non ricchissima (parliamo in fondo di tre album in studio), tanto che spesso si trova costretto a portare sul palco i suoi diversi featuring, ricorrendo allo stratagemma (a me fondamentalmente antipatico) di lasciar cantare il ‘collega’ di turno con un video sullo sfondo.

In scaletta c’è anche spazio per la musica nuova: Jason Derulo presenta al pubblico Make Up, brano ancora non rilasciato, che si infila tra Trumpets e In my head facendo ben presagire per il nuovo lavoro. Su It Girl, la popstar cede all’inevitabile cliché di far salire una fan sul palco, mentre dopo The Other Side risuonano le note di Seven Nation Army dei The White Stripes. Assago esplode e, a giudicare dalla reazione di Jason e ballerini, è il pubblico italiano a lasciare senza parole i protagonisti dello show, e non il contrario. La chiusura dello show è invece affidata a Want To Want Me, con tanto di coriandoli sparati in aria ad indicare la fine della festa.

La scaletta, a dire il vero, scorre rapidamente: Jason sceglie di non portare i suoi brani per intero, ma cede spesso alla magia dei mash-up e al fascino della sintesi, facendo in modo che – di fatto – il suo live duri poco più di un’ora. Il problema di Derulo, probabilmente, sono proprio le hit: l’artista statunitense non ha la forza discografica di colleghi e rivali (soprattutto qui in Italia), eppure il pubblico accorso al Forum deve essergli affezionatissimo, perché canta tutto sovrapponendosi spesso allo stesso artista.

Se discograficamente Jason deve indubbiamente innalzare il suo livello competitivo, sul palco verrebbe da dire che non ha eguali nel genere. Lo show vanta una qualità altissima, sia per la vocalità di Derulo che per le coreografie. Derulo è un artista pop fatto e finito, come ne esistono pochi al giorno d’oggi. Probabilmente perché il pop, ora, ha trovato una sua bizzarra strada, in cui agli uomini spetta strimpellare la chitarra o giocare con i suoni, mentre la provocazione e la sensualità sembrano essere ormai appannaggio delle (bravissime) donne del settore. Jason stravolge un po’ queste regole: il suo pop è estremamente fisico, provocatorio, sexy. Si rivolge allo stesso pubblico femminile che si commuove ascoltando Taylor Swift e scatenandosi con Beyoncé, senza proporre loro però un pop dalla faccia pulita (come quello di Ed Sheeran e Shawn Mendes, per capirci). Anzi, Jason Derulo ama ‘sporcare’ i suoi live, nel senso più ambiguo del termine. Se nel mondo delle sette note c’è ancora spazio per un pop così dannatamente esplicito, probabilmente ce lo rivelerà il tempo. E – si spera – il nuovo album.

Altri articoli su questo concerto

Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI