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J-Ax, buona la prima: «Il concerto più bello della mia vita»

Correva l’anno 1993 e nel mercato discografico faceva irruzione l’album Strade di città, uno dei primi progetti rap in lingua italiana. A firmarlo sono gli Articolo 31: ai piatti Dj Jad e alle rime Alessandro Aleotti, in arte J-Ax. Da quel giorno sono trascorsi 25 anni e di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima: Ax, tra carriera solista e collaborazioni, ha collezionato 49 dischi di platino, ha inciso 9 album e ha persino invaso San Siro.

Per festeggiare i 25 anni di carriera, J-Ax torna però alla realtà dei club, e lo fa in grande stile con dieci date evento al Fabrique di Milano, la città che – del resto – lo ha visto nascere, artisticamente e non. Il capoluogo lombardo ricambia, senza ombra di dubbio, l’affetto. Lo si capisce subito entrando nel locale: la gente è stipata quasi fino all’ingresso nel club, camminare e farsi strada tra la folla è impossibile. Il Fabrique non è pieno, è a dir poco colmo fino all’inverosimile e inizia a tremare alle ore 21, dopo l’opening act di Grido e Danti.

Per questa ricorrenza, J-Ax ha infatti pensato a qualcosa di veramente speciale: nella prima parte del live, il rapper ripercorre la storia della sua carriera dagli esordi fino ai nostri giorni, alternando qualche medley a brani interi e introducendo i “capitoli temporali” attraverso video che mostrano gli eventi principali di ogni annata; la seconda parte è invece più libera e permette sia a Ax che al pubblico di scatenarsi, grazie anche all’annunciatissima presenza sul palco di Dj Jad, che ha contribuito a creare un vero tuffo negli anni ’90.

La festa di J-Ax è di fatto grandiosa ed è, per gran parte, a beneficio dei più grandicelli e di un’intera generazione che ha abbracciato i 25 anni di carriera del rapper, vivendoli tutti pienamente pur se sottopalco. La scaletta, non a caso, lascia agli ultimi successi (soprattutto a quelli della fortunata collaborazione con Fedez) pochissimo spazio, ed è un bene. Perché il J-Ax degli ultimi tempi, quello della ribalta e delle hit estive, è solo l’ultimo capitolo di una carriera lunghissima, per capire la quale bisogna necessariamente andare a ritroso.

Il pubblico, infatti, è composto per gran parte da gente ben oltre l’adolescenza, che – probabilmente – nel corso delle oltre due ore di live ha partecipato senza soste al viaggio allestito da J-Ax. Gli Articolo 31 vanno infatti ben oltre dall’essere un duo hip hop sforna-hit, perché per lungo tempo son stati – oltre che artisti – un vero e proprio fenomeno culturale e la colonna sonora di un’intera generazione, che ascoltava i versi di Ax sui banchi di scuola, in comitiva e poi, crescendo, sotto i portici dell’università o sulla prima scrivania in ufficio.

Per questo motivo, il live celebrativo di J-Ax scatena a volte reazioni nostalgiche, ma – più di ogni altra cosa – è puro divertissement, grazie anche agli ospiti che si alternano sul palco, da Paola Turci a Grido, passando per Il Cile. Dj Jad, più che una guest star, sforna le basi di tutta la seconda parte del live per la gioia dei presenti, e ne sembra a dir poco entusiasta.

Dimenticandosi degli smartphone sempre pronti a immortalare, in certi momenti sembra realmente di essere catapultati negli anni ’90, anche se Ax affida la chiusura al suo ultimo singolo, Tutto tua madre, proprio per chiudere il cerchio.

«Volevo dire una cosa ai ragazzini che hanno scoperto gli Articolo 31 su YouTube e che ci trattano come se negli anni ’90 fossimo i Rage Against the Machine. – spiega J-Ax dal palco durante la parentesi con Dj Jad – Quando facevamo ‘ste cose ci dicevano che eravamo venduti, commerciali e che facevamo musica per ragazzini. Ragazzi, il tempo non perdona un cazzo. E tutti quelli che allora riempivano le riviste patinate nessuno sa più chi cazzo sono. Noi siamo gli Articolo 31, dicevano che eravamo una meteora. E ci possono succhiare il cazzo».

Tutto sommato, J-Ax non ha torto: i 25 anni di carriera – lo mostra in questi live – sono ricchi di capitoli importanti della vita di ognuno di noi. Il rapper ringrazia «gli amici, quelli di sempre e quelli ritrovati», dice che non manca nessuno, né sul palco né tra la folla, e che questo evento – per lui – «è una cremina», dall’inizio alla fine.

Poi, senza tanti giri di parole, riassume il concetto per tutti i presenti, lasciando poco spazio a ulteriori commenti: «Questo è il concerto più bello della mia vita».

J-Ax la scaletta del tour 2018

Rap n’ Roll/Miss e Mr Hide/Aqua nella scuola/Ribelle e basta
Snob/L’uomo col cappello/Vecchia scuola
Non è un film
Gente che spera
Fuck You (con Paola Turci)
Piccoli per sempre
Deca Dance/Immorale/Più stile (con Guido Style)
Dentro me (con Guido Style)
Altra vita
Il bello di essere brutti
Uno di quei giorni
Italiana/Vorrei ma non posto/Senza pagare
Spirale Ovale/Domani smetto
Un urlo/Non c’è rimedio/La fidanzata/Latin Lover/2030 (con Dj Jad)
Tranqi Funky (con Dj Jad)
Domani (con Dj Jad)
Il funkytarro (con Dj Jad)
La mia ragazza mena (con Dj Jad)
L’italiano medio (con Dj Jad)
A pugni col mondo (con Dj Jad)
Due su due (con Dj Jad)
Ohi Maria (con Dj Jad)

Ti amo o ti ammazzo
Intro
Maria Salvador (con Il Cile)
Tutto tua madre

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Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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