Onstage
J-Ax e Fedez San Siro 2018 foto concerto 1 giugno

J-Ax e Fedez a San Siro, un concerto che fa scuola

Dopo aver sfornato hit, aver girato l’Italia e aver scalato le classifiche, J-Ax e Fedez pongono fine al loro sodalizio artistico con un colpo di coda da manuale. I due salutano infatti i fan con un caloroso e immenso abbraccio, organizzando un super concerto conclusivo allo Stadio San Siro, La Finale appunto.

Fedez è l’artista italiano più giovane ad esibirsi in questo stadio, sebbene Ax sottolinei che forse – essendo un duo – andrebbe fatta la media. «Ad ogni modo – scherza lo Zio – lui è il più giovane, io il più bello». Incontriamo i due colleghi e amici poche ore prime del live per una chiacchierata. «Sono un paio di mesi che ci chiedono come ci sentiamo, se siamo emozionati. – esordisce Ax – Non siamo tesi, siamo sotto shock».

Di sicuro, per salutare il loro pubblico J-Ax e Fedez hanno fatto le cose per bene. Anzi, si sono spinti oltre qualsiasi limite immaginabile creando uno show dirompente dal punto di vista della scenografia e degli effetti. In questi termini, probabilmente La Finale farà storia e farà scuola.

Il palco è a 360 gradi (il primo nel suo genere a San Siro per degli artisti italiani) ed è a forma di ring, di modo che chiunque possa vedere lo show da ogni parte dello stadio. Due ascensori fanno in modo che i due artisti a volte si sollevino su una pedana che ricorda un’astronave, altre volte appaiano a sorpresa alternandosi in base alla scaletta. La band è posizionata su una pedana motorizzata che ruota come un giradischi, affacciandosi in questo modo sulle varie aree dello stadio. E ancora fuochi d’artificio, laser, coriandoli, effetti visual e filmati introduttivi: tutto è studiato nei minimi dettagli e ogni dettaglio è squisitamente sorprendente. Basti pensare alla geniale trovata dei braccialetti Google, distribuiti a ogni singolo spettatore che – ignaro – ha scoperto durante lo show la loro capacità di illuminarsi e di creare spettacolari coreografie luminose per tutta la durata del concerto.

Un tripudio di effetti scenici scandisce la scaletta, ricca di brani celebri e spesso e volentieri ricca di ospiti. Sul palco con J-Ax e Fedez si sono infatti alternati Levante, Malika Ayane, Noemi, Nina Zilli, Gué Pequeno, Grido, Il Cile, Sergio Sylvestre e Stash. Molto bello il momento in cui Cris Brave ha presentato sul palco il suo inedito La Panchina: il ragazzo, affetto da tetraparesi plastica, nel nuovo brano (prodotto da Fausto Cogliati) paragona la vita ad un incontro sportivo, in cui si vince solo se si accetta la sfida. Ax e Fedez gli hanno dato la possibilità di farsi ascoltare da tutti, anche per sensibilizzare il pubblico sulla campagna di crowdfunding La mia indipendenza, con cui Cris vorrebbe ottenere l’indipendenza economica e personale.

Prima del live, una veloce apparizione sul palco della Dark Polo Gang, che ha fatto anche ascoltare al pubblico il nuovo singolo British. Insomma, più che un live gli spettatori presenti a San Siro per La Finale hanno assistito a quello che potremmo definire quasi un film dal vivo, tanto era alto il livello qualitativo dello spettacolo in sé, ricco di ballerini, coreografie, di momenti sorprendenti e di effetti speciali. La scaletta era inoltre studiata proprio come se l’intero live fosse una sorta di storytelling: dagli esordi solisti dei due artisti (si inizia con un medley di Ax e si prosegue con Generazione Boh di Fedez) alle hit che hanno conquistato le classifiche, tra cui Italiana, l’ultima in ordine cronologico, che nella setlist ha anticipato Senza Pagare e Vorrei ma non posto, il singolo che più di tutti ha segnato l’inizio di questo sodalizio («Se non fosse esistita questa canzone – dice Fedez dal palco – non avrei incontrato la mia fidanzata, non avrei un figlio e forse non sarebbe successo niente di tutto questo»).

Non è un caso, dunque, che lo show si chiuda proprio con questo brano: J-Ax e Fedez si inchinano e salutano il loro pubblico ricordando come tutto sia iniziato. Son stati anni frenetici, ricchi e densi sotto ogni punto di vista: i due prima che colleghi sono amici, si percepisce in ogni singolo attimo del live, e negli ultimi anni non solo hanno cambiato un po’ la storia della musica italiana, ma sono cambiati anche loro seguendo l’onda di ciò che stavano creando, condividendo tutto con pubblico e fan. Dando vita a una vera e propria famiglia, in cui – come da tradizione – non mancano i detrattori.

E ora che ne sarà dei due irriverenti rapper? «Lavoriamo ai nostri progetti solisti. – precisa Fedez – Io sono uno abbastanza preciso quindi sono già abbastanza avanti». «Io no – scherza J-Ax – sto scrivendo di giorno, ma la sera ci tengo a fare il papà. Ad ogni modo, faremo come fanno tutti. Nei momenti di crisi discografica, quando mancheranno i soldi, faremo una reunion».

Altri articoli su questo concerto

Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI