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Kasabian Roma 2017 foto 21 luglio

La potenza dei Kasabian? Meglio dal vivo che su disco

La grandezza di una band non si misura in numero di dischi o singoli in classifica, ma nella sua tenuta dal vivo; questo è un dogma, o meglio una discriminante per non essere troppo rigidi nelle proprie convinzioni, che di solito non fallisce mai. Anche in occasione della tappa al Postepay Sound Rock In Roma dei Kasabian è stato confermato: il talento live è triplicato rispetto ai dischi. Nella dimensione dal vivo la band di Leicester capitanata dal dynamic duo Serge Pizzorno e Tom Meighan, riesce a riscattare anche i brani potenzialmente meno energici.

La prima sorpresa arriva in apertura di concerto: un ensemble di sette elementi, Nic Cester And The Milano Elettrica. Cester è membro dei Jet e ha voluto con sé un gruppo tutto italiano, con l’apporto preziosissimo di Adriano Viterbini alla chitarra, e con ben due batterie. Il loro set è incredibile: un suono rock blues ruvido e grasso, fatto di muscoli e sudore. Gran bel progetto da seguire e apprezzare, il pubblico premia giustamente con applausi a scena aperta.

Alle 22.00 precise, sull’intro del Nessun Dorma di Puccini nella registrazione immortale di Luciano Pavarotti mentre un cuore pulsante scandisce il ritmo, con Ill Ray (The King) inizia ufficialmente il live dei Kasabian a Roma. Sin da subito salta alle orecchie un dettaglio: i volumi sono compressi, dall’area attorno al mixer si sente a malapena. Non va meglio nemmeno in zona sottopalco, la batteria non esplode e le chitarre di Serge Pizzorno non emergono affatto.

Per fortuna su Eeh-ez i volumi si sbloccano e la reazione è immediata: il pubblico comincia a ballare quasi ancor prima che inizi, complice l’intro irresistibile. È uno dei brani meglio riusciti dei Kasabian e la band ne approfitta per un omaggio ai Daft Punk, agganciando direttamente la cover di Around The World sulla coda del pezzo, accolta da un vero e proprio boato di approvazione. Non è da meno l’energica versione di Shoot The Runner, con quella polvere sollevata che fa capire come il pubblico si stia divertendo.

Lo show dei Kasabian è solido, efficace e divertente: i giochi di luce meritano una menzione speciale, sono davvero tra i più significativi visti a Capannelle. Nei potentissimi led proiettati in aria e sul pubblico si agita come un tarantolato Tom Meighan, in camice bianco e spillette sul petto tipo stellette da militare, vero trascinatore di folla.

La magia del coro del pubblico arriva su Days Are Forgotten, uno dei primi grandi singoli dei Kasabian accolto con le braccia al cielo, mentre su You’re in Love With a Psycho, il primo estratto dal nuovo album, alcuni fan si mettono a ballare la tarantella negli spazi ai lati del palco.

A far superare ogni dubbio sulla tenuta dei Kasabian dal vivo ci pensa una doppietta incredibile: Club Foot, conclusa da Serge che porta avanti il coro del pubblico sul ritornello, e una Re-wired che sembra non volersi più fermare. “Mi sento come a casa, grazie a tutti Roma” dice Pizzorno in italiano stentato, prima di concedersi una versione non proprio eccelsa ma divertente de La Fee Verte seguita da Treat, uno dei brani migliori del precedente lavoro 48:13, tirata all’inverosimile.

L’esempio perfetto della teoria “meglio dal vivo che su disco” viene da Bless This Acid House, che fa scatenare anche tutte le retrovie senza ritegno alcuno: è la dimostrazione della bravura dei Kasabian nel tradurre le loro canzoni live al pubblico, rendendole un’altra cosa rispetto alle produzioni in studio. Il concerto dei Kasabian a Roma è la riprova, per l’ennesima volta, che è dal vivo che si vedono veramente la capacità e il talento: anche i brani che negli album non hanno convinto (e in questo ultimo lavoro ce ne sono parecchi) si trasformano, mentre quelli che erano già potenti in studio esplodono come stelle perfette, come la strepitosa Stevie impreziosita da un coda onclusiva rallentata e dall’energia dei fiati.

Inutile dire che il finale spetta a LSF, uno dei brani più iconici dei Kasabian, allungata in una danza ipnotica che trascina il prato dell’Ippodromo in un inno senza fine. Nei bis c’è spazio anche per un breve momento acustico: Goodbye Kiss, ammorbidita dalla voce di Tom che finisce quasi per rompersi sul finale, dà il via all’encore potentissima con gli ultimi tre pezzi, che sentenziano ufficialmente la grandezza dei Kasabian dal vivo.

Kasabian Roma 2017, la scaletta del concerto

Intro: Nessun Dorma
Ill Ray (The King)
Underdog
Eez Eh/ Around The World (cover Daft Punk)
Shoot The Runner
Days Are Forgotten
You’re In Love With a Psycho
Man Of Simple Pleasures
Club Foot
Re-Wired
Lee Fee Vert
Treat
Bless This Acid House
Stevie
Put Your Life On It
L.S.F.

Goodbye Kiss (acoustic version)
Comeback Kid
Vlad The Impaler
Fire

Kasabian Roma 2017, le foto del concerto

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Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

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