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The Killers e Liam Gallagher inaugurano I-Days 2018

Anche quest’anno, con qualche giorno di ritardo rispetto al 2017, sono tornati gli I-Days. Dopo il grande successo della scorsa edizione, che ha visto tra i suoi protagonisti Green Day, Radiohead, Linkin Park e Justin Bieber, anche per il nuovo anno il cast non ha deluso le aspettative. Le star del DAY 1 di I-Days 2018 sono Richard Ashcroft, Liam Gallagher e The Killers. Non esattamente gli ultimi arrivati.

Una delle principali novità di questa edizione riguarda il cambio di location rispetto allo scorso anno: stavolta lo spettacolo va in scena al Parco EXPerience Milano di Rho Fiera anziché al Parco di Monza. I pendolari (me compreso) ringraziano.

Oggi il primo grande nome in cartellone è Richard Ashcroft, già frontman dei Verve e autore di canzoni entrate negli almanacchi del brit-pop contemporaneo. L’artista originario di Wigan si presenta sul palco alle diciotto in punto, davanti ad una platea non foltissima, forse a causa dell’orario e del caldo spropositato. Ashcroft entra in scena con occhiali scuri e una giacca glitterata poco adatta alla temperatura percepita. Dopo qualche minuto sarà lui stesso ad accorgersi dell’errore: la giacca lascia il posto a una t-shirt sul quale campeggia il logo della Ferrari.

Il concerto inizia con On Your Own, chitarra e voce. Come lui stesso dirà più avanti: ”Tornerò presto in città con la mia band, per il momento sono solo”. E difatti le sue dieci canzoni in scaletta sono suonate tutte in acustico, come se, invece che migliaia di persone sotto il sole, Richard avesse davanti una decina di ubriaconi in un pub qualsiasi di Londra. Le interpretazioni di Sonnet e Song For The Lovers confermano come Ashcroft incarni il perfetto cantautore inglese “chitarra e voce”: faccia da schiaffi, timbro rauco, quattro accordi (sempre quelli), interpretazione intensa e malinconica tipicamente british. Canzoni come Lucky Man e Bittersweet Symphony rappresentano l’ultimo sussulto del suo set, tutto sommato sufficiente.

Pausa di una mezz’oretta e il cambio della guardia vede avvicendarsi sul palco niente popò di meno che Mr. Liam Gallagher. Come per magia, basettoni e t-shirt degli Oasis si moltiplicano nel pit sotto al palco. Con un tipo come Liam non c’è tempo da perdere, si inizia subito col botto: Rock n Roll Star e Morning Glory mandano in estasi il pubblico, che nel frattempo sembra essere cresciuto a dismisura. Our Kid sembra essere in ottima forma e totalmente a suo agio, pur rimanendo tutto il concerto avvolto in un parka giallo non esattamente adatto per il mese di giugno, almeno in Italia.

Con la consueta posa con le mani unite dietro la schiena, Liam sputa fuori tutto il suo veleno sulle note di veri e propri inni generazionali che stringono il cuore di molti dei presenti, alcuni dei quali in lacrime. C’è spazio anche per alcune canzoni di As You Were, il suo ultimo disco pubblicato nell’ottobre dello scorso anno. Greedy Soul, Wall of Glass e For What it’s Worth, con quest’ultima sbagliata nell’attacco e fatta ripartire, animano la parte centrale del suo concerto.

L’indole stupendamente arrogante della rockstar di Manchester viene fuori ogni qual volta si rivolge al pubblico, così come il suo accento inglese incomprensibile per gran parte dei presenti. La scaletta è perfettamente bilanciata tra pezzi del repertorio Oasis e canzoni del suo progetto solista. “Preferite che faccia Live Forever o Wonderwall?” chiede ad un certo punto. Domanda retorica in effetti, il Parco EXPerience è ancora affamato e lui lo sa bene. C’è ancora tempo per un’ultima scarica di adrenalina. “Ok, le faccio entrambe”. Saranno queste le ultime due canzoni del live milanese di Liam Gallagher che, pur con qualche sbavatura tecnica, regala a tutti i presenti una parentesi di rock senza fronzoli. Il tramonto fa da sfondo a uno dei momenti più impressionanti della giornata, con più di diecimila persone con le braccia al cielo che intonano le stesse quattro parole: YOU’RE MY WONDERWALL.

Liam Gallagher I-Days 2018, la scaletta

Rock ‘n’ Roll Star (Oasis)
Morning Glory (Oasis)
Greedy Soul
Wall of Glass
Bold
For What It’s Worth
Bring It on Down
(Oasis)
Listen Up (Oasis)
D’You Know What I Mean? (Oasis)
I’ve All I Need
You Better Run
Whatever
(Oasis)
Supersonic (Oasis)
Some Might Say (Oasis)
Live Forever (Oasis)
Wonderwall (Oasis)

Headliner di questa prima giornata di I-Days sono i The Killers, in tour mondiale per promuovere il loro ultimo disco Wonderful, Wonderful. A distanza di ben cinque anni dalla loro ultima data italiana, Brandon Flowers e soci non hanno dimenticato come si fa. Anzi…

I ragazzi salgono sul palco tutti nello stesso momento e partono in quarta con The Man, a cui segue Somebody Told Me e Spaceman nel boato del pubblico. Sull’Expo Milano è calato il buio e può così sprigionarsi tutta la potenza dei led wall giganti che trasmettono alle file più distanti quello che sta succedendo sul palco. Brandon Flowers incarna esattamente ciò che dovrebbe essere un “frontman”: carisma, energia ed eleganza fanno si che la gente non distolga mai lo sguardo da lui, che intanto salta da una parte all’altra del palco come uno Spiderman qualunque. “Ciao Milano, benvenuti al nostro meraviglioso spettacolo” dice in italiano durante The Way It Was.

Sono passati solo una ventina di minuti dall’inizio del loro show e la camicia di Flowers è fradicia. La cosa non sembra distrarre particolarmente il cantante, che continua a dimenarsi sul palco. Durante Human tutti i presenti ballano scatenati, compresi alcuni padri di famiglia che inspiegabilmente decidono di perdere ogni dignità davanti agli occhi delle figlie incredule. Intensa e toccante la performance di A Dustland Fairytale, singolo del 2009 che dieci anni fa faceva da colonna sonora alle mie prime sigarette fumate di nascosto in macchina degli amici più grandi.

Altro momento topico della serata è il “tanti auguri” intonato dalla band, accompagnata da tutta la platea, e rivolto a Brandon, che proprio oggi compie 37 anni. L’encore regala gli ultimi botti della serata, con canzoni come When You Were Young e Mrs. Brightside. L’impressione è che, anche se il cemento bollente sotto ai piedi avesse incollato le scarpe dei presenti al pavimento, tutti avrebbero trovato ugualmente il modo di saltare e cantare a squarciagola. Questa prima giornata di I-Days 2018 si conclude con i ringraziamenti di BFlowers, che intanto ha cambiato outfit, scegliendo un completo completamente dorato e paiettato. A quanto pare il glitter quest’anno va di moda.

The Killers I-Days 2018, la scaletta

The Man
Somebody Told Me
Spaceman
The Way It Was
Shot at the Night
Run for Cover
Smile Like You Mean It
For Reasons Unknown
Human
Tyson vs. Douglas
A Dustland Fairytale
Runaways
Read My Mind
All These Things That I’ve Done
The Calling
When You Were Young
Mr. Brightside

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Foto di Francesco Prandoni

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