Onstage
the killers roma 2018 recensione scaletta concerto 20 giugno

I Killers inaugurano felicemente il Rock In Roma sotto la pioggia

Concerto bagnato concerto fortunato? Se i proverbi e le premesse sono questi, vista la pioggia che inesorabile ha iniziato a scendere costante e lenta sul pubblico del Rock in Roma nella serata del 20 giugno, durante il live di apertura affidato ai Killers, allora la manifestazione musicale romana ha avuto la benedizione dei cieli gonfi di nuvole che nel tardo pomeriggio hanno coperto l’ippodromo delle Capannelle. Chi si copre con gli ombrelli, chi con felpe di fortuna, chi semplicemente se ne frega e si bagna. Rock’n’roll, daje, verrebbe da dire. Per fortuna gli agenti atmosferici la smettono presto. E i Killers, dal canto loro, non si tirano indietro nel dimostrare che la lunga attesa cui hanno sottoposto i fan prima di pubblicare il nuovo album Wonderful, Wonderful (che avevamo recensito qui) debba essere ampiamente ripagata. La seconda data in Italia li porterà agli I-Days a Milano, in cartellone con Liam Gallagher e Richard Ashcroft, ma la presentazione di Roma è quella che serve a rompere il ghiaccio.

D’altronde, come ammette lo stesso Brandon Flowers in un mea culpa che in pochi artisti farebbero con tanta sincerità, mancavano da parecchio i Killers nel nostro paese. “Cinque anni” sussurra Flowers nel microfono durante il terzo pezzo Spaceman, accennando un sorriso di scuse. “E vi giuriamo che non ne passeranno altri cinque, grazie per averci aspettati” conclude con calore, travolto da urla e applausi. Sarà vero? I Killers hanno ritrovato l’equilibrio un po’ perduto? Difficile rispondere, anche se con quello che si è visto e sentito al concerto, magari manterranno la promessa.

Il concerto dei Killers a Capannelle è il primo di questa nuova edizione di un Rock In Roma equamente spartito tra rock e pop italiano della nuova era. Nonostante il meteo suddetto, di gente ce n’è ed è parecchio agguerrita nel sottopalco, mentre ai lati la libertà di movimento permette più relax. La band di Brandon Flowers arriva puntuale alle 21.50, anticipata dalle I’m Not a Blonde che riescono a scaldare un pubblico notoriamente difficilissimo. Ci si affida subito a The Man in una scenografia scarna, dove spiccano le gigantesche lampade che riproducono i simboli del sesso maschile e del sesso femminile. Giochi di genere ai quali i vecchissimi fan dei Killers (e chiunque abbia vissuto i primi anni Duemila della musica mainstream) è largamente avvezzo, e rivederli continua ad accendere quella fiammella di nostalgia pre-fine (ingloriosa) di MTV cui anche i cinque devono molto.

La band non si risparmia e sgancia già come secondo pezzo un infiamma-folla come Somebody Told Me, cui il pubblico di Capannelle risponde con un salto da sol uomo. La canzone è uno dei loro singoloni, c’è poco da fare e da resistere. Non è da meno Smile Like You Mean It e in linea generale si sente che la band ha voglia di esibirsi dal vivo, di suonare, di godersi la vicinanza dei fan. Il mattatore assoluto, manco a dirlo, è Brandon Flowers che da solo fa per tre. Gli anni sembrano essergli scivolati addosso come una pioggerellina (scusate) di glitter favolosi. Elegantissimo in completo nero con pantaloni aderenti oltre il sottovuoto e la giacca coi revers sbrilluccicanti, Brandon è in forma superlativa. Solo ogni tanto la voce lo tradisce, sarà che sul palco non sta fermo un attimo, salta, balla, corre qua e là, passa dalle tastiere al basso e nelle pause si mette anche a parlare in italiano, peraltro precisissimo, per caricare il pubblico. Flowers gioca con il palindromo Roma/Amor, nomina la parola Città Eterna, accarezza il campanilismo di chi ha di fronte, e continua imperterrito a sedurre la folla come lui sa fare.

In scaletta le canzoni classiche della band ci sono tutte. Immancabile e dal sapore dolcemente amaro è Human, quel brano che per molti è la summa delle capacità dei Killers e per altri è stato l’inizio della loro pericolosa discesa agli inferi. I problemi interni, la lunga pausa vissuta in silenzio, l’esordio solista di Brandon Flowers, un paio di dischi che hanno vagamente sfiorato la grandezza delle prime pubblicazioni, non sono riusciti a mettere da parte la gloria dei Killers. Che, imbenzinati dai fan, mettono sul palco loro stessi, senza filtri o remore, giocando con gli stilemi di uno show molto ben studiato. Non mancano sparate di coriandoli rosa (all’inizio) e festoni tricolori in omaggio all’Italia, così come un paterno “Drive carefully” che luccica tipo scritta dei diner texani sul maxischermo dietro il palco, illuminato ancora una volta da luci rosse, bianche e verdi. La grande chiusura con Mr. Brightside fa il resto: il concerto al Rock In Roma ci ha restituito i Killers con una gran voglia di suonare dal vivo. E meno male.

Scaletta Killers Roma 2018, tutte le canzoni

The Man
Somebody Told Me
Spaceman
The Way It Was
Shot at the Night
Run for Cover
Smile Like You Mean It
For Reasons Unknown
Human
Tyson vs. Douglas
A Dustland Fairytale
Runaways
Read My Mind
All These Things That I’ve Done

The Calling
Believe Me Natalie
When You Were Young
Mr. Brightside

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