Onstage
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Il pubblico italiano riaccoglie (dopo sette anni) i Kings Of Leon con grande entusiasmo

Concerto di livello quello che ha visto Kings Of Leon, Editors e Jimmy Eat World insieme sul palco di Milano Summer Festival. I fratelli Caleb, Ivan Nathan e Michael Jared Followill e loro cugino Matthew Followill mancavano dall’Italia da ben sette anni, era quindi grande l’attesa del pubblico italiano per la loro performance. Di seguito recensione della serata, la scaletta di Editors e Kings Of Leon, e le foto degli headliner.

Dopo circa sette anni di assenza dai palchi italiani, i Kings Of Leon fanno tappa per la loro unica data nel nostro paese a Milano, nel redivivo Ippodromo del Galoppo. L’epopea del gruppo, dopo la grande e repentina ascesa e la lunga pausa, è giunta ad una nuova sfida: affrontare il music business da adulti, da band affermata e non più da promettente famiglia, che dal sud degli States, cerca di conquistarsi un posto nel mondo del rock.

La fama del gruppo la si nota dalla massiccia presenza di pubblico proveniente da tutta Italia: moltissimi giovani o giovanissimi, qualche famigliola e tanta presenza femminile. La platea si scalda grazie anche al trascinante show apripista degli Editors, che come al solito sfoderano una prestazione super: la band inglese chiamata ad arricchire lo show con gli Jimmy Eat World, dal vivo esprime quella vivacità spontanea che spesso su disco tende ad essere appiattita dal suono vellutato e denso di elettronica.

Circa venti minuti dopo le 21, tocca ai KoL: il palco è gigante, il suono decente. Migliorerà nel corso dello show. Alle spalle della band, dietro l’acclamatissimo Caleb, sorge un sontuoso schermo che insieme ai giochi di luce, scandisce l’atmosfera dello show. Parte Over, una della più belle canzoni del nuovo album, seguita da The Bucket e Mary. Il pubblico canta e balla, mentre il buio scende su Milano e lo show prende forma e sostanza. Si vede subito che Caleb non ha moltissima voce e fatica più del previsto ad esprimere tutta la sua potenza e personalità. Su Supersoaker, più avanti chiederà scherzosamente al pubblico di aiutarlo a cantare, scusandosi per la non perfetta condizione vocale.

Poco male. La band suona molto bene e nel complesso lo spettacolo è assolutamente all’altezza. Il primo boato vero è per Use Somebody, uno dei loro grandi successi mentre bellissima è l’atmosfera creata su WALLS, il pezzo che da il titolo all’ultimo lavoro: Caleb prende la chitarra acustica, un faro punta il suo viso e alle sue spalle un megaschermo proietta il suo primo piano. Il pubblico si ferma, ascolta, guarda, canta, applaude.

La band e il suono crescono e le canzoni in scaletta sono scelte con gusto: fra le altre brillano On Call, Reverend e la bellissima Knocked Up con tutti i presenti a scandire il tempo. Uno dei momenti più belli arriva con Pyro, suonata con intensità e dolcezza. Nel mezzo del pezzo la band si ferma e lascia spazio alle voci dei presenti: “Watch Her Run, Can You Feel It?” canta il pubblico con potenza ed emozione.

Le condizioni di Caleb fanno tagliare forse un paio di pezzi in scaletta accorciando il concerto e lasciando un po’ di amaro in bocca. Il finale tuttavia è portentoso. Radioactive, Sex On Fire e Waste a Moment è la coinvolgente tripletta che chiude lo spettacolo. I Kings Of Leon sono una delle più belle realtà rock dei nostri tempi che, grazie ad un songwriting di rara bellezza, ha raggiunto un posto di riguardo nel panorama internazionale. La prova da adulti è superata, l’importante ora è mantenersi in vetta.

Editors Milano 2017, la scaletta

Cold
The Racing Rats
Munich
Hallelujah
An End Has a Start
Smokers Outside the Hospital Doors
Sugar
A Ton of Love
Magazine
Ocean of Night
Marching Orders
Papillon

Kings Of Leon Milano 2017, la scaletta

Over
The Bucket
Mary
Eyes on You
Manhattan
Fans
Use Somebody
WALLS
Find Me
On Call
Molly’s Chambers
Supersoaker
Reverend
Knocked Up
Pyro
Crawl
Notion
Radioactive
Sex on Fire
Waste a Moment

Kings Of Leon Milano 2017, le foto

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Claudio Morsenchio

Foto di Francesco Prandoni

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