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kraftwerk taranto 2018 recensione concerto 7 giugno

Rigore, struttura ed elettronica pura nello show dei Kraftwerk a Taranto

Scrivere la recensione di un concerto dei Kraftwerk è una sfida per chiunque. Ospiti della prima giornata del Medimex 2018 e headliner del 7 giugno, i quattro tedeschi hanno portato sul lungomare di Taranto il loro universo di sintetizzatori e visual che non hanno eguali. Un mondo estremamente personalizzato, quello dei Kraftwerk, e potentissimo. E difficile da descrivere. Non è il genere di concerto tipico con sudore, chitarre, adrenalina altissima cui normalmente si pensa quando si evoca un live show. Mancano anche gli elementi classici come singalong, cori, pubblico canterino.

Cos’è un concerto dei Kraftwerk, quindi? In sé è un concetto difficile da esprimere con giri di parole, o anche con una parola sola. Perché i termini di paragone non sono disponibili. Uno spettacolo dove il tempo si ferma e inizia a vorticare in un cortocircuito generale, sospendendosi tra gli anni 80 e un futuro ancora di là da venire. Partendo da questo presupposto rarissimo, si può quindi parlare della loro grandezza, del posto di rilievo nella ricerca musicale raffinatissima. L’aggettivo principale per descriverli è “unici”. Nessuno come loro, né prima né tantomeno dopo.

Quello che i Kraftwerk hanno dato alla musica è un unicum di potenze. Hanno inventato l’elettronica, in pratica la moderna elettronica così come la conosciamo deriva da loro. Hanno fatto germinare semi di ricerca e sperimentazione in molti discepoli, alimentando cloni (e mai termine potrebbe essere stato più preciso e beffeggiante, in un certo senso, data la loro estetica robotica di somiglianze) che sono andati ben oltre, orbitando attorno alla purezza adamantina della loro musica originaria. I Kraftwerk sono il punto zero dell’electro-pop migliore e della techno, la prima declinazione della dance più elegante. I Kraftwerk sono l’elettronica, punto.

In scaletta i classici ci sono tutti e non potrebbe essere altrimenti: pezzi unici come Autobahn, Computerworld, Tour De France sono pietre più che miliari, che trasformano il lungomare di Taranto in una pista da ballo sotto le stelle. L’affluenza è alta, per fortuna, e lo show è da godere con occhialini appositi per la struttura immersiva dei visual tridimensionali. Da lontano purtroppo la resa 3D è meno impattante rispetto al sottopalco, ma è un dettaglio che non inficia sulla qualità dello spettacolo. Che è comunque un incontro calibratissimo tra audio e video, raffinatissimo, costruito, pensato. Molto teutonico e strutturato, ovviamente, dove nulla è lasciato al caso. Ed è normale, automatico (e automatizzato, in un certo senso), non ti aspetteresti altro da loro.

Nonostante l’apparente freddezza robotica della confezione, vale la pena sottolineare l’assoluta unicità del concerto dei Kraftwerk. Che non è un live show nel senso stretto del termine ma un vero e proprio spettacolo dalla struttura calcolata al millimetro di secondo, e ha bisogno di essere goduto, assorbito, vissuto con la massima concentrazione. E non significa non lasciarsi andare a sani momenti di liberazione ballerina, perché vedere bambini di dieci anni che “dabbano” sui Kraftwerk sotto gli occhi soddisfatti del papà sono la massima espressione del divertimento spontaneo e senza filtro. E sfondano l’ultimo dubbio di “seriosità” rimasto, dando il sigillo di garanzia allo spettacolo del quartetto tedesco che a distanza di quasi cinquant’anni dalla sua fondazione -e a quaranta da Die Mensch Maschine– ancora ha molto da dare al pubblico curioso che li vuole scoprire.

Scaletta Kraftwerk Taranto 2018, tutte le canzoni

Ansage – Intro
Numbers
Computerworld
Homecomputer
Computerlove
The Manmachine
Spacelab
The Model
Autobahn
Radio-Activity
Tour De France
Tee
Die Roboter
Mini Calcolatore
Boing

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Arianna Galati

Foto di Cristina Checchetto

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