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Lady Gaga si (ri)prende il trono, è lei la regina del pop

Si è fatta attendere dai suoi fan italiani Lady Gaga, che arriva al Forum di Milano con il suo Joanne World Tour il 18 gennaio 2018 dopo aver annullato la data di settembre (e altre date europee) per motivi di salute. Il piccolo ‘cambio di programma’ non ha però intaccato l’affetto tutto nostrano nei confronti della cantautrice. Anzi, se possibile, lo ha intensificato, come si evince chiaramente mettendo piede nel Forum gremito, stipato e quasi saturo, su cui campeggia implacabile un enorme countdown, che segna i secondi che mancano all’inizio dello show.

Stefani Germanotta fa le cose per bene. Inizia puntuale, anche perché ha davanti a sé due ore e mezza di show, tra canzoni, cambi d’abito e tantissime parole, con cui traccia il fil rouge di questo spettacolo. Il Joanne World Tour segna, in effetti, la nascita di una nuova Gaga, meno interessata alle provocazioni ma non per questo incline alla sobrietà o alla semplicità. La scenografia e le luci, ad esempio, sono di quelle che si vedono raramente da queste parti, con passerelle ‘a scomparsa’, palchi inclinabili e effetti visual mai scomposti. La scaletta, divisa in sette atti (ognuno dei quali introdotto da un breve video), si concentra molto sull’ultimo lavoro – Joanne – senza tralasciare le hit e alcuni brani dei progetti precedenti.

Sarebbe riduttivo, tuttavia, raccontare il concerto di Lady Gaga in modo didascalico. Perché dopo aver assistito a un suo live definirla una semplice ‘popstar’ significa farle un grandissimo torto, e non perché ci sia qualcosa di sbagliato nella definizione, ma perché paragonarla a colleghe e colleghi che rientrano nella medesima categoria sarebbe fuorviante. Lady Gaga scrive, suona (durante il live ha abbracciato più volte la chitarra e ha regalato alla folla bellissimi momenti al pianoforte), canta, balla ed è indiscutibile che tutto sia fatto ai massimi livelli: la voce di Stefani non ha mai un cedimento, lei non appare mai stanca e mai paga. Ma c’è di più: a differenza di altri (e numerosi) artisti pop, con Lady Gaga non si ha mai l’impressione di assistere a un puro show patinato, a una bolla bella – insomma – ma vuota.

E’ la sua vita, alla fine, che Lady Gaga porta sul palco e il percorso della cantautrice è visibilissimo: dalle note spintissime di Just Dance (singolo di debutto, contenuto in The Fame) alla dolcezza di Million Reasons, tratto da Joanne e scelto per chiudere il live. E’ l’artista che si spoglia, perdendo orpelli e sovrastrutture: la provocatoria Lady Gaga si ritrova ora ad essere semplicemente Joanne e non ha paura di mostrare tutte le sue fragilità, come se si fosse chiuso un cerchio e Stefani avesse finalmente trovato un equilibrio artistico, che smette di nutrirsi del clamore da personaggio quasi fumettistico e fa delle debolezze, più che dell’oltraggio, la sua forza.

Lady Gaga, durante il live, parla molto: racconta di amicizie, famiglia, origini. Sente tantissimo questo live italiano, perché più di altri la riporta in contatto con le proprie radici, con la propria storia. E Stefani deve tenere molto al suo punto di partenza, considerando quanto è facile alla commozione di fronte all’affetto dei fan italiani, tanto da commentare con voce spezzata che solo qui – in quella che fu la terra della sua famiglia – Joanne rinasce. «Joanne, stay» recitano infatti fogli bianchi creati dai fan e innalzati proprio durante l’esecuzione di Joanne. E Gaga non trattiene l’emozione, trapelata costantemente nel corso dello show, fatto di piccole tante tappe.

L’artista, ad esempio, a un certo punto approfitta del palco per difendere l’uguaglianza, invitando i fan ad avere «compassione» nei confronti di chi non accetta le diversità. E ringrazia Donatella Versace, più volte, definendola l’unica vera amica «in questa industria». Non deve essere facile essere Joanne: la donna forse troppo spesso finisce per essere fagocitata dalla più irriverente Lady Gaga. Eppure, a Milano, nel tempio della musica indoor abbellito dalle luci dello show e dall’affetto dei fan, è sembrato tutto magicamente perfetto. La cantautrice e la provocatrice hanno trovato, forse, un compromesso, permettendo a Joanne di avere spazio e luce e di fare ordine: ora c’è l’artista prima del personaggio, ma soprattutto – prima dell’artista – c’è semplicemente la donna, Joanne, con tutte le sue mille e memorabili contraddizioni.

Lady Gaga Milano 2018, scaletta 18 gennaio

Act I
Countdown Intro / Diamond Heart
A-Yo
Poker Face
Perfect Illusion

Act II
Car Film (Video) / John Wayne
Scheiße
Alejandro

Act III
Rhino (Video) / Just Dance
LoveGame
Donatella
Telephone

Act IV
Transformation Film (Video)
Applause
Come to Mama
The Edge of Glory
(Acustica, al piano)
Born This Way

Act V
Trapped Film (Video)
Bloody Mary
Dancin’ In Circles
Paparazzi
Ambulance

Act VI
Angel Down
Joanne / Intermission

Act VII
Drippy Face Film (Video)
Bad Romance
The Cure
Million Reasons

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Grazia Cicciotti

Foto di Jason Merritt/Getty Images

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