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Lana Del Rey a Milano è sembrata molto stanca

C’era molta attesa per il ritorno di Lana Del Rey in Italia a cinque anni di distanza dalla sua ultima apparizione live nel Belpaese. La prima delle due date italiane del suo LA to the Moon Tour (si replica domani a Roma) si è svolta ieri sera in un Forum di Milano pieno quasi in ogni ordine di posto nonostante il maltempo, la presenza di un personaggio mica da ridere come Noel Gallagher al Fabrique e la Juventus impegnata a Madrid che, si sa, è capace in qualsiasi circostanza di tenere incollate milioni di persone davanti al televisore.

Sono le 21:15 quando Lana Del Rey fa il suo ingresso sul palco del Forum. Per l’occasione la diva newyorkese non indossa di certo il suo abito migliore, preferendo la comodità di quella che a tutti gli effetti assomiglia a una semplice tuta, ma sicuramente molto costosa. Accompagnata da una corposa band e da un paio di ballerine, Lana dà purtroppo l’impressione per tutta la durata del concerto di essere stanca. Imprecisa (non solo per colpa dei problemi tecnici) e assai svogliata all’inizio, leggermente più a fuoco verso la fine del set.

Durante l’ora e venti scarsa di live, davvero poco per un’artista che ha all’attivo quattro album e svariati singoli conosciuti in tutto il globo, Lana ha mostrato al pubblico tutti i suoi limiti. Dispiace dirlo, ma la voce celestiale, rassicurante e sensuale che siamo abituati ad ascoltare con le nostre cuffiette a casa, in metro, o in qualsiasi altro posto, live è risultata ieri soltanto una copia sbiadita.

La scaletta prende naturalmente spunto qua e là da tutti e quattro i dischi, ma i brani sono snaturati e calanti per venire incontro alle lacune di Lana. E così, complice la pessima acustica del Forum, veri e propri capolavori come Blue Jeans, Born To Die, National Anthem, Summertime Sadness e tanti altri ancora non riescono a reggere il confronto con la versione studio. Certo, il pubblico le ha cantate tutte dall’inizio alla fine come è giusto che sia, ma in maniera poco convinta, quasi a voler sottolineare un senso di spaesamento per le aspettative disattese.

Tale racconto, molto probabilmente, farà storcere il naso a qualcuno. E, visti i tanti riconoscimenti ottenuti in carriera da Lana, farà dire “ma con che coraggio parla di Lana Del Rey in questo modo?”. È lecito domandarselo dal momento in cui Lana è Lana, e io sono un signor nessuno. Però il concerto è andato così, non si scappa da questo. Credetemi, volevo parlarne bene. Sarebbe stato certamente più facile.

Lana Del Rey Milano 2018, la scaletta del concerto

13 Beaches
Cherry / Pretty When You Cry
White Mustang
Born to Die
Blue Jeans
Happy Birthday Mr. President
(Marilyn Monroe)
National Anthem
Salvatore / Lust for Life
Change / Black Beauty / Young and Beautiful
Ride
Video Games
Yayo
Ultraviolence
Summertime Sadness
Off to the Races

Lana Del Rey Milano 2018, le foto del concerto

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Stefano Mazzone

Foto di Francesco Prandoni

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