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Maneskin: «Siamo alla ricerca del nostro sound. E intanto ce la godiamo»

Dopo il talent show e diverse date in giro per la Penisola, in locali piccoli scelti per non strafare e tastare il terreno, i Måneskin arrivano finalmente a Milano, dove si esibiscono per la prima volta.

Il capoluogo lombardo, vero e proprio epicentro del mondo musicale nostrano, rappresenta per la band romana e giovanissima uno spartiacque. Non è un caso che proprio qui, prima del live in Santeria, ai Måneskin tocchi la prima conferenza stampa (come band e non come concorrenti di X Factor), per annunciare ai giornalisti un nuovo singolo e un nuovo tour.

Sono due passi importantissimi, perché l’effetto di beatificazione che segue solitamente la partecipazione a un programma televisivo dura sempre meno e anche per loro è giunto il momento di dimostrare di cosa sono veramente capaci e se il carisma ha effetto anche senza tubo catodico.

Per cui, il nuovo singolo – Morirò da Re – sarà in italiano. La nuova serie di date, in partenza in autunno, sarà invece in location un po’ più grandi (come il Fabrique di Milano e l’Atlantico di Roma): insomma, se i detrattori avevano bisogno di una piccola dimostrazione di audacia, i Måneskin li hanno accontentati facendo un piccolo salto in avanti. Come a dire che, da ora in poi, non si scherza più. O meglio, si scherza meno.

Morirò da Re è un pezzo a cui teniamo molto – spiega Damiano in conferenza – e di cui andiamo molto fieri. Il processo creativo è stato molto bello, perché questo brano è nato dalla spontaneità e dalla voglia di raccontarci“. “Chosen è nata da un giro di basso – aggiunge Thomas – mentre Morirò da Re è nata alla chitarra. Entrambe però sono nate in modo molto spontaneo”.

Sono alla ricerca di un suono nuovo e fresco i Måneskin, ci raccontano, e spiegano che il brano è stato scritto durante le pause del tour, ribadendo quanto conti per loro la dimensione live e il contatto con il pubblico. Nelle date autunnali – anticipano – cambieranno allestimento e scaletta, perché (finalmente!) verranno messe da parte le cover. La band – da calendario – quest’estate si chiuderà infatti in studio per comporre. “In ritiro” come dice Damiano, tra una tintarella e qualche live, se capita.

Sarà allora, probabilmente, che vedremo la vera caratura di questa band giovanissima. Assistendo al loro primo concerto milanese, è impossibile infatti non notare l’energia e la grinta del gruppo, capitanato dall’incontrollabile Damiano. Ma la scaletta con prevalenza di cover non li premia, né risalta l’effettivo talento dei singoli musicisti. Insomma, difficile dare un giudizio quando sul palco si ammira la trasposizione live di quanto visto a X Factor, pole dance inclusa. Il pubblico si diverte e obbedisce persino quando Damiano chiede di spegnere i telefonini durante la parentesi acustica. Che – detto da una band di giovanissimi che deve tantissimo ai social – fa un po’ strano. Ma i Måneskin – ne sono consapevoli – devono probabilmente ancora trovare la quadra, una loro forma che non sia plasmabile dall’eco delle esperienze passate (televisive in primis) e che soprattutto non faccia della sregolatezza la propria guida. La sfrontatezza è, difatti, uno dei marchi di fabbrica di questa band, ma non può e non deve essere la protagonista di un live. Sarebbe bello, anzi, che corresse libera ma all’interno di una cornice artistica precisa, che i Måneskin – va detto – le stanno piano piano costruendo intorno. La voglia di fare – questo è certo – non manca, né il talento per farcela.

«Non stiamo cercando di andare verso una direzione, stiamo cercando di creare la nostra direzione. – dichiara infatti Damiano – Cerchiamo un sound che si possa spiegare col nome della nostra band. Vogliamo creare il sound Måneskin». È una meta chiara e nitida, l’unica possibile: i Måneskin lo sanno, ma non rinunciano a provocazioni e sregolatezza per rendere ogni sfida un po’ più dinamica. Per dirla con le parole del loro frontman, poche «domande su quanto sta succedendo. Prendo e porto a casa. Me la godo».

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Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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