Onstage

Marra/Guè tirano il freno a mano nella prima data del loro tour estivo

Di successo ne hanno raccolto un bel po’ con Santeria, il disco insieme che ha conquistato fan e critica: Marracash e Guè Pequeno non si sono fatti intimidire dal caldo record della Capitale e hanno portato al Postepay Sound Rock In Roma la prima data estiva del Santeria Tour. Le loro strade si divideranno a breve: Guè ha da poco pubblicato il nuovo album solista mentre Marra sta lavorando al suo, ma c’è ancora tempo per portare avanti il progetto comune nell’estate 2017.

Nell’economia della scena rap italiana ricca di nomi di livello, Marra e Guè sono il collante tra la parte più purista e il successo commerciale: si sono costruiti una credibilità grazie a solidi brani solisti, la loro unione non poteva che essere felice e ben amalgamata. Però questo concerto ha dato l’impressione di partire già sgonfio di spinta in fase di carburazione: Marra/Guè non hanno sganciato il freno a mano e il loro show è riuscito solo in parte.

“Non c’è niente di meglio di tanto successo per dimenticare il prezzo che hai pagato per averlo” dice Marra. “Si vede solo il luccichio ottenuto, non i sacrifici fatti per arrivare qui” ribatte Guè nella lunga intro che precede il concerto. Il pubblico è compatto e concentrato, galvanizzato davvero per l’apparizione dei due sul palco: nessun musicista alle loro spalle, le basi sono sparate a volumi esagerati. Già questo è motivo di stupore: vale la pena ammirare Marra e Guè che si affidano solo alle loro barre e alle lunghe falcate qua e là on stage, ma qualcuno tra il pubblico ben vicino a noi deve aver fatto il rapporto con il prezzo del biglietto e dà corpo al pensiero che ha attraversato la testa di tutti: “Almeno un dj se lo potevano portare”.

Sarà questo il limite che non farà decollare del tutto la loro esibizione. Marra e Guè si affidano solo a loro stessi: ogni tanto si lanciano qualche sguardo, ma si muovono separati. Sui maxischermi vengono trasmessi tutti i video dei singoli estratti da Santeria. Il pubblico, da parte sua, sostiene apertamente i due rapper: l’urlo che parte su Salvador Dalì, dominata dall’autotune sulle rime rapidissime di Marracash, è possente non poco, le risposte ai “su le mani” sono continue e velocissime. Poco importa che non sia il pubblico da grandi occasioni, il loro calore è sufficiente. “Che bomba essere qui.. quanti di voi sono venuti all’altra data di Santeria all’Atlantico?” chiede Marra, contandone una buona metà. “Agli altri allora benvenuti” ribatte Guè accogliente, e già che c’è ringrazia anche per la numero uno del suo Gentleman in classifica.

Tutti i pezzi terminano con colpi di pistole che suggellano la chiusura del brano. L’aria non è di smobilitazione, bensì di un arrivederci tra loro due che di certo non smetteranno di collaborare l’uno con l’altro: manca però qualcosa di spontaneo, imprevedibile, anche sbagliato, che fa di un concerto dal vivo un’esperienza diversa dall’ascolto su disco. Lo show di Marra/Guè è calcolato al millimetro, accompagnato dalle luci, dai video e da un cambio d’abito per i due. Ringraziano in continuazione per il successo ottenuto dal disco e dai singoli, il pubblico li applaude, però sembra di assistere quasi ad uno show televisivo con le basi così come sono state incise.

L’effetto che si ottiene è quello di perdere completamente la libertà espressiva del live, ingabbiato in una struttura che non è la sua. Anche il pubblico, per quanto partecipe nel cantare a squarciagola i ritornelli più celebri come quello di Senicar, non riesce a sfondare del tutto la barriera. Marra e Guè sono intrattenitori di livello, come quando si lanciano nelle battute e nelle ironie sulle loro “cantanti italiane preferite” e quando commentano i vaffa del pubblico nei confronti di Fedez, col quale hanno un conto aperto: “Questa è gente che farà la rivoluzione un giorno” ridono, per poi dare fondo a Purdi che parla di personaggi che amano attirare l’attenzione in ogni modo.

Il loro è uno show autocelebrativo e d’altronde se lo sono meritato, perché, piacciano o meno, hanno trovato il modo di esprimere le loro visioni di vita, semplici come le segrete pretese che potremmo avere tutti: soldi, successo, donne. Sono amici da anni, si conoscono bene, sanno darsi il passo l’uno con l’altro. Il picco è in Casa mia, ponte tra il classico “ti ricordi da dove siamo partiti” e il “a casa mia torno da re”, e in Quasi amici, storia di amicizie finite che termina con loro due che si sparano simbolicamente addosso.

Spiace ammettere che molta della forza in studio dei brani proposti dai due rapper si sia persa dal vivo: la scelta di utilizzare le basi su cui rappare ha tolto completamente il fascino del vero live, penalizzando di fatto proprio Marra e Guè. Sembrava un po’ un vecchio Festivalbar, dove si cantava parzialmente sopra le basi alternandosi al playback. In virtù del successo ottenuto, portare almeno un paio di dj e dare un arrangiamento diverso alle canzoni sarebbe stato il minimo; ma tanto il pubblico, a parte qualche dissidente temporaneo, ha apprezzato comunque.

Scaletta Marra/Guè Postepay Sound Rock In Roma 2017, tutte le canzoni

Intro
Money
Senza Dio
Salvador Dalì
Cashmere
Relaxxx
Maledetto Me
Senicar
Cantante italiana
Insta Lova
Purdi
Casa mia
Scooteroni
Tony
Quasi amici
Mix dj set
Film senza volume
Brivido
Nulla accade
Ninja
Erba e WI fi

Marra/Guè Rock In Roma 2017, le foto del concerto

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Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

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