Onstage
Negramaro Roma 2018 foto concerto 30 giugno

Il racconto del concerto dei Negramaro a Roma

Dopo Lignano data zero e San Siro a Milano, i Negramaro sono sbarcati nell’ultima sera di giugno all’Olimpico di Roma, vale a dire uno degli luoghi simbolo per eccellenza, con uno show che aveva mostrato il suo valore grezzo nelle prime due date del tour 2018 negli stadi, ma che nello spettacolo della prima serata d’estate romana ha acquistato ancora più sfumature. Complici un pubblico decisamente caldo e un’atmosfera che solo lo Stadio Olimpico riesce a regalare a chi si misura con i suoi grandi spazi, i Negramaro hanno sottolineato i punti focali del loro show con una scaletta quadratissima, costruita in modo da non lasciare fuori né i classici né le canzoni dell’ultimo album Amore che torni, pubblicato lo scorso novembre.

In effetti si sono fatti aspettare parecchio i cinque salentini. Hanno lasciato scorrere mesi e mesi di attesa, dedicandosi solo a qualche comparsata mirata, tra Sanremo, concorsi e video con i The Jackal. Hanno cercato di far sedimentare il nuovo album nei fan, provando a fare qualcosa di diverso rispetto alla combo tradizionale “disco + tour promozionale” subito, magari riempiendo a iosa i palazzetti di tutta Italia. In un certo senso la loro è stata una scelta coraggiosa: concentrarsi su un tour più ambizioso e impegnativo, selezionando date anche in stadi solitamente poco considerati nel circuito musicale, e cercare di regalare nuove emozioni con un concerto diverso. Gliene va dato merito, al netto di problemi tecnici e pareri dei singoli fan, sempre molto personali.

La band sale alle 21.12, tempo di lasciare sfumare la luce del giorno, introdotta da un lunghissimo video che viene mandato sui 10 maxischermi (+1 in fondo e due giganti laterali) della spettacolare scenografia geometrica di fari e led brillanti. Il palco è decisamente imponente, da grande concerto quale deve essere. Sui cubi maxischermo salgono i musicisti, e quando i due al centro si aprono a rivelare Giuliano Sangiorgi esplode il boato. La scaletta apre con Fino all’imbrunire, i suoni sono purtroppo un po’ impastati ma vengono immediatamente travolti dal coro dell’Olimpico. I tecnici sistemano in corsa, qualche aggiustatura extra verrà fatta nel corso della serata a seconda dei brani. L’acustica dello stadio è sempre abbastanza impietosa: non va dimenticato che non è un luogo destinato ai concerti, che meriterebbero infrastrutture dedicate e curate nei minimi dettagli. Con questa tara da tenere conto, vale la pena comunque sottolineare lo sforzo di miglioramento dei suoni operato dalla crew dei Negramaro e già sul secondo ritornello la voce di Sangiorgi emerge in tutta la sua unica particolarità. La batteria ha il suo ruolo di primissimo piano, assieme alle chitarre che suggellano il pop-rock all’italiana dei Negramaro. Del quale, nel corso degli anni, sono diventati alfieri in uno scacchiere già parecchio affollato, tenendo il loro posto ben stretto.

A festeggiare la promessa mantenuta di uno spettacolo di respiro internazionale, il pubblico calorosissimo dello stadio canta senza fermarsi mai: sugli spalti e le tribune è un unico gioiosissimo urlo al cielo. Roma è una città potente nel sostegno dei propri beniamini all’Olimpico e ancora una volta non si smentisce. “Qui qualche anno fa è stata la nostra prima volta” racconta commosso Giuliano Sangiorgi indicando lo stadio. È la magia di una bellezza unica. Dopo una Estate con variazioni inattese nella melodia, il cantante si lascia andare ad un emozionato “Roma, ti amo” toccandosi il cuore. “Io vivo in questa città da qualche anno e sono felice che il mio futuro nascerà qui” aggiunge poi dopo Amore che torni, accolto da un applauso di felicità dei fan: la notizia di Giuliano Sangiorgi papà è di qualche giorno fa, ma l’emozione dell’annuncio del frontman dei Negramaro ancora non è stata smaltita. E per primo fa autoironia: “Le avevo detto di stare…attenta…” ride, attaccando proprio Attenta. Sangiorgi è un frontman fatto e finito: si avventura con passi gioiosi sulla passerella come su un campo da gioco, si diverte con i testi delle canzoni per presentare i vari brani in scaletta, quasi a spiegare il filo logico di ragionamenti e poesie sparse sulla costruzione dell’elenco delle canzoni. Ogni citazione anticipata della canzone successiva è un applauso.

La band appare centrata, fa il suo con sicurezza anche in un live così impegnativo. Lo show beneficia di questa sincerità, equilibrata alla voglia di soddisfare le aspettative dei fan. Lo scambio con il pubblico è totale: ad ogni richiesta i fan rispondono con energia, rendendo il concerto davvero uno spettacolo per occhi e orecchie. Per uno come me è introdotta da un recitato di Giuliano Sangiorgi che cambia il testo e parla a favore dei migranti, con l’applauso si fa ancora più scrosciante mentre il chitarrista Emanuele Spedicato e il fisarmonicista Andrea Pupillo si avventurano su altre due passerelle speculari, che fendono il pubblico. Le mani al cielo su Parlami d’amore, i cori continui, le interazioni con il leader trasformano l’Olimpico in una festa gigante, sentita e vissuta in modo compatto. Nei momenti topici delle classiche ballad dei Negramaro, come Basta così, Solo per te resa soltanto piano e voce di Sangiorgi issato su un cubo di plexiglas con luci rosse all’interno, e Solo3min (una tripletta strategica, verrebbe da pensare), lo stadio si accende delle luci di migliaia di cellulari e di un coro che fa venire i brividi veri. Gli applausi per il cantante sono infiniti, lunghissimi, a scena aperta, e un coro di “Giu-lia-no, Giu-lia-no” rende finalmente giustizia allo stadio. Ma il vero spettacolo lo regalano sui brani più energici, come nel gran finale animato da tre canzoni chiave come la cover di Meraviglioso di Domenico Modugno e in rapida sequenza sugli applausi infiniti dei fan Mentre tutto scorre e Nuvole e lenzuola. Alla terza data del loro tour negli stadi, i Negramaro hanno dimostrato di aver meditato su uno spettacolo ragionato, misurato sulle loro capacità e totalmente in equilibrio tra i desideri dei fan e la necessità di alzare l’asticella dopo così tanti anni di carriera.

Scaletta Negramaro Roma 2018, tutte le canzoni

Fino all’imbrunire
Ti è mai successo
La prima volta
Estate
Sei tu la mia città
Il posto dei santi
Mi basta
Amore che torni
Attenta
Parlami d’amore
Per uno come me
L’amore qui non passa
Basta così
Solo per te

Solo 3 minuti / Sei
Lo sai da qui
Tutto qui accade
L’immenso
Via le mani dagli occhi
Ci sto pensando da un po’
Meraviglioso
(cover Domenico Modugno)
Mentre tutto scorre
Nuvole e lenzuola

Altri articoli su questo concerto

Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI