Onstage
NEGRAMARO-MILANO-2018

I Negramaro sono tornati a San Siro con uno spettacolo nuovo e diverso

L’aggettivo con cui descrivere a caldo il nuovo show dei Negramaro, che ha debuttato il 27 giugno allo Stadio San Siro di Milano, è “inaspettato”. Inaspettato per le sorprese che i salentini hanno pensato per renderlo un ricordo ancora più indelebile nella mente dei fan anche visivamente, facendo ricorso a effetti scenici e giochi di luce impensabili l’ultima volta in cui hanno calcato il palco di San Siro, nel 2013, e tantomeno nel 2008, quando hanno suonato qui per la prima volta, esattamente dieci anni fa.

Il palco su cui si muovono è dotato di una larga passerella che si proietta tra il pubblico e la band è posizionata on stage su enormi cubi sapientemente illuminati all’occorrenza, che si spostano da una parte all’altra grazie ad un avveniristico sistema wireless che rende i loro spostamenti una magia agli occhi degli spettatori. Sopra e dietro di loro, megaschermi che proiettano immagini e visual di ultima generazione, che con il loro impatto visivo sottolineano il dinamismo dello show – di particolare effetto le onde che hanno virtualmente invaso il palco su L’amore qui non passa.

Inaspettato, dicevo, anche per gli arrangiamenti con cui hanno scelto di proporre i pezzi, soprattutto quelli più storici del loro repertorio. A qualche ora dal live, durante la conferenza stampa di presentazione, è stato lo stesso Giuliano a mettere in luce questo aspetto di novità: “Ascolterete per esempio una nuova versione di Estate: abbiamo rivestito i nostri classici di un abito nuovo, per renderli più freschi. Quando abbiamo approcciato la cosa li abbiamo voluti pensare come delle bellissime statue, che puoi ripulire e lucidare, ma la loro grandezza resta immutata”. Proprio il pezzo citato fa parte del treno di apertura, ma lo show ha faticato un po’ a partire, inficiato da problemi tecnici che inizialmente hanno riguardato solo i suoni e i volumi, ma che ad un certo punto hanno fatto sparire la voce del frontman. Anche in un momento così delicato, però, a dar man forte alla band e allo show ci hanno pensato i 50.000 che hanno riempito spalti e parterre.

Aspettavano questo momento dal 2016, anno del La rivoluzione sta arrivando Tour nei palazzetti, e durante le due ore abbondanti di live hanno supportato la band con il calore e l’affetto delle grandi occasioni, cantando imperterriti le canzoni più amate, incuranti dei nuovi arrangiamenti, come sulle note di Parlami d’amore, su Basta così e Solo 3min eseguite in acustico o L’immenso. Uno degli aspetti più spiazzanti, per tornare da dove siamo partiti, è proprio la nuova veste in cui abbiamo ascoltato i successi che costellano la loro carriera: forse ne ha smorzato un po’ troppo il potente tiro originale, svecchiandoli ma anche cogliendo di sorpresa i fan (come sempre in questi casi del resto, è il rischio che si corre).

Loro comunque non si sono fatti intimorire e infatti Giuliano ha ceduto il passo volentieri alle loro voci, che rimbombavano come un grande boato all’unisono all’interno di San Siro. Uno spazio che i fan si sono presi, ma che ha saputo farsi composto sulle note di Senza fiato, la canzone che Sangiorgi ha inciso nel 2007 insieme a Dolores O’Riordan e con la quale i salentini hanno voluto ricordare la cantante dei Cranberries prematuramente scomparsa lo scorso anno. È stato il momento sicuramente più toccante, con il frontman a cantare sospeso a 15 metri di altezza – “il volo è il nostro mondo di rendere eterna una grande donna e grande amica” – la dedica (“we miss you”) e, soprattutto, il duetto virtuale con la sua voce. “La prima volta in cui l’abbiamo provata in studio per questo tour ci sono venuti i brividi e ci siamo resi conto davvero di quanto si fosse fatta piccola per lasciare spazio a noi. Abbiamo pensato molto a come realizzare questo omaggio, ma alla fine abbiamo deciso di proiettare semplicemente una nostra foto insieme sul finire del pezzo, in segno di grande rispetto” ha raccontato Giuliano ai giornalisti.

Il tasso di emozioni con Senza fiato ha toccato livelli vertiginosi, ma ha trovato subito il suo detonatore nelle canzoni con cui i Negramaro hanno condotto il pubblico verso la fine del concerto: dopo sono arrivate Meraviglioso, cover ormai storica dell’altrettanto storico brano di Domenico Modugno, Mentre tutto scorre (“la canzone nata su un tram proprio per le vie di Milano”) e la tradizionale Nuvole e lenzuola in chiusura, sulle quali il tripudio è esploso incontenibile.

Negramaro a San Siro, la scaletta

Fino all’imbrunire
Ti è mai successo
La prima volta
Estate
Sei tu la mia città
Il posto dei santi
Mi basta
Amore che torni
Attenta
Parlami d’amore
Per uno come me
L’amore qui non passa
Solo per te
Solo 3min
Sei
Lo sai da qui
Tutto qui accade
L’immenso
Via le mani dagli occhi
Ci sto pensando da un po’
Senza fiato
Meraviglioso (cover Domenico Modugno)
Mentre tutto scorre
Nuvole e lenzuola

Negramaro a San Siro, le foto

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Francesca Vuotto

Foto di Elena Di Vincenzo

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