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Il racconto del concerto di Nek, Max e Renga a Bologna

Parte ufficialmente da Bologna il tour 2018 di Nek, Max Pezzali e Francesco Renga. Dopo la data zero di pochi giorni fa, il trio ha debuttato alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno, proponendo una lunghissima setlist e molti dei successi delle carriere dei tre artisti.

Emozionati, divertiti, felici. Così si presentano alla stampa Nek, Francesco Renga e Max Pezzali nel backstage dopo il concerto bolognese all’Unipol Arena: uno show di oltre due ore e mezza che, da scaletta, conta ben 37 brani!

Ad unirli, di fatto, non è certo una comunanza artistica, perché – per carattere e personalità – ognuno di loro vanta uno stile quasi non replicabile. Renga, Nek e Pezzali sono uniti però da una generazione: loro, sul palco, ricordano gli anni ’90 e la mente corre spesso a quella decade quando, nel corso del live, partono le note di Laura non c’è (1997), Sei un mito (1993) o Raccontami, uscita in realtà nel 2001 e che segna il debutto da solista di Francesco. Siamo lì: erano comunque gli anni senza la tecnologia così dirompente, quelli delle radio, delle musicassette e poi dei cd, quelli in cui l’unico grande «social era la musica», come sottolineano i tre a più riprese tra una canzone e l’altra. Non è, tuttavia, un’operazione nostalgia e lo si evince subito dal pubblico presente, «millennials e diversamente millennials» scherzano un po’ sorpresi i tre artisti, definendosi la «prima boyband per adulti».

«Ho visto ragazzini, qualche bambino – commenta Nek durante l’incontro stampa post concerto – i vecchi come Francesco e quelli un po’ giovani come me (ride, ndr). Un pubblico eterogeneo».
«Quello che ho notato è che tutti cantavano a memoria le canzoni di tutti e tre – aggiunge Max – e ho pensato che allora non eravamo proprio stupidi a pensare che i tre pubblici fossero contigui. Vedi che non siamo pazzi?».

E, in effetti, è impossibile non cantare nel corso di questo live, perché le canzoni sono celeberrime, a testimonianza del fatto «qualcosina lo abbiamo fatto in questi anni» scherza Max. Il nodo centrale di questo tour era, difatti, proprio la capacità di centrare il trait d’union tra i tre cantautori, che si alternano sul palco, cantando talvolta insieme, talvolta in duetto e – per i pezzi più iconici – concedendosi il lusso di cantare da soli.

«Questo tour è un incredibile esercizio per l’ego» precisa a riguardo Nek, che subito gli altri due definiscono il più “narcisista”. «Senza dubbio – conferma Filippo – senza di voi sarei andato avanti da solo. Quando rientravano pensavo “No, cazzo, sono tornati sul palco” (ride, ndr). Scherzi a parte, la condivisione è un ottimo esercizio». Max e Renga confermano, anche perché non è stato subito facile cimentarsi con le canzoni dei colleghi: «Ci vuole umiltà – chiarisce Francesco – e consapevolezza, perché stai mettendo i piedi in un territorio che non è il tuo, davanti a un pubblico che ti giudicherà e non è detto che lo faccia con benevolenza». «Io non ho l’animo da rockstar né da frontman – conclude Max – quindi è stata una figata condividere il palco».

L’inizio, però, non è stato semplice: per dar vita a quella che loro definiscono una «commistione», ognuno dei tre cantautori ha dovuto scegliere i singoli più rappresentativi del proprio repertorio, quelli «imprescindibili», valutati in base «all’apprezzamento del pubblico». Durante le prove, un po’ a braccio, i tre hanno trovato la formula – «abbiamo capito che non tutto doveva essere cantato da tutti e tre» spiega Nek — e si son divisi parti e ruoli. Gli arrangiamenti, invece, sono merito della super band di nove elementi (Fulvio Arnoldi, Stefano Brandoni, Davide Ferrario, Luciano Galloni, Ernesto Grezzi, Chicco Gussoni, Enzo Messina, Lorenzo Poli e Dj Zak), che nel corso del live si è spesa veramente tantissimo, con una breve pausa nel corso del medley acustico, in cui – per un po’ – ad abbracciare la chitarra è stato Nek.

Il vero segreto di questo tour – che pare abbia già in cantiere un disco e un programma televisivo – è tuttavia il cameratismo e la solidarietà tra i tre cantanti: «Ci conoscevamo già – racconta Nek – ma questo legame sta crescendo. Io e Francesco ci siamo conosciuti in questo periodo, invece con Max siamo amici dal 1991 perché abbiamo iniziato insieme». «Senza la nostra sinergia – conclude Renga – sarebbe stato impossibile imbarcarsi in una tournée come questa».

Nek Max Renga Bologna 2018, la scaletta del concerto

Duri da Battere
Cambio direzione
Se io non avessi te
Gli anni
Meravigliosa
Unici
Nessun rimpianto
A un isolato da te
Sei Fantastica
Sei solo tu
Sei grande
Il mio giorno più bello nel mondo
Se telefonando
Guardami amore
Hanno ucciso l’uomo ragno
Era una vita che ti stavo aspettando

Medley acustico:
Raccontami
Dimmi cos’è
Una canzone d’amore
Ci sarai
ci sei tu
Eccoti

Angelo
La tua bellezza
L’universo tranne noi
Sei un mito
La regola dell’amico/Disco inferno
Almeno stavolta
Se una regola c’è
Lascia che io sia
Sempre noi

Laura non c’è
Vivendo adesso
Come mai
Fatti avanti amore
Nuova luce
Nord sud ovest est / Tieni il tempo

Nek Max Renga Bologna 2018, le foto del concerto

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Grazia Cicciotti

Foto di Mathias Marchioni

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