Onstage
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Con gli amici di sempre, Niccolò Fabi è il padrone della sua festa romana

Mani giunte al petto, una standing ovation di almeno cinque minuti con tutti gli amici, gli ospiti e i musicisti sul palco. Per raccontare il concerto di Niccolò Fabi al Roma, ultimo appuntamento del cantautore romano per i vent’anni di carriera prima un meritato periodo di pausa, si deve partire dalla fine e unirla all’ingresso silenzioso nell’ovazione del pubblico.

Nel Palalottomatica da ricca occasione i tre anelli sono pieni, nel parterre ci si muove un po’ più liberamente ma l’atmosfera è serena, senza quella tensione a volte elettrica che caratterizza spesso i live: sembra davvero un incontro tra amici. E da Niccolò Fabi non ci saremmo aspettati diversamente per questo concerto non ordinario, come lo definisce lui stesso, punto di arrivo e partenza in una carriera sempre discretamente defilata. “Grazie di essere qui” saluta Fabi dentro le luci splendide che rendono ancora più definita la magia. Tutto quello che ruota attorno a Fabi ha raggiunto una piccola aura mistica ma lui non dimentica la sua ironia gentile. “Mi auguro che le fanciulle non si siano messe molto mascara, o che si siano attrezzate con fazzolettini. Vado subito a mettervi a dura prova. Questa sera va così, facciamo finta che io stasera sono un re” sorride Niccolò attaccando proprio Facciamo finta in punta di chitarra, in una versione tanto dolce e soffusa da meritare due applausi a scena aperta.

Il principio che lega la scaletta di questa serata “definitiva” di Niccolò Fabi è riavvolgere il nastro dipanato in oltre vent’anni di scrittura. Scorrono le immagini di lui giovanissimo in studio, a Sanremo, in giro per il mondo, in quell’Africa che gli ha dato la forza di ricominciare da zero. La sua vita professionale e personale è tutta sul palco. Ostinatamente, racconta Niccolò, è stata scritta nel 1993, ben prima che lui diventasse famoso.

Fabi si gode l’abbraccio di suoi fan che sembrano il suo specchio: si esaltano sui pezzi più carichi, seguono quasi in silenzio quelli più dolci, con un paio di momenti di intensità vera che ammutoliscono tutti. Niccolò Fabi ha strutturato la sua personale somma di piccole cose e per suonarla si è circondato di tante persone.

Come giustamente ci si aspetta da un concerto così celebrativo gli aneddoti di carriera e gli ospiti non mancano: Aidan Zammitt, Danilo Pao, Massimo Cusato, Lorenzo Feliciati e Agostino Marangolo, primo batterista di Pino Daniele, entrano per suonare È non è e Il negozio di antiquariato, due brani che segnarono l’evoluzione di Fabi verso un pop raffinatissimo, poi tornano verso la fine per una versione bellissima di Costruire.

Tra gli invitati dal padrone della festa ci sono anche Pier Cortese, Roberto Angelini, Gabriele Lazzarotti, Andrea De Cesare, Fabio Rondanini e Daniele Rossi che salgono a metà concerto per un tris di pezzi, e lo Gnu Quartet per impreziosire una parte di set. Purtroppo l’acustica del Palalottomatica nel parterre è quella che è, l’eleganza degli archi si perde un po’. I continui cambi di musicisti sul palco sono fluidi, perfetti al secondo.

Le canzoni sono il filo conduttore di Niccolò Fabi che non risparmia nulla, nemmeno la promessa devastante di Ecco, quella reazione all’incredibile dolore che lo ha colpito l’estate del 2010, lui la definisce “una canzone difficile da scrivere” e subito dopo riequilibra con il balsamo de Le chiavi di casa.

L’altissimo tasso emotivo sembra crescere ancora e culminare in Una mano sugli occhi, tanto che lo stesso Fabi, dopo le luci effetto mare, deve fermarsi un momento per ringraziare la resident band che lo accompagna, imbevendosi dell’amore del suo pubblico. Torna a parlare della sua pausa dalla musica che aveva fatto tanto scalpore, sente di doverlo al suo pubblico. “È normale, senza cose apocalittiche” risponde Niccolò al grido di delusione. Di fronte alla sua commossa fermezza, i fan non possono che ringraziarlo.

“Questa serata mi darà tanto da pensare” conclude dando il via al gran finalone con gli ultimi ospiti: Fiorella Mannoia arriva su Offeso a sorpresa scatenando il pubblico, e anche se penalizzata da problemi al microfono all’inizio, la performance di Niccolò con Fiorella cresce poi con la canzone, ritrovando l’amalgama necessario. “Pensa che io la canto ancora nei concerti” si lascia scappare la Mannoia ringraziando l’amico per l’ospitata.

Ma la festa di saluto, per quanto temporaneo, non potrebbe essere al completo senza quelli che sono i compari di una vita. C’è Daniele Sinigallia per una carichissima Lasciarsi un giorno a Roma che viene impreziosita da una splendida coreografia del pubblico: migliaia di cartelli con scritto Grazie, coloratissimi e sollevati al cielo, trasformano il Palalottomatica in una fiaba. Niccolò Fabi resta senza parole: “Voi siete pazzi” dice soltanto.

Se il crescendo era stato abbastanza graduale nel suo racconto a tappe della carriera, Fabi chiama a sostegno gli immancabili Max Gazzè e Daniele Silvestri per concludere insieme un viaggio nel quale le loro strade si sono spesso e giustamente incrociate. Sono tre amici prima che tre bravissimi musicisti e l’esperienza de Il padrone della festa, invece di appagarli, ha dato il via definitivo alle continue ospitate uno nei concerti dell’altro. Sono tre amici che si sostengono a vicenda attraverso la musica e in questa serata così emotivamente complessa, ricchissima di speranze e al tempo stesso sorta di commiato temporaneo, si avverte ancora di più con Alzo le mani, L’amore non esiste e Vento d’estate.

Niccolò Fabi saluta il suo primo ventennale di carriera circondato dai suoi musicisti e amici più cari, in una meritatissima standing ovation di quasi cinque minuti, gli occhi colmi di emozione. La sensazione è di aver assistito ad un evento irripetibile e definitivo, l’apoteosi live di un cantautore che ha fatto dell’intimismo e del ritratto del quotidiano che diventa universale la sua personale cifra stilistica.

Niccolò Fabi Roma 2017, la scaletta del concerto del 26 novembre

Una somma di piccole cose
Filosofia agricola
Evaporare
Facciamo finta
Ostinatamente
È non è
Il negozio di antiquariato
Ecco
Le chiavi di casa
Una mano sugli occhi
Una buona idea
Rosso
La promessa
Solo un uomo
Attesa e aspettata
Sangue del mio sangue
Costruire
Offeso
(con Fiorella Mannoia)
Lasciarsi un giorno a Roma (con Daniele Sinigallia)
Il primo della lista
Alzo le mani
(con Max Gazzè e Daniele Silvestri)
L’amore non esiste (con Max Gazzè e Daniele Silvestri)
Vento d’estate (con Max Gazzè e Daniele Silvestri)
Capelli
Lontano da me

Niccolò Fabi Roma 2017, le foto del concerto del 26 novembre

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Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

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