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Noel Gallagher a Taormina, tra nostalgia e solide certezze

Prendete il vostro abito più bello, quello che piace proprio a tutti e che sapete già che vi farà far colpo. Rimettetelo nell’armadio. Cominciate a vestire come vi pare, magari più comodi, guidati da un’intuizione, e fate comunque colpo. Adesso proviamo a chiamare l’abito più bello Oasis, l’altro, invece, è il progetto solista Noel Gallagher’s High Flying Birds. È in una Taormina quantomai simile alla sua Manchester che Noel consuma un’esibizione che ne certifica la capacità di camminare da solo. È lui ad aprire la stagione estiva del Teatro Antico, che quest’anno di big internazionali vedrà anche Sting con Shaggy e Brian Wilson.

Il concerto ha inizio con un’insolita puntualità: siamo in Sicilia, se Noel se la fosse presa comoda ci sarebbe andata pure bene. Invece no. Senza dire una parola Noel si presenta sul palco con la sua band e dà il via a due serratissime ore di musica. Nessuna percezione che volesse sbrigarsi, portare a casa l’esibizione, anzi; solo grande voglia di fare musica, in una cornice che, non me ne vogliate, più suggestiva non si può. La scaletta dello Stranded On The Earth World Tour è composta da brani del nuovo – si fa per dire – sodalizio, tra i quali è impossibile non citare l’ormai consacrata If I Had A Gun, inno del primo Noel senza Liam; ottimo riscontro anche per i brani di Who Built The Moon, con Holy Mountain, She Taught Me How To Fly, Be Careful What You Wish For su tutti, ed una performance di Dead In The Water da pelle d’oca.

A far aprir bocca ad uno stranamente silenzioso Noel ci pensano i fan più accaniti che, con degli “Olè Olè” trasformati in “Noel, Noel” accolti con un “I know”, si garantiscono il favore del proprio idolo. “Do you wanna play the guitar with me?” è l’invito allettante del più grande dei Gallagher ad uno spettatore a suonare con lui. Spettatore che però tituba nel momento in cui The Chief aggiunge “How much? 5 millions?”. Ed è con la stessa ironia che, adocchiando parecchie t-shirt degli Oasis, si lascia andare ad un quantomai agognato “Oasis fans, this is for you”. Little By Little scalda una platea che di aspettare il primo schiaffo targato Oasis non ne poteva proprio più e subito tutti in piedi; seguiranno, in ordine sparso, The Importance Of Being Idle, Wonderwall, Go Let It Out, Half The World Away e Don’t Look Back In Anger.

Nel corso di un concerto del genere è difficile non lasciarsi prendere dalla nostalgia, da un malinconico “chissà cosa sarebbe successo se…”. La risposta potrebbe apparire semplice: gli Oasis, dopotutto, rappresentavano il più evidente punto di contatto tra le ultime generazioni. Eppure, in serate così, non c’è spazio per i rimpianti. A dimostrarcelo è lo stesso Noel, che nel suo abito più comodo regala al pubblico una cover di All You Need Is Love. Non solo “un pezzo dei Beatles”, ma un messaggio per niente casuale a chi avrebbe preferito che le ostilità fossero messe da parte, a vantaggio di un successo sicuro. Successo che, in dosi diverse, è riuscito comunque a garantirsi meritatamente, salvando quel che resta del fegato. A differenza di Liam, ma questa è un’altra storia.

Noel Gallagher Taormina 2018, la scaletta del concerto

Fort Knox
Holy Mountain
Keep On Reaching
It’s A Beautiful World
In The Heat Of The Moment
Riverman
Ballad Of The Mighty I
If I Had A Gun
Dream On
Little By Little
The Importance Of Being Idle
Dead In The Water
Be Careful What You Wish For
She Taught Me How To Fly
Half The World Away
Wonderwall
Aka What A Life

The Right Stuff
Go Let It Out
Don’t Look Back In Anger
All You Need Is Love

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Felice Ragona

Foto di Fabio Izzo

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