Onstage
Offspring-Roma-2017

Il Postepay Sound Rock In Roma chiude in bellezza con gli Offspring

Una tripletta di nostalgia punk rock e di pogo all’ultimo respiro nella polvere dell’Ippodromo delle Capannelle: il Postepay Sound Rock In Roma 2017 non poteva chiudere con una scelta più felice un’edizione che è stata un buon successo di pubblico e anche di critica, sotto molti aspetti. Millencolin, Pennywise e Offspring: le gran final è servito.

Mi sento alla fine di un ciclo. È l’ultimo live del Postepay, è l’ultimo live di questa porzione d’estate passata in giro per concerti. Gli addetti alla sicurezza, ad ogni data via via più abbronzati e sorridenti, sono stati appoggi per battute e gentilezze. Si sente nell’aria la fine della fiera, c’è voglia di allentare un po’ le corde e chiudere in leggerezza. La selezione eterogenea che ha spaziato dal rap all’elettronica fino al cantautorato italiano conclude con il sapore della lontana California e con le band che hanno davvero fatto la storia del punk rock.

Il pubblico è abbondante: siamo in tanti ad aver vissuto quella scoperta della musica della California tra anni Ottanta e Novanta, dai gruppi più puri fino a quelli che magari hanno tradito un po’ il genere ma sono stati di maggior successo. Ci sono migliaia di adolescenze incompiute tra l’amore/odio per MTV e i compiti in classe di inglese, da sfangare ricordando i testi imparati a memoria su Tutto, sì, perché Pretty Fly (For a White Guy) finì anche lì con tanto di analisi approfondita delle lyrics.

Aprono i Millencolin con un set in pieno giorno e non si risparmiano di certo, mentre il pubblico continua ad affluire. Sanno cosa fare per scaldare in attesa dell’arrivo dei secondi in programma, i Pennywise. La band di Jim Lindberg non smentisce la sua anima più politica, prendendosela pubblicamente con Trump e chiedendo ripetutamente al pubblico di urlare dei sonori “vaffanculo”. Nella loro parte di concerto, appositamente studiata per caricare senza mezzi termini il pubblico, i Pennywise offrono anche un omaggio ai Motorhead, ai Ramones (con Blitzkrieg Bop) ai Nirvana (con Territorial Pissing).

Due minuti prima delle 23.00, che fa di questo concerto quello cominciato più tardi dell’intera edizione, sbarcano sul palco gli Offspring. La loro scaletta è un colpo al cuore di chi ha più di trenta primavere addosso: brani da Smash, il loro top album del 1994, e tantissime hit da Americana, il disco che li portò sul tetto delle classifiche e del mondo intero attirandosi parecchie antipatie puriste. “Buonasera, come state? Grazie!” dice Dexter Holland dopo un’irresistibile Come Out And Play, dove si sono visti alcuni crowdsurfing dei fan sopra il pogo. “Non ci possiamo credere che siamo qui a Roma, siete pronti?!” urla prima di cominciare con un’inattesa Genocide.

Inutile, forse impossibile spiegare l’entusiasmo del pubblico di fronte al live degli Offspring. I puristi storceranno il naso, ma sono i singoloni come The Kids Aren’t Alright, che è stata anche sigla dei video promo del Postepay, Hit That e Original Prankster a raccogliere i maggiori consensi. I Nostri sganciano una bomba dietro l’altra in rapidissima sequenza, in un’ora di live sfoderano brani brevi e carichissimi. Nelle prime file il pogo è agitato e continuo tanto che sul penultimo pezzo, Americana, lo stesso leader Dexter Holland molla la chitarra per passeggiare sul palco e godersi lo spettacolo.

Gli anni trascorsi sono tanti, forse qualcuno non è al massimo della forma. La voce di Dexter è parzialmente andata, assieme alle storiche treccine di Smash, ma furbescamente il singer canta in tonalità abbassata per stonare il meno possibile; riesce lo stesso a tirare fuori la vecchia anima punkeggiante e gli urli che lo hanno reso uno dei frontman più riconoscibili e incisivi dell’intera scena.

A mezzanotte in punto l’ultimo yeah-eh-eah dell’attesissima Self Esteem chiude definitivamente l’edizione 2017 del Postepay Sound Rock In Roma. The more you suffer, the more it shows you really care: più che sofferenza è stata abnegazione mista a divertimento. Ce la siamo proprio goduta.

Offspring Roma 2017, la scaletta del concerto

You’re Gonna Go Far, Kid
All I Want
Half Truism
Come Out And Play
Genocide
Seven Nation Army
(cover White Stripes)
Original Prankster
Staring At The Sun
Want You Bad
Ska
Bad Habit
Gone Away
Hit That
Why Don’t You Get A Job
Head Around You
Pretty Fly (For A White Guy)
Kids Aren’t Alright

Americana
Self Esteem

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Arianna Galati

Foto di Elena Di Vincenzo

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