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Il racconto del concerto di Ozzy e Avenged Sevenfold a Firenze Rocks

Firenze Rocks 2018 chiude i battenti con una line-up dedicata all’heavy metal: sul palco della Visarno Arena si esibiscono Tremonti, Judas Priest, Avenged Sevenfold e Ozzy Osbourne. Una sorta di staffetta tra giovane e vecchia generazione, un’alternanza che ha permesso a 30mila spettatori di celebrare un genere già adeguatamente omaggiato nel corso della serata del 16 giugno dall’accoppiata Maiden/Helloween.

La giornata è caldissima, sicuramente la più tosta dal punto di vista climatico rispetto alle precedenti. Mark Tremonti trova un pubblico ben disposto ma non azzecca tutta la scaletta: con quattro album a disposizione e 45 minuti di minutaggio a disposizione si deve attaccare a testa bassa e proporre il materiale più d’impatto possibile. Alcune scelte di setlist privilegiano il recentissimo A Dying Machine (lavoro più che discreto), altre non certo i brani migliori di Dust ad esempio. Solo un estratto invece dal bellissimo esordio All I Was. La prestazione tutto cuore della band del chitarrista degli Alter Bridge è stata anche minata da alcuni problemi tecnici occorsi a Tanner Keegan (basso). Nonostante questo, la conclusiva Wish You Well ha scatenato i primi poghi convinti della giornata.

La scaletta
Bringer of War
Another Heart
Cauterize
My Last Mistake
Betray Me
Flying Monkeys
Radical Change
A Dying Machine
Wish You Well

I Judas Priest hanno ereditato dai Black Sabbath le coordinate per sviluppare l’heavy metal britannico, forgiandolo insieme ai connazionali Iron Maiden nei primi anni ottanta. La loro presenza odierna è occasione per celebrarli e sentirli all’opera anche coi brani del nuovo album Firepower. Nonostante il pubblico non smetta un secondo di incitarli, i Priest non sono in giornata di gloria. Il loro show arriva a malapena all’ora di durata e in scaletta spicca la mancanza di veri inni live come Electric Eye, Breaking The Law e Livin’ After Midnight. Rob Halford (classe 1951) prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo, sfoderando le note alte nel trittico conclusivo You’ve Got Another Thing Comin’, Hell Bent for Leather (con tanto di Harley Davidson sul palco) e Painkiller ma resta l’amaro in bocca per un set riuscito solo a metà (per tacere della sfortunata assenza dello storico chitarrista Glenn Tipton, colpito dalla malattia di Parkinson a inizio 2018). Ai Priest in ogni caso si può serenamente perdonare un incidente di percorso, aspettandoli al riscatto in una futura data da headliner al chiuso e non all’aperto con 35 gradi di temperatura.

L’attesa per rivedere gli Avenged Sevenfold in Italia era davvero molta. L’amarezza per la data sold-out annullata all’ultimo momento al Mediolanum Forum di Assago un anno fa, dopo oggi sarà solo un ricordo per i fan della band. Fan che hanno acclamato il gruppo per tutta la durata del concerto, cantando ogni ritornello e godendosi un live set decisamente a fuoco. Come quello che ha fatto bruciare ancora di più le prime file della Visarno Arena, coinvolte oltre misura da M. Shadows e compagni. I cinque si sono dimostrati in stato di grazia oggi, sfoderando una prestazione maiuscola, priva di sbavature e consumatasi su un palco da headliner, grazie anche a un contorno che non ha lesinato su trovate sceniche e fiammate di ogni tipo. Sugli scudi le prestazioni del frontman (che tra un pezzo e l’altro non ha perso occasione di celebrare la grandezza dei ‘colleghi’ di palco odierni Priest e Ozzy) e del batterista Brooks Wackerman. Unico appunto alla setlist, troppo statica da anni a questa parte nonostante il repertorio degli Avenged sia oramai decisamente nutrito. Dopo oggi, i Sevenfold sono (finalmente) pronti a essere l’attrazione principale di grosse kermesse anche in Italia. Cosa che in Europa, tra l’altro, avviene già da almeno un lustro.

Avenged Sevenfold Firenze Rocks 2018, la scaletta

The Stage
Afterlife
Hail to the King
Welcome to the Family
God Damn
Buried Alive
So Far Away
Nightmare
Bat Country
Shepherd of Fire
Unholy Confessions

Puntualissimo, alle 21:15, il quasi settantenne Ozzy Osbourne prende possesso del palco cantando Bark at the Moon e Mr. Crowley. Il pubblico impazzisce, anche perché lo storico frontman dei Black Sabbath è davvero in forma questa sera. La band che lo accompagna vede Zakk Wylde autentico mattatore: il chitarrista ha abilità indiscussa e il physique du role perfetto per recitare questa parte, essenziale anche per far rifiatare Ozzy tra una serie di canzoni e l’altra. I ripescaggi Sabbath-iani sono solo tre, ma su War Pigs e Paranoid, com’è giusto che sia, succede il finimondo. Difficile pensare che l’Ozzy visto questa sera sul palco decida di ritirarsi per davvero al termine di questo No More Tours 2. Sembra assurdo ma la forma vocale e fisica di oggi del Principe delle Tenebre è sicuramente superiore a quella sfoggiata nel 2012 nel precedente tour solista. Ozzy ci riserverà sicuramente altre sorprese in futuro e, a quanto sembra, i suoi fan saranno sempre pronti a rispondere a una sua eventuale chiamata al bordo del suo inarrestabile Crazy Train.

Ozzy Osbourne Firenze Rocks 2018, la scaletta

Bark at the Moon
Mr. Crowley
I Don’t Know
Fairies Wear Boots
(Black Sabbath)
Suicide Solution
No More Tears
Road to Nowhere
War Pigs
(Black Sabbath)
Miracle Man / Crazy Babies / Desire / Perry Mason (instrumental)
Drum Solo
I Don’t Want to Change the World
Shot in the Dark
Crazy Train
Mama, I’m Coming Home
Paranoi
d (Black Sabbath)

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Jacopo Casati

Foto di Elena Di Vincenzo, Francesco Prandoni

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