Onstage
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Il racconto del concerto di Pusha T a Milano

Poche chiacchiere e tanto flow. Fossimo su stati Twitter avrei descritto in questo modo il concerto milanese di Pusha T. Ma fortunatamente, lo spazio a mia disposizione è un filo più ampio da permettermi di descrivere, senza troppe limitazioni, l’impatto sul suolo italiano di uno dei più importanti rapper americani dell’ultimo decennio.

King Push sale sul palco del Fabrique di Milano puntuale come uno dei suoi amati orologi svizzeri. Sono le 22 spaccate, infatti, quando i tanti presenti smettono di guardare i propri cellulari per farsi abbagliare da una luce naturale, quella del talento. All’interno del club milanese, non hanno mancato l’appuntamento con la storia figure di spicco della scena rap italiana: chi a cantare e saltare in mezzo alla folla e chi in una situazione più comoda, ma non per questo da disprezzare, come quella del terrazzino vip.

Complice una scenografia pressoché inesistente, gli occhi dei curiosi erano tutti puntati su Pusha T che, accompagnato sul palco solamente da un dj, ha attaccato subito forte sulle note di If You Know You Know, facendo venir giù il soffitto. Il brano estratto dall’ultimo album Daytona, definito dal rapper più e più volte nel corso della serata come il disco migliore dell’anno, ha dato il via a un esercizio di stile e tecnica davvero invidiabile.

Tralasciando la spocchia classica da rapper, che in fin dei conti non deve più stupire e può starci, soprattutto quando a produrti l’album non è il primo che passa ma Kanye West, quello che colpisce di Pusha T è l’intensa naturalezza con cui riesce a stare sul palco, sparando rime a raffica senza mai perdere il controllo della situazione. Il rapper americano durante la prima parte dello show ha pescato molto da Daytona, per poi lasciarsi andare nella parte finale in un viaggio nel tempo, eseguendo brani più datati, estratti dagli album King Push Darkest Before Dawn: The Prelude e My Name is My Name, e alcune sue strofe presenti in canzoni di altri, come successo con Feel The Love, del discusso Kids See Ghosts di Kanye West e Kid Cudi.

Quella del 9 ottobre, è un’altra serata da ricordare per i fan italiani della musica urban. Finalmente l’Italia è tornata sulla mappa e anche i rapper americani di un certo peso ci degnano della loro presenza. E la prova maiuscola di Pusha T, nonostante la durata (poco più di un’ora, ndr.), ha confermato che il vento è davvero cambiato.

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