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Il concerto di Queen e Adam Lambert non tradisce le attese

Unica data al Mediolanum Forum di Assago per Brian May e Roger Taylor che portano i Queen e la loro leggenda al pubblico italiano. Nessun artista in apertura, i fan entrano alla spicciolata dopo serrati controlli nominali dei biglietti e si trovano di fronte il profilo dell’allestimento del tour per il quarantesimo anniversario dell’album News Of The World.

I primi ad entrare nel parterre si accomodano intorno alla lingua di palco a forma di manico di chitarra che si inoltra verso il centro del palazzetto. Lo stage è sormontato da un grande schermo curvo e da un ulteriore allestimento, elementi che concorreranno a creare l’incredibile scenografia a tema. E’ il robot Frank, protagonista del rivoluzionario concept dell’album creato dall’illustratore di fantascienza Frank Kelly Freas, a fare da padrone alla dinamica scenografia, piena di colori e di situazioni delle più disparate.

Ma lui, Frank, con il suo testone glabro metallico, addirittura spunta da un apertura del pavimento per accogliere il cantante Adam Lambert durante l’esibizione. Il tema robotico e metallico post punk, recuperato direttamente da quel 1977, si alterna alle evoluzioni visive e di luci curate da Ric Lipson per la parte visiva (uno che ha messo la mano anche agli show di Pink Floyd, U2, Rolling Stones e per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino del 2008) e dal light designer Rob Sinclain, he ha firmato concerti di Adele, Peter Gabriel e per le Olimpiadi di Londra del 2012.

E’ quindi uno spettacolo mastodontico, come è nel DNA di un gruppo che creava ben più di un semplice concerto rock. Un gruppo che dava vita a delle opere mitiche e indimenticabili, esibizioni memorabili di una band ritenuta leader assoluta del live rock. E so cosa state pensando. Tutto questo era frutto di un quartetto di fenomeni, con idee rivoluzionarie, ma soprattutto era frutto dell’apporto di un fuoriclasse, di un sacerdote della musica, di uno di quella manciate di divinità che la morte ha avuto il solo effetto di innalzarlo su un piedistallo inarrivabile.

Ed è questo l’unico nemico di uno show di caratura eccezionale. Adam Lambert. Che coraggio ci vuole a salire su quel palco, di fianco a Brian May, di fronte a Roger Taylor. Davanti a milioni di fan che ti giudicano in base ad un parametro impossibile da raggiungere. La questione è semplice ed è questa: di fronte all’amore per la propria musica di May e di Taylor si è scelto di continuare con il nome Queen. Di fronte all’evidenza di essere un serpente senza più testa, si è scelto di essere fronteggiati da un esecutore. Un impareggiabile esecutore, e in Adam Lambert lo hanno decisamente trovato. Classe ’82, americano, proveniente da un talent show (American Idol), Lambert mostra al pubblico una tecnica e una sensibilità vocale da vero fenomeno. I suoi acuti sono potenti e precisi, mentre le parti più melodiche sono interpretate con intensità ed emozione.

Scenicamente ci mette anche del suo, puntando su un tema visivo estremo e decisamente pop, fluo e scanzonato, con repentini e serrati cambi di abito. Si muove, si impegna, fa di tutto dal cantare seduto sul testone di Frank al girovagare per il palco su una bicicletta rosa cantando Bicycle Race. Canzoni più serrate come Tie Your Mother Down o la iniziale Tear It up le lancia addosso al pubblico con precisione e foga. Riesce anche a dare verve a quelle cavalcate di scanzonata leggerezza che sono Fat Bottomed Girls e Crazy Little Thing Called Love. Il rispetto che il gruppo ha per lui è testimoniato dalla presenza in setlist della “sua” Lucy proveniente dal suo terzo album di studio The Original High che riesce a non sfigurare troppo in questa bacheca dei ricordi. Insomma, c’è solo un difetto imputabile ad Adam, a parte un certo piglio ‘televisivo’ nell’interpretazione e nella gestualità che è inevitabile per uno che proviene da quel contesto, ed è quello di non essere Freddie Mercury.

Sono state spese tantissime parole a riguardo e non solo per i Queen, in un 2018 che vede Ronnie James Dio esibirsi sotto forma di ologramma e persino Elvis che canta da un megaschermo. Se è davvero il caso continuare senza l’elemento essenziale del gruppo, se davvero stai portando avanti la tua arte o se stai in realtà vivendo di luce riflessa. Molti hanno però trovato una definizione a questi tour con Adam Lambert (che ormai annovera più di 130 concerti in tutto il mondo) che mi sembra illuminante: Queen experience. Chiamarlo karaoke mi sembra ingiusto e irrispettoso nei confronti di May e Taylor, due mitologie viventi che sono i pilastri sopra cui si fonda l’illusione o meglio, l’esperienza.

Perché deve essere chiaro il fatto che un concerto dei Queen non è. Ma se davvero li ami, può essere un’esperienza che può aprirti la mente, farti immaginare cosa possa essere stato. Adam Lambert è molto furbo quando si mette dalla parte del pubblico. Dice: “Voi starete pensando, chi è questo cazzone che canta con i Queen, non è Freddie! Beh, avete ragione! Io sono un fan dei Queen, come voi, quindi viviamo questa esperienza insieme”. Non male Adam.

Il pensiero ‘santo cielo, cosa deve essere stato..’ è costante durante l’esibizione della serata al Forum, evocato già dal primo assolo di May su I Want It All, tanto quanto durante le emozionanti The Show Must Go On, Who Wants To Live Forever, Bohemian Rhapsody. Quando Brian May si siede solo al centro del palco all’estremità più vicina al centro del Forum e, illuminato da centinaia di telefonini, intona Love Of My Life, Freddie Mercury compare improvvisamente e a tradimento nello schermo gigante e ammutolisce il Forum. Canta le ultime parole della canzone e il cuore ti viene strappato via dal petto e viene buttato nel buco nero del tempo, dove i miti del rock giacciono e vivono di immanenza eterna. Santo cielo, cosa deve essere stato un concerto dei Queen. Grazie a questi eterni ragazzi, Brian e Roger, che ci danno ancora l’opportunità anche solo di poterlo immaginare.

Queen + Adam Lambert Milano 2018, la scaletta

Tear It Up
Seven Seas of Rhye / Tie Your Mother Down
Play the Game
Fat Bottomed Girls
Killer Queen
Don’t Stop Me Now
Bicycle Race
I’m in Love With My Car
Another One Bites the Dust
Lucy
(Adam Lambert)
I Want It All
Love of My Life
(Brian May solo)
Somebody to Love
Crazy Little Thing Called Love
Drum Battle
Under Pressure
I Want to Break Free
You Take My Breath Away
Who Wants to Live Forever
Last Horizon
(Brian May)
Guitar Solo
The Show Must Go On
Radio Ga Ga
Bohemian Rhapsody
We Will Rock You
We Are the Champions

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Daniele Corradi

Foto di Francesco Prandoni

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