Onstage
queens-of-the-stone-age-idays-milano

I-Days 2018 ha chiuso alla grande con Queens Of The Stone Age e Offspring

L’ultimo giorno di I-Days, come tutti gli “ultimi giorni”, è quello più malinconico, quasi surreale per certi aspetti: poca coda all’ingresso, temperatura perfetta e neanche una persona triste, sono tutti sorridenti. Persino i 2 km a piedi lungo il Decumano, la stradona che separa l’ingresso principale della venue dall’area concerti, oggi non sembrano così male. Dopo il set dei Wolf Alice, la rockband inglese capitanata della bella e incazzata Ellie Rowsell, l’Open Air Theatre di EXPerience Milano è carico a pallettoni per il live degli Offspring.

I paladini del punk-rock made in California salgono sul palco poco prima delle 20 sulle note di Americana, traccia che dà il nome al loro famoso album multi-platino del 1998. A giudicare dalla reazione del pubblico, sembra che l’arena non aspettasse altro che riassaporare le sonorità tipiche di un genere, il punk-rock appunto, che puntualmente qualcuno dà per morto, ma che invece continua a fare proseliti. Seguono tutte d’un fiato All I Want e Come Out And Play nel boato generale. La resa sonora è ottimale, così come la voce del frontman Dexter Holland, che tiene botta. Dexter e Kevin “Noodles“ Wasserman sono i mattatori dello show, con quest’ultimo particolarmente mobile a differenza del compagno.

La band ringrazia spesso i tanti fan accorsi per il loro live, che rispondono con cori “Offspring! Offspring!”, andando a colmare i rarissimi momenti di silenzio del concerto. Want You Bad, Hit That e Why Don’t You Get A Job scatenano il pogo, tra creste colorate e qualche coraggiosa ragazza che si lancia nella mischia senza alcun timore. Con l’ingresso in scena di un pianoforte, Dexter esegue una versione acustica di Gone Away dal sapore molto malinconico. Solo sul finale del pezzo la band si ricongiunge con il loro leader, apparso molto più fragile vocalmente in quest’occasione. Pretty Fly (For A White Guy) e Kids Aren’t Alright sono solo l’antipasto del gran finale dello show, con gran parte dei presenti che non riesce a contenere la foga del momento. Nel pit pogano senza sosta sugli iconici riff di chitarra dei brani, mentre dalle transenne alle mie spalle le persone fluttuano nell’aria, afferrate al volo dagli addetti alla sicurezza.

Tempo pochi minuti per rifiatare dietro al palco, che gli Offspring tornano in scena per concludere il loro concerto con due delle loro canzoni più famose. You’re Gonna Go Far, Kid e Self Esteem fanno letteralmente esplodere la platea, che con un boato da stadio libera le ultime energie residue. Prima di salutare il pubblico, gli Offspring lanciano sulle prime file bicchieri, bacchette e plettri che non placano gli animi scatenati dei fan: i più accaniti si lanciano come dei novelli Buffon per acciuffare qualche oggetto da conservare a casa come reliquia.

Alle 21:45 i Queens Of The Stone Age danno inizio al concerto di chiusura degli I-Days 2018 con Go With The Flow. Josh Homme, la vera star della serata, è al centro della scena con la sua chitarra a tracolla, circondato da paletti al led luminosi. Il pubblico è entusiasta e sembra non vedesse l’ora di farsi investire dalle sonorità massicce della band californiana. Sick Sick Sick e Feet Don’t Fail Me seguono in scaletta, con l’arena che salta compatta sul groove chitarristico del brano estratto da Villains, il tanto discusso ultimo disco dei QOTSA uscito lo scorso anno. Michael Schuman, decisamente in mise più elegante del suo frontman, suona il basso saltellando da una parte all’altra del palco. A Feet Don’t Fail Me, segue subito un altro pezzo estratto dall’ultimo disco, il singolone The Way You Used To Do. Il battito di mani viene naturale, così come posare lo sguardo su Homme che prende a calci le barre al led disseminate sul palco, che, come da copione, tornano in posizione grazie alle molle sotto di esse. Per fortuna che stasera si è limitato a colpire le luci e non qualche malcapitato fotografo dalle sue parti, come successo l’anno scorso durante un live a Los Angeles.

Si torna subito agli esordi con You Think I Ain’t Worth A Dollar, But I Feel Like A Millionaire che mette in mostra un Jon Theodore in forma straordinaria. Come una macchina che non sente fatica, si ritaglierà ancora spazio per un lungo assolo di batteria nella successiva No One Knows, cantata a squarciagola da tutto l’Open Air Theatre. Homme, intanto, fuma e sorseggia whiskey prima di riprendere a cantare l’ultimo ritornello del brano.

Make It Wit Chu darà ancora modo al pubblico di dimostrare le sue doti canore: “Liberatevi, cantate più forte, cantate per me” urlerà la rockstar, chiedendo maggiore voce alla platea. Forse proprio per contribuire alla “liberazione” di cui parlava, il musicista allunga la sua bottiglia di whiskey ai ragazzi della prima fila tramite un addetto alla sicurezza, invitato anch’esso a unirsi al brindisi. Song For The Dead è la canzone che chiude il concerto. Josh Homme saluta Milano scagliando la sua chitarra sulla batteria, mentre Troy Van Leeuwen la lascia penzolare da un’asta per microfono, mentre abbandona il palco.

Con il live dei Queens Of The Stone Age volge a termine l’edizione 2018 di I-Days. Niente più metro per Rho domani, niente camminate sotto il sole né token.
Non mi resta che svuotare lo zaino e continuare a sperare nella reunion degli Oasis.

Queens Of The Stone Age The Offspring I-Days Milano 2018, le foto

Altri articoli su questo concerto

Michelangelo Paolino

Foto di Francesco Prandoni

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI