Onstage
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I live di Roger Waters non sono concerti, ma lezioni di vita

Il concerto dal vivo è una delle esperienze fisiche e sensoriali più emozionanti. I suoni, i colori, gli applausi, le gesta ed i messaggi presenti di un live sono forse il vero motore pulsante per produrre musica. Roger Waters è un fuoriclasse vecchio stampo, geniale, esplicito, pungente, sfrontato, trasforma i suoi show in emozionanti itinerari comunicativi, la musica è solo un filo conduttore che alimenta il gigantesco percorso in cui siamo coinvolti.

Il suo tour mondiale in questi giorni fa tappa a Milano per la prima delle date primaverili in Italia la sera del 17 aprile: il palco e le coreografie sono come al solito imponenti, la regia occupa addirittura gran parte del parterre, sullo sfondo un enorme schermo sarà il vero compagno di viaggio del concerto – un viaggio che è un lungo itinerario che ripercorre la sua lunga carriera, rende omaggio ad una della più grandi band del pianeta, i Pink Floyd, e propone alcune delle sue più significative hit da solista.

La scaletta parte con Speak To Me e Breathe: il suono è perfetto, di gran lunga sopra la media dei concerti nei palazzetti, i nove musicisti sul palco rendono tutto molto pulito, compatto, potente. Waters non parla, a farlo per lui sono le immagini che scorrono alla sue spalle. Il primo boato sale dal pubblico su Welcome To The Machine, una delle denunce più sofferte dell’immensa produzione dei Floyd, e il nostro invita il pubblico a far esplodere il potente ritornello; le successive Déjà Vu e Picture That rendono il giusto tributo al suo ultimo pluridecorato disco.

Quello che impressiona ogni volta è la potenza comunicativa diretta, senza veli, spedita a tutti senza mezze misure. Le luci si spengono per cantare insieme al pubblico Wish You Were Here, mentre la scritta RESIST chiude la prima parte del concerto dopo una ribelle versione di Another Brick In The Wall Part 2 e Part 3. Ma il vero spettacolo esplode nella seconda parte dello show: il set si apre sulle note di Dogs con un’immensa coreografia che rappresenta la Battersea Power Station, la centrale termoelettrica che appare sulla copertina di Animals, posta proprio sopra le teste degli increduli spettatori in platea. Questa prorompente struttura resterà quasi sempre in scena, per trasformarsi in un maestoso schermo visivo a seconda delle canzoni proposte.

A un’epocale versione di Pigs (Three Different Ones) è affidata la feroce la critica a Trump: deriso, insultato, massacrato visivamente, il Presidente degli Stati Uniti viene addirittura raffigurato su un maialino volante con il simbolo dei dollari sugli occhi. Waters – da sempre schierato contro la guerra e le disparità sociali – denuncia spietatamente a suo modo i diritti umani violati, facendo riferimento anche al recente attacco sferrato in Siria, domandando a tutti se questo è il mondo in cui desideriamo vivere.

Il pubblico applaude, acconsente, esulta, si emoziona. Waters è una furia: le immagini crude scorrono nei mega schermi e le sue parole sono sentite ed accorate. “Sono felice di essere qui, grazie per quello che sta facendo l’Italia in aiuto dei rifugiati di guerra” dice ad un certo punto. Il finale è dedicato a Mother, suonata in acustico, e ad una toccante Comfortably Numb. Le luci si accendono, il pubblico si alza in piedi e canta. Roger scende dal palco e va a stringere le mani delle prime file. Ieri sera a Milano non abbiamo visto un normale concerto, abbiamo assistito ad una lezione di musica, stile, comunicazione, classe, amore e ribellione. In cattedra il professor Roger Waters.

Roger Waters Milano 2018, la scaletta del concerto

Speak To Me (Pink Floyd) / Breathe (Pink Floyd)
One Of These Days (Pink Floyd)
Time (Pink Floyd)
Breathe (Reprise) (Pink Floyd)
The Great Gig In The Sky (Pink Floyd)
Welcome To The Machine (Pink Floyd)
Déjà Vu
The Last Refugee
Picture That
Wish You Were Here
(Pink Floyd)
The Happiest Days Of Our Lives (Pink Floyd)
Another Brick In The Wall Part 2 (Pink Floyd)
Another Brick In The Wall Part 3 (Pink Floyd)

Dogs (Pink Floyd)
Pigs (Three Different Ones) (Pink Floyd)
Money (Pink Floyd)
Us And Them (Pink Floyd)
Smell The Roses
Brain Damage
(Pink Floyd)
Eclipse (Pink Floyd)

Mother (Pink Floyd)
Comfortably Numb (Pink Floyd)

Roger Waters Milano 2018, le foto del concerto

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Claudio Morsenchio

Foto di Francesco Prandoni

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