Onstage

A Bari Salmo scaccia la paura con un concerto potentissimo

Bari, Largo Giannella, 9 giugno 2017. Salmo headliner della seconda giornata di Medimex 2017 è un bel traguardo per il rapper di Hellvisback, che conclude con questo concerto e con un’accoglienza calorosissima da parte del pubblico la fase primaverile del suo tour 2017. Non solo perché Salmo è bravo, il che è un giudizio di merito che ci sentiamo di spendere, ma perché ad ascoltarlo sono accorsi tantissimi ragazzini che si abbrancano alle transenne già dal precedente live di Jessy Lanza. Set ridotto ovviamente, perché il limite delle 0.00 è la cifra tonda imposta dal comune e non si sfora (non più di tanto).

L’ingresso sul palco di Salmo è come ricevere un calcio nello stomaco: sono i bassi che pompano nelle casse e ritmano il flow impressionante del rapper, in una forma ottima sin dai primi due pezzi. Giuda è la benzina sull’entusiasmo del pubblico, che si muove e canta come un sol uomo. Salmo è tarantolato, fa qua e là sul palco fino quasi a sfiorare gli angoli estremi. Su Daytona il suo saltellare si fa frenetico e il pubblico gli va dietro, in un sincrono magistrale.

Bentley vs Cadillac mostra la verità: il suo è un talento indiscusso, sempre più brillante ad ogni concerto come se la stanchezza umana non lo toccasse affatto. L’umanità la mostra in altri modi: Salmo si preoccupa per i suoi fan, chiede al pubblico se vada tutto bene, se qualcuno stia male, se qualcuno sia stanco o abbia sete. È una forma di affetto che evita la retorica dei discorsoni e diventa cura vera, l’attenzione verso chi gli sta dando il successo meritato.

Approfitta del dialogo col pubblico per rifiatare e chiede al fido DJ Slait ai piatti su quale pezzo scivolare: A volte esagero è incredibilmente potente, dominata da quel king of drums di Jacopo Volpe che fa emergere con i suoi pestoni sulla batteria il lato più punk di Salmo.

“Vivo senza paura, senza paura” ripete Salmo in Killer Game, e la sua convinzione rinfranca tutti. C’è un’unione magica di godimento della musica, altro che paure e ansie; o almeno, vengono mitigate grazie alla sua potenza. Chi sta vivendo Bari piena di forze dell’ordine che controllano singolarmente le persone ai varchi d’ingresso ai palchi con metal detector e ispezioni di borse e zaini, non si sente più tranquillo: si sente sconvolto dalle pur necessarie misure di sicurezza. Però lo comprende, deve accettarlo, e Salmo sembra convincere che seppure sembri una limitazione alla libertà, adesso non si può fare altrimenti.

Salmo alleggerisce l’atmosfera, si complimenta con il pubblico di Bari per il pesce eccellente mangiato e si rilassa: la fine del tour lo porta ad avere forse la testa più sgombra pur mantenendo la barra sempre a dritta. Il messia è una passeggiata tutti insieme. Il rapper scherza prendendo in giro i suoi stessi detrattori: “Salmo, ma non stai facendo i pezzi hardcore, ti sei venduto?” si dice prima di attaccare Title?, un pugno in faccia di potenza. Si può permettere anche di giocare col suo pubblico fermando un pezzo perché “vi voglio vedere più carichi” e ricominciare il secondo take de Il fuggitivo.

C’è ancora l’accenno della celebre “hit dell’estate” (già suonata scherzosamente a Roma) e la botta di Non volevo, dove il flow di Salmo sembra non fermarsi mai.

Si chiude giustamente con S.A.L.M.O., con i sample di piano in versione doo-wop, radice profonda del rapper, e con Don Medellin. Salmo ha dato un’altra lezione di stile delle sue: la paura si combatte all’aperto, nelle città, riconquistando i propri diritti di godere della musica. Andate ai concerti e soprattutto andate a quelli di Salmo: perché fanno bene.

Altri articoli su questo concerto

Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI