Onstage
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Ora (davvero) tutti sanno il nome

Oggi chiunque conosce Salmo. O per lo meno crede di conoscere quell’artista che ha litigato con Salvini oppure che ascolta con grande piacere su Spotify nei featuring che vedono coinvolti Sfera Ebbasta e Coez. Salmo in realtà, a livello qualitativo, è in cima alla catena alimentare del rap italiano per lo meno dal 2013. Quando pubblicò Midnite e aveva già immesso sul mercato due altri album pazzeschi come The Island Chainsaw Massacre e Death USB, in cui sublimava l’hardcore hip hop e si imponeva all’attenzione di chi era davvero attento alla scena come quella novità in grado di sparigliare le carte all’interno di un genere che godeva già di un’espansione inimmaginabile, avviatasi in modo inesorabile in seguito alla pubblicazione di Tradimento di Fabri Fibra nel 2006.

Salmo su disco è diventato un animale da record. Ogni mossa promozionale è stata studiata per essere perfetta e super efficace sin da Hellvisback (2016). Il trionfo nelle chart ottenuto nelle ultime settimane da Playlist (e dai singoli di lancio 90min e Il cielo nella stanza) è solo la logica conseguenza di uno che ha da tempo una visione estremamente chiara sia del proprio ruolo nella scena italiana, sia della scena italiana stessa.

Ciò che però lo differenzia dalla quasi totalità degli artisti del panorama trap e hip hop nazionale che negli ultimi due anni si sono guadagnati le vette delle classifiche di streaming, è un dettaglio affatto trascurabile: Salmo dal vivo non ha rivali. Lasciando da parte quella che è senza dubbio alcuno la produzione live più ambiziosa ed esaltante di un rapper italiano di sempre, l’artista di Olbia che ho visto questa sera dal vivo ad Assago è un musicista innamorato a 360 gradi dell’arte che propone sullo stage. Dalle toppe di alcuni tra i gruppi storici del rock (Kiss, Metallica, Nirvana, Sex Pistols, …) che campeggiano sul suo giubbotto di jeans mostrato con orgoglio nelle stories di Instagram, all’attitudine assolutamente punk di quando si siede dietro le pelli, fino alla formazione con batteria (che percuote Jacopo Volpe), basso (lo suona Dade), chitarra e due dj sul palco insieme a lui, con cui rilegge diversi brani anche nuovi riarrangiandoli ora in chiave acustica piuttosto che pop-rock e puramente crossover (certi breakdown oggi si sentono solo nelle playlist hardcore/metalcore ): ogni cosa trasuda amore e passione per la musica, un sentimento sincero, molto lontano e opposto a quell’ascolto distratto e di pochi minuti che per molti è oramai la norma.

Un animale da palco, uno che propone le sue rime e i suoi versi ai propri fan come fosse l’ultima cosa che gli rimanesse da fare prima di schiattare. Zero vocoder, zero trucchi, zero playback, zero drop e frasi cantilenate senza proposito alcuno. Sopra le basi che mettono i dj si scatena una furia sonora impressionante, capace di rivaleggiare con quella di act rock ben più famosi e storici.

Salmo parla di Champions League mentre dialoga brevemente con i suoi fan: è perfettamente consapevole di essere protagonista in un momento di massima esposizione che tra le altre cose (almeno questo me lo auguro io) potrà far capire ai tanti giovani, che affollano un Mediolanum Forum strapieno, che tutto sommato suonare uno strumento non è così male. Che il rap non è solo questione di drop perfetti e basi registrate su cui far finta di esibirsi.

Salmo si è meritato tutto questo, non concedendosi praticamente mai ai trend del momento, facendo evolvere la sua proposta fino a un livello ultra commerciale senza però snaturarsi, continuando a veicolare messaggi forti anche da un punto di vista sociale (le polemiche politiche che qui non ci interessano sono comunque frutto diretto della personalità e della coerenza dell’artista), e difendendo una genere (il rap) che ultimamente è stato svuotato di ogni contenuto e ideale.

Per quanto non sia particolarmente rimasto impressionato da Playlist e rimanga inevitabilmente legato a un periodo che si è chiuso con Midnite (2013), non posso fare altro che sorridere compiaciuto nel vedere il successo globale che sta vivendo in questo momento Salmo. Da qui alla prossima estate inclusa, vedremo il rapper più seguito d’Italia esibirsi davanti a folle importanti, portandoci tonnellate di attitudine e rock’n’roll. Adesso davvero tutti sanno il nome.

La scaletta
90 min
Mic taser
Stai zitto
Ricchi e morti
Giuda
Io sono qui
Perdonami
L’alba
Cabriolet
Tiè
PxM
Russell Crowe
S.A.L.M.O.
Papparapà
Ora che fai?
Disobey
Lunedì
Ho paura di uscire
K-Hole (rmx BV2)
A volte esagero
Venice Beach
La prima volta
(A cappella)
Killer game
Mob
Dispovery Channel
Sparare alla Luna
1984
Il cielo nella stanza

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Foto di Francesco Prandoni

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